Vado per gradi. Non te la prendere...
Frank ha scritto:
Ma guarda Carlos, io sono dell'idea che le dita devono viaggiare e le diteggiature in fase di studio devono essere affrontate tutte.
Prima cosa: non è vero. Seconda cosa: se vanno affrontate tutte che facciamo? Un bel trillo do re do re 1 5 1 5??? Dài per piacere...
PS «non è vero» perché è come dire a un ballerino che "in fase di studio" deve imparare a camminare col piede sinistro insieme alla mano destra... perché bisogna provare tutto.
Frank ha scritto:
Onestamente ho riscontrato più diffuso il problema dell'articolazione del pollice che del quarto dito, per cui 24 resta comunque una diteggiatura comoda anche a cavallo di due tasti bianchi ... chiaro che se ci fosse di mezzo un tasto nero le cose cambierebbero e certe scelte sarebbero più “obbligate”.
Il trillo 13 si esegue con un movimento misto articolatorio/rotatorio. La comodità sta proprio in quello: il movimento rotatorio garantisce anche una certa potenza, per questo è preferibile a 23 e a 12. Il trillo 24 su due tasti bianchi consecutivi è pianisticamente una strxxxata, con buona pace tua. Secondo me non l'hai mai provato e se l'hai fatto ti è pure venuto male. Sui libri non si impara a fare i trilli 😉
Frank ha scritto:
C'è chi è dell'idea che ogni x note del trillo debba cambiare diteggiatura per problemi di stanchezza e uno dei percorsi può essere 13, 24, 35, e anagrammi di combinazioni … polifonia permettendo magari eseguita da altre dita.
«C'è chi è dell'idea», «ho riscontrato»... Frank: io il pianoforte lo so suonare ok? Quindi se mi permetto di scrivere che le tue diteggiature non funzionano, verosimilmente, ho ragione io...
PS il cambio dito generalmente prevede che una delle due dita resti invariata, sennò in velocità non si riesce, quindi i cambi che tu suggerisci non funzionano per due motivi: quello che ho detto e, il secondo, che 24 e 35 non sono diteggiature valide su due tasti bianchi consecutivi, come ho già detto..
Frank ha scritto:
Tutto per dire che il mio esempio era base per esemplificare il concetto delle varianti (
il fulcro del discorso) e comunque non disdegno 2-4 anche perché bisogna fare i conti con le dita del pianista e pollice e mignolo mediamente sono le dita più problematiche.
Non che i problemi non si debbano risolvere, però se uno non trova comodo 2 4 è l’occasione di esercitarsi.
24 non funziona su due tasti bianchi consecutivi (repetita iuvant!), se tu vuoi perdere tempo ad esercitarti, fallo, ma non suggerirlo a chi chiede suggerimenti per risolvere problemi tecnici che tu stesso non riesci a risolvere. Non c'è motivo di esercitarsi con quella diteggiatura. Si possono usare le altre che ho indicato io, che avendo suonato un bel po' di repertorio pianistico penso di poter dire la mia senza bisogno di zio Frank che tira sempre fuori qualche "variante" o qualche trattato ad hoc. Con questo chiudo. 🙂