Caro Daniele!
Grazie al tuo post di ieri, ho rimediato a una delle mie innumerevoli gravi lacune: ha ascoltato per la prima volta I canti del destino.
Mi è piaciuto. Ma li devo riascoltare più volte.
Ma caspita!!! L’opus 126, Consacrazione della casa, il più grande capolavoro sinfonico di Beethoven!!!???
Sapevo che la apprezzavi tantissimo, ma non mi aspettavo un’affermazione così “totale”.
In un certo senso mi fa piacere. Perché se, da una parte, quello che mi piace sempre il te è il tuo equilibrio (il logos-Daniele di cui dice Armando), ora… mi piace vedere che tutto ciò viene per un momento cancellato da una affermazione così “sbilanciata”!.... Un’affermazione che si può fare a vent’anni (come vedi io cerco di non esser da meno facendo uso a dismisura di punti esclamativi… manco fossi Beethoven che scrive i fff sul primo movimento dell’Ottava!!!).
Ma circa sei anni fa avevi scritto il primo movimento della Nona era quanto più avevi di caro a livello di brani sinfonici. Mi ricordo bene, vero?
La vita è bella anche perché le persone non rigide cambiano le proprie vedute! Mentre scrivo la sto ascoltando (più volte) la consacrazione della casa: e stupenda davvero!
È come un grande, luminoso, altipiano sonoro. Cosa di potrebbe desiderare di più!? Ma con quei colpi iniziali, tutto ciò si spalanca subito alle nostre orecchie: su questo altipiano ci arriviamo in elicottero, senza quella fatica (dura fatica delle salite) che si percepisce in tante opere di Beethoven che ci elevano dal buio alla luce forte.
La mia preferita – ma sì, oso anch’io: la più bella Ouverture che sia mai stata scritta – è la Leonore III . Anche in quella arriviamo ‘alla luce’ del finale. Ma che salita per arrivarci !!!! E, anche dopo gli squilli di tromba… quanta strada ancora da fare!
Die Weihe des Hauses! … Parlamene ancora.
Un caro saluto a te e a tutti! 🙂
Luca