Accordatura

Accordatura E Microtonalita'

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Xenakis

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Messaggio iniziale di Xenakis

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A proposito di Accordatura e Microtonalità...

Vi è mai capitato di “preparare” degli strumenti …. Difficoltà? Costi? Controindicazioni?

Apro il discorso e grazie in anticipo, volevo da tempo togliermi questa curiosità e potrei pure essere direttamente interessato alla questione

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Risposta 3 di Xenakis

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Forse conviene fare prima una digressione sulla microtonalità, apri tu un topic da qualche parte?

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Risposta 4 di Thesimon

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No tranquillo, puoi parlarne anche qui se serve come introduzione alla domanda iniziale... :-)

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Risposta 5 di Frank

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Xenakis ha scritto:

A proposito di Accordatura e Microtonalità...

... ma tu stai pensando ai quarti di tono o alla microtonalità in senso stretto ... ? 😵

Moderatore

Risposta 6 di Frank

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Ho rintracciato questo PDF che era stato segnalato:

ULTRACROMATICHE SENSAZIONI

IL MICROTONALISMO IN EUROPA (1840-1940)

http://www.lucaconti...acromatiche.pdf

Magari a TheSimon può venire comodo 😉

Notare questa frase che apre il documento

"Anche la nostra scala si risolvera in un ordine

superiore, proprio come i modi gregoriani si

sono risolti nei modi maggiore e minore: e non

si puo prevedere se saranno quarti, ottavi, terzi

o addirittura, come pensa Busoni, sesti di tono,

oppure si passera direttamente a una scala di

53 suoni."

Arnold Schoenberg, Harmonielehre

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Risposta 7 di Thesimon

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Molto interessante, gli ho dato una veloce occhiata perché è abbastanza lungo. Lo leggerò con calma. Quindi quando Xenakis dice di preparare degli strumenti pensando alla microtonalità pensa a doverli progettare dal principio... Credo che a parte gli archi, ci siano anche altri strumenti in grado di beccare i microtoni. Certo è che fare uno strumento a percussione che come recita Schoenberg abbia 53 suoni comincia à diventare complicatuccio sia da realizzare che da gestire per il musicista che dovrà suonarlo.

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Risposta 9 di Xenakis

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TheSimon ha scritto:

Certo è che fare uno strumento a percussione che come recita Schoenberg abbia 53 suoni comincia à diventare complicatuccio sia da realizzare che da gestire per il musicista che dovrà suonarlo.

...vero!

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Risposta 10 di Thesimon

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Devo essere sincero, sicuramente sarà che ormai il mio orecchio è abituato ai caldi e cantabili intervalli generati dal temperamento equabile che divide l'ottava in 12 semitoni e quindi passare ad un'altra suddivisione dell'ottava genera sicuramente strane sensazioni... Se dovessi però descrivere con un sono termine la sensazione che ho avuto ascoltando soprattutto il preludio #1 basato su questi strumenti che sfruttano la microtonalità direi: inquietudine. Sono veramente dei rapporti armonici che non mi fanno sentire a mio agio ed anzi mi turbano mi danno quasi una sensazione di malessere...

Sarebbe molto interessante osservare come reagisce l'acqua ai vari rapporti armonici basati sulla microtonalità. Nei rapporti armonici generati dalla scala temperata, le vibrazioni sonore che si trasferiscono alla bacinella che contiene l'acqua facevano generare forme molto belle ed "armoniche" nella stessa, scusate il gioco di parole. Sarebbe molto interessante osservare come si comporterebbe l'acqua con questi "nuovi suoni".

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Risposta 11 di Rotore

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TheSimon ha scritto:

Devo essere sincero, sicuramente sarà che ormai il mio orecchio è abituato ai caldi e cantabili intervalli generati dal temperamento equabile che divide l'ottava in 12 semitoni e quindi passare ad un'altra suddivisione dell'ottava genera sicuramente strane sensazioni... Se dovessi però descrivere con un sono termine la sensazione che ho avuto ascoltando soprattutto il preludio #1 basato su questi strumenti che sfruttano la microtonalità direi: inquietudine. Sono veramente dei rapporti armonici che non mi fanno sentire a mio agio ed anzi mi turbano mi danno quasi una sensazione di malessere...

