Ciao Marco,
Non è una questione di qualità, sono due cose separate. Esistono diversi tipi di microfoni che hanno tecnologie molto diverse tra loro, essi si dividono principalmente in 4 categorie: dinamici, a condensatore, piezoelettrici, a nastro. Ti voglio spiegare come funziona ognuno di questi perché attivare la Phantom su alcuni di questi può danneggiare i microfoni irreparabilmente.
Microfoni dinamici
Sono i microfoni più utilizzati in ambito live (ad esempio concerti). La capsula (quella che si occupa di fare la trasduzione fisica di un'onda di pressione in segnale elettrico) dei dinamici funzionano al contrario degli altoparlanti. Negli altoparlanti abbiamo un nucleo esterno magnetico ed un avvolgimento alla base del cono dell'altoparlante. Al passaggio di un segnale elettrico la bobina si muove all'interno del campo magnetico esercitato dal nucleo ed il segnale elettrico viene convertito in onda di pressione. Nei dinamici accade il contrario: un movimento di un nucleo magnetico all'interno di un avvolgimento determina la generazione di un segnale elettrico. I dinamici sono i più utilizzatiin ambito live perché sono molto resistenti. Se cade un microfono dinamico nella maggior parte dei casi (a meno che non cada da 3 metri) si può riprendere e continuare a cantare, se cade un microfono a condensatore risulterà inutilizzabile. Il nucleo magnetico della capsula ha un certo peso pertanto avrà un determinato momento di inerzia non trascurabile al passaggio di un'onda sonora. La cosa risulta molto limitativa per le alte frequenze infatti il range di frequenza dei microfoni dinamici non è molto grande. Peccano molto soprattutto alle alte frequenze.
Microfoni a condensatore
Sono i più utilizzati in ambito di studio di registrazione perché sono molto sensibili. In ambito live si possono usare con i dovuti accorgimenti (si usano spesso come panoramici cardioidi per la batteria, alcune volte all'uscita del cono in un ampli per chitarra).
Il funzionamento è rappresentato da una capsula che svolge il ruolo di condensatore. La capsula è normalmente realizzata in un diaframma ricoperto di povere d'oro. Esso rappresenta un'armatura del condensatore. L'altra armatura è tipicamente fissa. Al passaggio di un'onda di pressione il diaframma si allontana e si avvicina dall'armatura fissa del condensatore. In questo modo cambiando la distanza tra le armature cambia la capacità del condensatore secondo la seguente legge: C = e*(A/d) che si legge "la capacità è direttamente proporzionale all'area delle armature ed inversamente proporzionale alla loro distanza per una costante dielettrica". Tale costante è ottenuta tramite il prodotto della costante dielettrica nel vuoto moltiplicato per la costante dielettrica del materiale dielettrico che separa le due armature, se fosse l'aria, la costante dielettrica dell'aria. Al variare della capacità del condensatore corrisponde una variazione della tensione. Siccome un microfono a condensatore per funzionare necessita di essere alimentato per far sì che si carichi il condensatore al suo interno esso riceve un'alimentazione a 48v chiamata Phantom Power. La capsula è infinitamente sottile e questo comporta che il range di frequenza transducibile di un microfono a condensatore sia molto elevato. Acusticamente significa che avremo maggior dettaglio nella cattura della voce perché riusciremo a catturare armoniche superiori che non riusciremmo a catturare con il dinamico che ha range di frequenza più scarso. Non viene inoltre utilizzato nel live, oltre che per la sensibilità (soffre tantissimo vibrazioni, colpi e umidità) anche per l'eccessivo dettaglio. Per questo motivo se utilizzassimo un microfono a condensatore per cantare in un concerto sarebbe una sagra di rientri (effetto larsen) con conseguenti fischi.
Microfoni piezoelettrici
Sono spesso utilizzati nei microfoni a contatto per questioni di funzionamento, ovvero riescono a funzionare bene solamente se sono a contatto con la superficie che vibra. Il cristallo piezoelettrico è un materiale che se deformato (si parla di nanometri) produce una differenza di potenziale e dunque un segnale audio amplificabile. Viene spesso utilizzato negli strumenti ad arco e nelle chitarre, produce un suono molto a punta, tanto che spesso si utilizza nella registrazione delle chitarre come secondo microfono di accento.
Microfoni a nastro
Si basano sullo stesso concetto dei microfoni dinamici ma al contrario di essi sono molto delicati. Una sottilissima lamina di oro o alluminio è immersa in un campo magnetico, al passaggio dell'onda il movimento della membrana produce una differenza di potenziale e dunque un segnale amplificabile. E' categoricamente vietato il loro utilizzo in ambito di cattura di strumenti a grande escursione dinamica. Posizionandolo ad esempio davanti alla cassa della batteria l'onda di pressione al colpo potrebbe rompere la lamina al suo interno.
Si è capito dunque che l'alimentazione Phantom è utilizzata solo dai microfoni a condensatore ma che succede se alimento con la Phantom le altre tipologie di microfoni ? Nei caso dei dinamici gli avvolgimenti sono calcolati per poter sopportare l'alimentazione phantom anche perché a volte soprattutto nel live potrebbe non essere possibile disabilitare la phantom solo per un canale quindi per i dinamici no problem. Non ci sono problemi neanche per i piezo. Se alimentiamo con la Phantom un microfono a Nastro lo prendiamo e lo buttiamo all'istante. La lamina rappresenta infatti un corto circuito. Nel caso di corto circuito c'è massima richiesta di corrente pertanto la lamina si scalda e si rompe (il tutto in quale decimo di secondo visto il suo piccolissimo spessore). Quindi OCCHIO A NON UTILIZZARE LA PHANTOM CON I MICROFONI A NASTRO, anche perché un microfono a nastro poco che costi stiamo sui 750 euro.
Venendo alla tua scheda, ha l'alimentazione Phantom anche se ci sono comunque alimentatore phantom a parte per chi non avesse un mixer / scheda sonora o quel che sia, senza alimentazione Phantom.
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