Bene bravo ! Sento ottimi miglioramenti rispetto alla versione che hai postato tempo fa.
Mi sento di segnalarti alcune cose che sento personalmente, vediamo se sei d'accordo, sfumature che fanno la differenza...
Prima di tutto canta bene tutte le note di canto regolando il peso, le cose importanti sono le ottave al basso ed il canto, il resto è riempimento armonico.
In generale le terzine introduttive dell'esposizione fino ai 34 secondi le sento più a tempo, senza troppe dilatazioni, quelle sono importantissime perché devono dare da subito l'idea del brano. Semmai un leggero rallentando lo sento a partire dall'accordo di sesta napoletana (24 secondi) con massima dilatazione (ma non troppo, siamo in Beethoven) sulla settima di dominante che trova pace tornando sulla tonica in Do # minore dove poi inizia la prima frase del tema che con cadenza perfetta arriva nella tonalità di Mi maggiore. Hai ben valorizzato il cambiamento di modo (da Mi maggiore in Mi minore, prima dell'inizio della seconda frase). In Beethoven le note puntate vanno invece pensate leggermente "fuori tempo", in realtà più che fuori tempo devi eseguirle con calma interiore (come le hai eseguite al sec 59 forse anche un pochino troppo). Un altro leggero porgendo lo sento a 1:20 quando con la cadenza sospesa andiamo in si minore e subito con cambio di modo in si maggiore. Ora c'è una fase di transizione che introduce il pedale di dominante nello sviluppo delle terze che avviene a 2:37. Il pedale di dominante come dice il termine funge da pedale, va bene pedalizzare hai capito il senso di questo sviluppo ma non arpeggiare il basso, essendo un pedale deve stare lì fisso, fermo, senza movimenti, senza dinamiche particolari, se arpeggi crei un moto, pensa alla staticità, quel Sol # è lì per fare l'armonia, per tenere armonici e non per muoversi. Alla fine dello sviluppo delle terze prima che si riprenda il tema dell'esposizione si devono sentire quel re# - do # - do / re# - do# - do / re - do# - do, queste sono note di canto nella parte interna. Le parti interne sono svantaggiate, perché psicologicamente si tende a dare maggiore importanza alle parti estreme, quindi devi pensarle e farle uscire !
A 3:21 riprende il tema dell'esposizione. A 3:33 noto che sbagli nuovamente l'ottava al basso, forse un errore di lettura e te lo segnalo dal momento che lo stesso errore l'ho sentito nell'esposizione, mi sembra di sentire un'ottava di La che svuota molto assieme al La nel tema, l'ottava in basso è Fa # che è importantissima perché introduce la tonalità di Mi maggiore, infatti al basso: II - V - V7 - I.
A 4:24 queste sono senza ombra di dubbio le battute più espressive dell'intera sonata, varrebbe la pena di studiarla solo per questo passaggio ! Qui devi evidenziare !! La sottodominante Fa # (accordo di Fa # minore) che risolve nella settima di dominante di mi maggiore con l'accordo di Si maggiore settima (questo si deve sentire), tutto quello che viene dopo meno sentito (siamo sempre nella massima espressione), fa venire i brividi solo a pensarla. Dopo varie peripezie finalmente trova riposo in Do # minore con cadenza perfetta (torna a casa), da qui ha inizio una coda... Splendido.
Sono solo delle mie convinzioni, non voglio importi nulla, hai il tuo maestro che ha fatto un eccellente lavoro, però pensaci, vedi se effettivamente ti ritrovi...
In ogni caso Bravo ! Ho visto tanti significativi miglioramenti ! Continua così...