Grazie a tutti, sono quasi commosso dalla vostra partecipazione a quella che per me è stata una vera impresa ! Ora passo ai ringraziamenti ufficiali. Ringrazio per primi in assoluto mio padre e mia madre che hanno sin da piccolo creduto nelle mie potenzialità, e diciamolo, hanno investito tanti soldini per permettermi di coltivare la mia passione; la mia fidanzata che mi ha aiutato anche per storia della musica, mi è stata molto vicino, e che mi sopporta, cosa non facile, ma soprattutto sopporta di vederci solo una volta a settimana per lasciarmi studiare, quando entrambi vorremmo vederci un pochino di più. Ringrazio il mio maestro che ha creduto nelle mie potenzialità e che mi è stato vicino in tutti questi anni di studio non sempre solari per via dei tanti impegni che ho (preparare storia della musica ed ottavo anno in sei mesi non è quello che si dice una passeggiata di salute !), ringrazio Paolo che mi è stato vicino e mi ha aiutato molto in questa impresa, ringrazio la zi Marina che mi da ottimi consigli e che mi sopporta ogni volta che vado a casa sua per suonare sullo Steinway di Paolo 🙂, ringrazio il mitico Gennarino e la sua dolce metà Dana, che è stato anche lui attivo partecipante e critico nella mia preparazione oltre all'affetto che mi ha dimostrato e che ricambio di cuore ed infine anche se non mi possono sentire, ringrazio publicamente tutto l'organico di segreteria (In particolare la "Zi Mary", donna fantastica, segretaria precisa ed indispensabile nel conservatorio oltre ad essere simpaticissima, sua figlia Antonella, sempre molto disponibile, amichevole e cordiale ed il grande Tommaso che è sempre pronto ad aiutarti) e operatori di Rodi Garganico e la commissione; tutte persone splendide, solari, disponibili ed accoglienti. Superare a pieni voti l'esame di ottavo anno e storia della musica in questi tempi record mi da una soddisfazione indescrivibile anche perché finalmente mi si apre la strada per il diploma finale che porterà a compimento le mie fatiche (Ammesso che vada bene 😆).
Ma ora voglio rendervi partecipi dell'impresa...
Ore 7 del mattino di martedì 21 Giugno - Paolo passa a prendermi a casa.
4 ore e mezza con soste per approdare a Rodi Garganico. Paesino piccolo ma molto carino, ben strutturato. Una tortuosa discesa che assomiglia molto a Monte Carlo ci porta dal centro del paese alla spiaggia. E' ora di mangiare da "Ciccio al mare", un ristorante molto carino proprio sulla spiaggia. Pesce freschissimo e calda accoglienza. Si va in hotel a scaricare le valige e poi dritti in conservatorio per provare il pianoforte dell'esame. Stanza con acustica pessima basterebbero come dice Paolo un po' di cartoni di uova, altissimo tempo di riverberazione, in altre parole tutto lo studio ed il tempo che ho speso per curare la pulizia delle note e del suono si va a far benedire. Provo il pianoforte... Tutto calante, scordatissimo, mal regolato, impossibile realizzare il pianissimo... La gamma dinamica del pianoforte va dal mezzo forte al fortissimo, il pedale della corda non funziona, non produce uno spostamento della tastiera sufficiente a percuotere due corde anziché 3. Non demordo, devo farci comunque la mano, devo provarlo; il tempo di fare due accordi e mi chiedono di cambiare aula perchè nell'aula accanto stanno facendo i diplomi di chitarra. Mi mandano nell'auditorium dove spunta imperioso uno Steinway Mod. D 274, il Grand Coda Steinway da 130000 euro nuovo di fabbrica con ancora i pedali incartati !! Al suo fianco un altro Steinway mod. A. Ovviamente mi reco sul D, ma è chiusto ! 😆
Non resta che suonare sull'A. Mi rendo immediatamente conto di un suono troppo squillante per uno steinway, mi alzo dal seggiolino per controllare lo stato dei martelli... Completamente piatti e segnati... E' un pianoforte che è stato usato molto. Il suono era comunque molto gradevole nonostante fosse un po' ispido era comunque di gran lunga migliore del Toyo che avevo provato prima sul quale avrei dovuto suonare all'esame... Steinway è Steinway anche massacrato è sempre un piacere suonarlo.
Torno al primo piano e rientro in sala. Provo e vado via. Amareggiato dal fatto che il pianoforte dell'esame era stato mal preparato e che la sala creasse solo confusione di note non demordo. Se è così per me sarà così anche per gli altri.
Torniamo in hotel e poi di nuovo da Ciccio al mare per la cena. Nel dopo cena ci rechiamo a Peschici, un paesino nel quale ti sembra di essere in Grecia a pochi chilometri da Rodi Garganico. Una passeggiata digestiva e si torna in hotel per riposarci... L'indomani avrò l'esame !
Sveglia alle 7, colazione in hotel e via al conservatorio per l'esame.
