Non so perchè Ti sia stato risposto nei termini di cui sopra da Saverio, abitualmente avezzo a fare tante domande e a ricevere risposte nonché, in generale, molto educato.
Sissignore, credo che sia importante un confronto fra appassionati di strumenti diversi, in quanto le diverse esperienze musicali possono essere di utile stimolo. Ma attenzione anche a rimanere nella musica e non privilegiare troppo alcuni punti di vista che, ancorché rilevantissimi, sono di "settore".
Premetto che, per una trattazione esauriente dell'argomento ci vorrebbe un tempo troppo ampio e bisognerebbe fare ricorso a una matematica non necessariamente intuibile per tutti. Per questo, la mia risposta sarà abbastanza semplificata e concisa.
In pratica, ci sono diversi fattori da considerare.
Da un lato si ha che le scale musicali antiche, costruite con l'approccio ciclico (utilizzo dei battimenti) oppure con quello divisivo (divisione della quarta) hanno i noti problemi di trasposizione e di mancanza di allineamento di ottava (comma pitagorico), oltre il fatto che le scale cromatiche costruite con tali approcci hanno semitoni di non pari rapporto (non uguali quindi all'orecchio).
Dall'altro si ha che il temperamento equabile formalizzato dal matematico Stevino, per note proprietà dei numeri naturali, non è formulabile come algoritmo ciclico; ciò comporta la pratica impossibilità di ottenere una tale scala come "temperamento" in una accordatura ciclica, per la mancanza di intervalli giusti di riferimento.
Ne consegue - a livello teorico - la impossibilità di sopprimere i battimenti nel temperamento equabile e, viceversa, se si vuole approssimare tale temperamento nell'accordatura, la necessità di qualche trucchetto "ingannatorio" basato sulla fisiologia e sulla psicologia del soggetto che percepisce.
Ad esempio, i battimenti si distinguono poco negli strumenti a corde percosse - quali, ad esempio, il Pianoforte - per la persistenza non lunga e la caduta dei suoni, mentre ne è più facile il riscontro negli strumenti a vento o con riserva di aria - quali, ad esempio, l'organo - per la sonorità di più lunga durata.
A questo si aggiunge il fatto che, quando si suonano insieme due note "pure", l'orecchio percepisce nuove note aggiuntive a frequenze pari a somme o differenze di multipli delle frequenze delle note emesse, fatto che si descrive come suoni di combinazione (ricordate il terzo suono di Tartini?) o, ad esempio in elettronica, come intermodulazione (avete presenti i distorsori?). Ciò è dovuto al fatto che l'orecchio umano non è un trasduttore (amplificatore) lineare.
Bene, le cose che abbiamo menzionato possono rendere difficile la percezione e l'intelligenza umana è fatta in maniera da trascurare le cose difficili da elaborare, se non sono utili (ad esempio, se un'auto mi sta venendo addosso e anche una mosca mi viene incontro, non perdo tempo ad analizzare l'effetto Doppler prodotto, ma mi affretto a scansare LA MOSCA ? nohhhhh, LA AUTOMOBILE!); ne consegue che - secondo il punto di vista per il quale ciò che non si percepisce non esiste - si giustifica ampiamente l'affermazione di chi ha asserito "man mano che si eseguono a salire diventano pure", affermazione che si rivela essere pragmaticamente vera, anche se matematicamente "non esatta" (tra l'altro, io pure ho visto, ormai qualche tempo fa, i video e non ci avevo fatto caso e, secondo me, neanche adesso ci farei caso, perché non sto a vedere se conoscono bene la teoria degli integrali di Lebegue quelli che, come PianoExpert, mi parlano di musica!).
Io sono un fisico, matematico e ingegnere di formazione, ma qui sul sito ci vengo perché amo la musica e lascio da parte i numeri esatti e l'analisi di Fourier.
Infine, ma non vorrei sbagliarmi, mi pare che ambedue i fenomeni di cui abbiamo parlato (battimenti e intermodulazione) sono utilizzati anche negli organi (senno' come farei i timbri quasi umani con tremolo o quali enormi canne dovrei costruire per realizzare i bassi profondissimi di alcuni organi?).
Cordiali saluti