Mi trovo d'accordo con Feliciano sul "sogno" di poter scegliere le situazioni ottimali per "dimostrare quello che vali e sul desiderio di avere strutture più organizzate.
Io, da uomo del '900 credo che si stia creando un ginepraio di disposizioni e di "sovrastrutture". O primo o secondo livello o quarto o terzo...insomma, si rischia di avere, come nell'Università, un bel numero di "titolati", ma che poco potrebbero saper "fare". C'è chi fa Musica per talento e non ha nessun titolo. A questo soggetto ben poco si può insegnare,.....a meno che il suo Insegnante sia...più Grande di lui. Poi ci sono elementi "dotati", che "potrebbero fare di più".....se fossero ben guidati. Poi ci sono gli "ostinati", che pur non avendo affatto talento, insistono. Alcuni di questi elementi, della prima, seconda e terza specie potrebbero, ...per ragioni varie, andare a ricoprire posti di insegnamento nell'Istituzione conservatoriale, ...dove " si fa la Musica". Forse tutti e tre potrebbero trovarsi in difficoltà come insegnanti, per "inspiegabile capacità", per "incompletezza", ...per "imbecillità". A loro volta qualcuno di loro genererà e "formerà" nuovi Musicisti e così via. Qualche volta successi, a volte, invece, molti danni per "inadeguatezza".Al di là delle piccole cattiverie gratuite, che non si dovrebbero assolutamente manifestare..... vorrei semplificare. Insegnanti, non si nasce, si diventa. Molti possono essere buoni o grandi Musicisti, ma per diventare insegnanti devono mettersi alla prova. Inoltre non credo molto nei "metodi oggettivi" del tipo: 10 livelli, quando hai superato il n.1, passi al n.2 ecc....quando sei arrivato al 10 sai suonare. Neanche sul metodo "Fai da te"
L'Arte, la Musica, il Teatro, La Pittura, la Danza ecc. ...non possono prescindere dalla cultura complessiva artistica e non solo. Questa formazione complessiva deve iniziare subito, dai primi anni.
L'insegnamento praticato differentemente da come spesso si è fatto fino ad adesso, deve essere più personalizzato. Non esiste una propedeudicità giusta per tutti. Ognuno ha le sue posture, i suoi "vizii", le sue qualità, i suoi difett, le sue prospettive, le sue inclinazioni.
Sarebbe opportuno lavorare molto sulla formazione di un Insegnante.Si sono perse "le Scuole" "gli isegnamenti tramandati dai Grandi Caposcuola"
Poi,forse, credo che ognuno dovrebbe sperimentare e capire sulla propria pelle perché avvengono o non avvengono certe cose, saperle riconoscere e saperle correggere, poi saper parlare del proprio specifico Classico, Jazz, rock che siano o altro , inquadrando l'atmosfera, il carattere, lo stile, le sensazioni, la Storia.E poi che dire dalla comprensione profonda delle strutture teoriche!!!
Vedo l'apprendimento della Musica come un grande ed assortito giardino: Non tutte le piante saranno mai perfette......quasi da sembrare irreali, ma saranno belle e soprattutto "ben nutrite".
Spesso sentiamo molto di quello che malamente ho esposto, durante i Masterclass. Troppo tardi. Sin dal primo pezzo del Mycrokosmos si deve parlare di Musica e far capire all' Allievo "dove si trova". Poi , pian piano, sì, imparerà a fare una scala, un arpeggio...o lo farà d'istinto, o non riuscirà a farlo mai.
Anni fa ero dell'opinione che" tutto debba essere di tutti". Ho rivisto, poco umilmente forse, il concetto. Il Talento è alla base e attraverso questo bisogna, secondo me, prendere coscienza di quello che si è capaci di fare e come.
Quante parole! Uso sempre una frase illustre che mi piace tanto e che recita all'incirca così: " se ciò che avete letto vi è piaciuto, vogliate un poco di bene a chi lo ha scritto, se, invece, fossimo riusciti ad annoiarvi...credete che non s'è fatto apposta"( A. Manzoni)