Siamo 3 a dare l'esame tutti e 3 privatisti, l'unico allievo interno non si è presentato. Entra il primo ragazzo, Antonio, io ero il secondo e mi ricordo che non avevo ancora scelto le 3 sonate di Scarlatti (Metto la 2, 3 e 5 oppure la 2 ,5 ,13 oppure la 2, 3, 13 ?). Scelgo la prima configurazione 10 minuti prima di entrare pensando che fosse la più adeguata alla condizione del pianoforte sul quale mi accingevo a suonare. Entro, la commissione alla mia sinistra è formata da 4 maestri tra cui riconosco immediatamente il M° Ferrati, perché lo avevo già visto in alcuni suoi video su youtube (Eccellente pianista). Ero contento della sua presenza perché ero certo che avrebbe apprezzato alcune sfumature sui brani che avevo preparato. La commissione mi mette a mio agio, mi accingo a sedere sullo sgabello, pulisco la tastiera del pianoforte con il mio fazzoletto imbevuto di Alcool presento alla commissione il primo brano che avevo estratto poc'anzi di Scarlatti e comincio ad eseguire. Ero molto rilassato, mano morbida, pensavo alla musica, non pensavo all'esame. Proseguo in sequenza con lo studio virtuoso n.1 di Moscheles (Anche se avrei preferito eseguire il preludio di Mendelssohn, più espressivo). La mano era calda ed ho azzardato una velocità molto sostenuta. Il tempo è stato tenuto fino alla fine. E' l'ora di Beethoven, primo tempo, partito un po' troppo veloce ma tempo tenuto fino alla fine. Secondo tempo: adagio cantabile, vista la situazione del pianoforte si prestava molto all'esecuzione di questo cantabile della sonata ed ho sfruttato la cosa a mio favore. Vengo interrotto a metà del secondo tempo per proseguire con il terzo tempo. Terzo tempo: pulito, lineare, posso azzardare ? Beethoveniano. Debussy, molto difficile da eseguire su quel pianoforte, la tastiera aveva poco peso di ritorno, spesso mi ritrovavo a suonare la stessa nota ancora prima che il tasto fosse tornato in una posizione adeguata per essere ribattuto, il tempo di abituarmi; prima pagina un po incerta poi il resto bene. Per ultimo, Berceuse di Chopin, era il mio Jolly, flessioni del tempo, canto alla mano destra, peso caricato dalla spalla al braccio, il canto usciva una meraviglia. Mano destra ripetitiva, equilibrata e leggera, virtuosismi ostentati all'inizio fino alla liberazione dell'estro, ecco i segreti della Berceuse. Finito l'esame mi accorgo dello sguardo del M°Ferrati, compiaciuto o almeno così mi è sembrato. Uscito dalla stanza, Paolo mi da il suo giudizio molto positivo. Anche io sono contento della mia performance, del resto gli esami sono così, la suoni bene 100 volte a casa ma poi ti giochi tutto in una volta all'esame ! Dopo l'entrata dell'ultima ragazza (Valentina che saluto ed invito a rispondere citando anche la sua esperienza non appena tornerà a casa e potrà iscriversi), si procede all'estrazione di Bach e Clementi. Bach - Volume II n° 20 ; Clementi - n° 18 (Lo studio sulle terze).
Ero contento di Bach, preludio dodecafonico, cromatismi che in Bach esprimono dolore dunque espressività, anche se difficile mi piaceva e quando una cosa mi piace apprendo molto più velocemente. Non ero contentissimo di Clementi ma si sa', non tutte le ciambelle riescono con il buco. Mi chiudo in camera e comincio a ripassare Bach e Clementi sul digitale (Premetto che non ho realmente studiato Bach e Clementi nella preparazione dell'esame ho più che altro letto, visto il tempo ristretto) si trattava dunque di renderle adeguate ad un livello di esame. Bach comincia a venire dopo la prima mezzora, dopo un'ora e mezza dall'inizio Bach è pronto per l'esame, sia il preludio che la fuga, giusta velocità, giusta espressione, giuste note, ma soprattutto giusto tempo. Incomincio con Clementi ma non veniva, alcuni passaggi non volevano proprio entrarmi in testa, ero troppo stanco. Su consiglio di Paolo stacco la spina ed andiamo a mangiare. Al ritorno mi alzo verso le 11 e 30 da letto e ricomincio con Clementi. 30 minuti e comincia finalmente a venire anche Clementi. Tiro un sospiro di sollievo, domani svegliandomi alle 8 avrò ancora un paio di ore per ripassare... Decido dunque di andare a dormire.
L'indomani mi sveglio e mi rimetto a suonare, con mia meraviglia Clementi andava bene, il sonno aveva fissato nella mia mente tutte le posizioni più difficili. E' bastata meno di un'ora per avere pronti Bach e Clementi. Di nuovo in conservatorio, mi chiamano, incomincio con Bach, tutto bene, parto con Clementi una steccatina verso la fine ma buono nell'insieme. E' l'ora della prova di interpretazione. Ci viene data una fotocopia di due pagine di un brano di Schumann. Autore romantico, è fatto per me, ed io che mi aspettavo Scriabin !!
