Ieri mattina inizio a provare qualche brano da eseguire in giornata e mi accorgo di una forte stonatura del MI3 e FA3. Le terze corde di questi due tasti erano scese di quasi 1/2 tono (le relative caviglie sono in prossimità della parte meno lunga del somiere). Ho dovuto subito accordare. Tutto il resto ok, pf a coda.
Domanda può essere stata la UR che nei giorni passati è scesa intorno al 20%?
Indubbiamente questi sbalzi di temperatura e di umidità relativa non fanno che influire negativamente sull'accordatura. Potrebbe anche dipendere dalla tenuta delle caviglie. Poi c'è da dire che alcuni progetti sono molto spinti, se questo è il caso. Cioè voglio dire che alcune marche, su alcuni modelli di verticali e di code, spingono al limite il calcolo lunghezza- calibro delle corde, allo scopo di aumentare la potenza del suono. Questo comporta che corde più spesse divengono più disarmoniche e meno precisamente accordabili rispetto alla loro lunghezza. Di questo ci si accorge quando, accordando, resta abbastanza difficile fermare le corde pena la scordatura ad un minimo movimento della stessa. Ciò provoca che ad un piccolo movimento della caviglia o ad un minimo movimento della tavola, corrisponda una considerevole scordatura. E questo è molto evidente sugli unisoni, specialmente sui medi, acuti e superacuti. Certo che una scordatura di mezzo tono corrisponde quasi sempre ad un notevole movimento della caviglia, che, forse, in questo caso, non aveva una buona tenuta e/o non era stata "fermata" bene.
......Allora era un po' lenta.... Fermata bene significa che l'accordatore deve ben sentire sotto la chiave quando la caviglia gira o si torce. La caviglia si ferma quando non è più soggetta a movimenti di pressione e di appoggio della chiave. Più il pianoforte è datato e più è opportuno cercare un "punto di appoggio" della caviglia sul foro, in modo che sia maggiormente stabile sotto la trazione della corda sollecitata.