Sarebbe molto interessante osservare come reagisce l'acqua ai vari rapporti armonici basati sulla microtonalità. Nei rapporti armonici generati dalla scala temperata, le vibrazioni sonore che si trasferiscono alla bacinella che contiene l'acqua facevano generare forme molto belle ed "armoniche" nella stessa, scusate il gioco di parole. Sarebbe molto interessante osservare come si comporterebbe l'acqua con questi "nuovi suoni".

Pensa che c'è chi sostiene, Ligeti, che i quarti di tono non sono percepibili e infatti proprio per questo reputa un insuccesso il suo Ramifications

😵

Tornando al tema accordatura, anche io sono interessato ... materialmente come si procede? Ha costi diversi?

Risposta 12 di Autore storico

TheSimon ha scritto:

Devo essere sincero, sicuramente sarà che ormai il mio orecchio è abituato ai caldi e cantabili intervalli generati dal temperamento equabile che divide l'ottava in 12 semitoni e quindi passare ad un'altra suddivisione dell'ottava genera sicuramente strane sensazioni... Se dovessi però descrivere con un sono termine la sensazione che ho avuto ascoltando soprattutto il preludio #1 basato su questi strumenti che sfruttano la microtonalità direi: inquietudine. Sono veramente dei rapporti armonici che non mi fanno sentire a mio agio ed anzi mi turbano mi danno quasi una sensazione di malessere...

A me sono piaciuti molto e, soggettività a parte, i quarti di tono sono abbondantemente usati nella musica orientale, anzi ne sono il cardine del discorso musicale, per cui proprio gramo non dovrebbe essere questo sistema sonoro.

Senza considerare l'india, il sistema musicale si basa su un gran numero di scale. Comune a tutte le scale è l’ottava, divisa, come nel sistema occidentale, in toni e semitoni. Ma l’organizzazione di tale scala è molto complessa in quanto ogni intervallo è diviso in 2, 3 o 4 srutis o elementi (in tutto 22). Questo sistema consente un gran numero di scale modali. Il modo è detto ragas (colore, stato d’animo) e ve ne sono diverse migliaia.

Risposta 13 di Autore storico

Rotore ha scritto:

Pensa che c'è chi sostiene, Ligeti, che i quarti di tono non sono percepibili e infatti proprio per questo reputa un insuccesso il suo Ramifications

...eppure chi cresce ascoltando i quarti di tono si accorge della differenza... 😵

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Risposta 14 di pianista65

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Rotore ha scritto:

Pensa che c'è chi sostiene, Ligeti, che i quarti di tono non sono percepibili e infatti proprio per questo reputa un insuccesso il suo Ramifications

😵

Tornando al tema accordatura, anche io sono interessato ... materialmente come si procede? Ha costi diversi?

Penso che sia una questione di esperienza dell'orecchio... Chi è abituato ad ascoltare musica e produrre musica nel sistema temperato quando sente i quarti di tono se ne accorge e come !

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Risposta 15 di Rotore

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pianista65 ha scritto:

Penso che sia una questione di esperienza dell'orecchio... Chi è abituato ad ascoltare musica e produrre musica nel sistema temperato quando sente i quarti di tono se ne accorge e come !

...se lo dice Ligeti, potrebbe essere che ci sia da crederci. Io penso che ci si accorga, però dipende sempre da come ha usato il materiale il compositore 🙂

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Risposta 16 di Thesimon

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Rotore ha scritto:

però dipende sempre da come ha usato il materiale il compositore 🙂

Concordo 😉

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Risposta 17 di Piccinesco

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Composizioni interessanti sono ( per me ) senz' altro quelle che contemplano l' uso di strumenti preparati e strumenti accordati in modo usuale, l' utilizzo univoco di quelli

preparati ( che dipende poi sempre dall' uso che se ne fa ) a volte sembra fine a se stesso, e appunto non essendoci nella maggior parte dei casi preparazione in chi

li ascolta, si passa oltre.