Alle 13 in punto vengo rinchiuso in un'aula esposta al sole con finestre chiuse che non potevano essere aperte e porta chiusa che non poteva essere aperta perché non potevo comunicare con nessuno, un caldo asfissiante ! Mi metto al pianoforte (un Pleyel a coda) e comincio a leggere, resto stupito di quanto sia semplice la lettura. Prendo matita e gomma e comincio a segnarmi delle indicazioni sull'interpretazione. Il brano aveva molti soggetti e molte risposte, benissimo risposte più piano. Scale che muovono verso l'alto, si cresce, adesso un respiro, ora bisogna differenziare lo staccato, dare la giusta importanza alle note sul tempo debole delle sincopi. Lo suono dall'inizio ed esclamo: "Meraviglioso questo album della gioventù". Alla fine dopo un quarto d'ora il brano era pronto. Restavano 2 ore e 45 minuti... La camicia era inzuppata di sudore la testa mi girava, mi faccio forza bevo un po' di acqua e consumo una bustina di miele che avevo preso a colazione in hotel, riesco così a resistere ancora un'ora nella sauna. Esco dall'aula e vado dagli operatori (Angela ed Antonio) del conservatorio:"Per favore, potreste cambiarmi aula ? Non mi sento molto bene !". Dinnanzi alla mia camicia bagnata come se avessi fatto una doccia, Angela mi sposta nuovamente in auditorium sullo Steinway accendendomi l'aria condizionata (Molto cordiale e comprensiva). Ho passato le ore successive a suonare il brano di Schumann che mi era stato assegnato intermezzato dai pezzi per il diploma, tanto per non perdere tempo... Ballata n°4 in Fa minore, Studio da concerto 3 (un sospiro) di Liszt era lo Steinway a richiederli. Alle 3 e 30 stanco di aspettare esco dall'auditorium, mezz'ora prima della scadenza del tempo (16:00) e raggiungo Paolo che mi aspettava alla fine del corridoio (l'unico posto ventilato e fresco del conservatorio nel quale si rifuggiava anche il personale per riprendere aria). Sono in corso le promozioni di pianoforte, dobbiamo attendere. Alle 5 e 15 mi richiamano per fare la prova delle 3 ore. Eseguo il brano molto bene con il maestro Ferrati che era a controllare la mia esecuzione appena dietro di me. Mi viene dato un altro brano per la lettura a prima vista. Quasi impossibile da suonare a prima vista (Intervalli di decima che con le mie manone riuscivo a prendere bene ma non oso pensare a chi avesse mani piccole come avrebbe fatto, composizione a 4 voci). Qualche steccatina ma tutto sommato è andata bene. Scale per doppie terze e doppie seste e prova di cultura. Finalmente l'esame è finito. Stressato dal caldo e dalla giornata pesante attendo insieme a Paolo, a Valentina e Antonio i risultati dell'esame. Esce un maestro, e mi comunica il voto, (8,71): "C***o, ho preso quasi nove", questa è stata la mia esclamazione. Incredulo, avevo quasi voglia di piangere. Le notti passate a studiare fino alle 5 di mattina avevano dato i loro frutti. Esce dall'aula il M° Ferrati e finalmente, avendo finito l'esame potevo congratularmi con lui, non rischiando più di passare per lecchino, cosa che odio, per le ottime performance che avevo visto su youtube. Ci invita a me e Paolo al suo concerto a Fondi (LT) che si terrà il 25 di Luglio, al quale non posso mancare ed invito a chi è in zona di partecipare perché ne vale veramente la pena, e si congratula con me per l'esecuzione della Berceuse, quella che aveva preferito tra tutte. Finito l'esame si rimonta in macchina, e mi prende un po' di amaro in bocca.
Tanti pianisti descrivono il loro ottavo anno come un giorno da dimenticare, io no, mi mancherà quel giorno, è stata una bellissima esperienza che ripeterei altre 1000 volte. Sarà per l'accoglienza dei maestri e di tutto lo staff del consevatorio ? Sarà per l'aria che si respira a Rodi Garganico ? Sarà perchè fa semplicemente parte di quei giorni della vita che non si dimenticheranno mai ? Non so quale sia la motivazione, quello che so è che resterà sempre nella mia memoria e nel cuore come un'esperienza dura, stressante, stancante ma che ho vissuto fino in fondo e che mi ha dato un'enorme soddisfazione.
Scusate se sono stato logorroico ma essendo questo un portale dove si parla di musica pensavo fosse carino ed interessante raccontarvi nei dettagli come si svolge l'esame più duro per i pianisti nei consevatori, quali sono le sensazioni dell'esaminando e quali i ricordi di questi giorni.
Rinnovo nuovamente i ringraziamenti a tutti ed un ringraziamento particolare a Paolo per l'affetto ed il bene che mi dimostra che ricambio completamente (come si fa a non volergli bene ?) e per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me... Queste sono cose che non dimenticherò !
Vi lascio in fine con un simpatico video che ho montato, realizzato da me e da Paolo, che farà memoria di queste splendide ed indimenticabili giornate a Rodi Garganico.
Un saluto a tutti !