Pensavo una cosa, detta così al volo, senza stare a fare ragionamenti distruttivi: è possibile che un intervallo ridotto rispetto al semitono, possa essere percepito in differita,

proprio per la non preparazione che ha di norma il cervello nell' elaborare ciò che viene filtrato dall' orecchio?

Per questo motivo, quando vengono suonate 3 /4 note consecutivamente, ma anche 2 nello stesso momento e le altre 2 in "serie", diciamo così, sia necessario un certo lasso di tempo

( differente da persona a persona ) per riuscire a percepire il range di differenza tra 2 intervalli di questo tipo?

Ed anche, quanto il condizionamento in fatto di percezione di sonorità familiari, comporta "la ricerca" dell' intervallo "riconoscibile", e ( prima che mi sfugga di mente, qua la concentrazione

è sempre al bivio ) se l' orecchio infine, per mezzo del cervello, non crei un"derivato" partendo da intervalli di alcuni commi, che sommati vanno a formare un intervallo di range

simile o quanto di più vicino al semitono e al tono?( proprio per una sorta di necessità, seppur soggettiva, del cervello che elabora quello che viene filtrato dall' orecchio ).

Mi sono venute queste domande pensando a quello che è stato scritto riguardo al lavoro di Ligeti, e a quello che lui stesso sembra aver detto.

Penso che in questo discorso entrino in gioco anche altri fattori, come la durata, la sovrapposizione, la dinamica delle note: una parte suonata in staccato, e molto velocemente

richiederà un tempo più lungo ( forse ) per essere assimilata, elaborata e resa comprensibile rispetto a una serie di note tenute, per le quali ( paradosso ) c'è il tempo per

"comprenderne" la differnenza, e probabilmente riducendo il tempo di"reazione" ( assimilazione ed elaborazione ).

Moderatore

Risposta 18 di Frank

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Interessante un confronto con opere come queste

Luigi Nono A Carlo Scarpa, architetto, ai suoi infiniti possibili (1984)

Giusto per vedere fino a dove si può arrivare con strumenti tradizionali 🙂

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Risposta 19 di micamahler

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Vero, Ligeti considera Ramifications un insuccesso proprio per quella ragione, l'ha detto più volte. Dev'essere frustrante concepire un'opera in relazione ad un'idea precisa e poi rendersi conto che nessuno l'ha capita ( o percepita ) 🙁

Per quel che riguarda i microintervalli un computer ti permette di fare ciò che vuoi...i sintetizzatori li intoni un po' come ti pare.

E una kurzweil come tastiera intona ogni semitono come 100 cents quindi puoi settarli as you like it. Chiaro che se vuoi un pianoforte...Non mi dispiacerebbe avere a disposizione un accordatore a cui dire "oggi accordamelo così" , " domani accordamelo cosà" !

e sempre a proposito di microtonalità, uno che ha diviso l'ottava in 43 intervalli

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Risposta 20 di Piccinesco

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Il problema è sempre usare quello che si vuole in modo efficace.

Sono cose interessanti, ma il dubbio a volte viene, non è che alcune persone si accostano a pratiche del genere

perchè non sanno scrivere con strumenti ordinari pezzi almeno decenti?

Non sono il primo che fa questo tipo di domanda.

Per me, se riesci a scrivere qualcosa usando strumenti sia tradizionli ( magri in modo non usuale ), e strumenti alternativi ( in modo usuale o preparati appositamente ),

e ottieni qualcosa di piacevole, interessante e ben congeniato, tanto di cappello, ma il rischio è proprio quello di voler cercare di dimostrare qualcosa che non

è musica ma qualcos' altro, e qui mi fermo perchè anche per me musica potrebbe essere un estratto di un pezzo in cui uso pentole sfregate con carta abrasiva,

immersa nell' acqua, ecc...tutto può essere messo su partitura, e praticamente tutto registrato, ma appunto qui inizia il difficile, anzi continua, perchè prima ci vorrebbe

un' idea ben strutturata, altrimenti si andrebbe molto più caso di quanto non si fa con la tradizionale scrittura, poi il come proseguire avendo ben chiaro quello che si

vuole fare, altrimenti anche io domani attacco con qualcosa di assurdo e dico"ammazza che ho fatto", e cado nel ridicolo.

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