Accordatura

Accordatura E Microtonalita'

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Xenakis

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Risposta 21 di Piccinesco

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Poi l' altro aspetto è il "momento", cioè se intendo usare una procedura diversa da quella tradizionale, nella scelta dei suoni, degli strumenti, delle accordature, della scrittura, e questo

avviene a seguito di un profondo bisogno di espremirsi in quel modo, cambia, o potrebbe cambiare il proprio approccio, che non sarebbe fine a se stesso, ma acquisterebbe

una validità superiore, sarebbe più vero, più sentito ( anche nel massimo della razionlità ), poi i risultati sarebbero un' altra cosa.

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Risposta 22 di micamahler

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Suona un po' come dire, oh Beethoven, perchè sei andato oltre alla ben consolidata forma-sonata? Non eri in grado di utilizzare la procedura tradizionale?

Bach, che te ne fai dell'equabile?

Io capisco che i gusti sono gusti ma la musica è musica anche se non ci piace. Puoi anche odiare Lachenmann ma pensare che lui non sappia utilizzare un clarinetto o un violoncello e allora decida di scrivere come scrive....

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Risposta 23 di Tiger

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Però dall'altra parte puoi dire, che fai Mozart? Non ti inventi nulla di nuovo? Non superi nessun limite? Magari bisogna pensare che anche se avesse potuto farlo, non gli interessava 😉

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Risposta 24 di micamahler

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Certo, stava bene dove stava, non è affatto una critica! Ognuno sceglie la propria strada e anche io sono spesso dubbioso riguardo alcune scelte ma sostenere la validità di un percorso piuttosto che di un altro in virtù del " voleva esprimere qualcos'altro" non mi sembra un buon parametro di giudizio. Tutto qui. E poi, per quel che mi riguarda, Mozart non aveva bisogno di inventare nulla di nuovo, era già lui una formidabile invenzione 🙂

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Risposta 25 di Piccinesco

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Sono stato un pò frainteso penso, non volevo dire che qualcosa in particolare ( in questo contesto ad esempio ), non mi piace, ma che ci sono

certamente dei lavori che possono rasentare il ridicolo per la forzatura con la quale si vuole realizzare un lavoro.

Faccio un esempio pratico: qualche volta ho pensato alla modalità con la quale si sono scritti e si continuano a scrivere musiche per nastro e strumenti acustici,

questo aspetto è interessante nel pre, che identifico come preparazione ad una composizione, dove per far si che la stessa sia "funzionale", è necessario

( come per la scrittura delle "normali" partiture ) che la parte dedicata al nastro sia scritta con adeguati simboli e specifiche di realizzazione.

Questo aspetto mi piace, perchè si presume che ci sia organizzazione, calcolo, ma anche istinto, idee da sviluppare.

Quello che potrebbe "remare contro" un lavoro di questo tipo ( ipotizzo, perchè lo immagino e ci sono in giro dei lavori del genere, qualcosa ho sentito, anche se poco ),

non è tanto il formalismo con il quale è stato realizzato, che senza dubbio surclassa il mio che è ancora marginale ( e di questo non me ne vanto certamente, anzi, è un difetto

che devo per forza di cose correggere ), quanto il risultato finale ( prevedibile per forza di cose ), che potrebbe essere un ' accozzaglia di rumori, emissioni di frequenze di forme d' onda,

anche ritmite e in sincrono con la parte acustica, ma in fin dei conti a livello estetico, adesso la dico grossa, forse inutili, perchè se non si raggiunge un minimo di bellezza estetica

anche nella parte elettronica della musica, questa ( per me ) non aggiunge qualcosa al pezzo, anzi lo rovina, penso di essermi spiegato.

Con questo non sto valutanto e criticando specifici lavori, sto ipotizzando, che l' uso così, tanto per usare un metodo ormai si, consolidato, ma tanto per fare scena, non

serve poi a molto se non c'è ( questa è una mia opinione logicamente ) un minimo apporto estetico, perchè a livello elettronico sappiamo che si può realizzare praticamente l' impossibile

a livello pratico, ma appunto per questo se si fa in modo che quello che si realizza, sia anche piacevole, tanto meglio, altrimenti diviene tutto meccanico, e lo dice uno"fissato" sui particolari,

a cui piacciono comunque le cose precisette.

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Risposta 26 di Davehammerklavier

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Alla sua nascita, il temperamento equabile si mostrava come una conquista, un traguardo, non una limitazione o una castrazione delle infinite possibilità della musica (cioè delle frequenze e delle forze fisiche in gioco).

L'arte al suo culmine è sempre un togliere, un limare via ciò che è in eccesso e dubito seriamente che da uno strumento armonicamente a quarti di tono o microtonale possa mai nascere una tale varietà e infinità di composizioni di senso compiuto come è nata nella musica occidentale dal 1700 al 1900.

Se poi piacciono le "nenie" indiane, è tutto un altro discorso...

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Risposta 27 di Xenakis

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A parte che le nenie indiane sono state la fortuna di molti compositori 🙂 .. .senza parlare poi del ritmo che fra indiani per Messaien e Pigmei per Ligeti ....

io ero solo curioso di sapere se è un lavoro (l'accoradtura per quarti di tono) economicamente alla portata o servono qualcosa come 3.000 euro per farla 🙂

Penso che un accordatore dovrebbe essere contento che ci sia anche un mercato di questo tipo...tutti piangono miseria 🙂

Alla fine non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace....dal 1900 ad oggi sono passati un infinità di compositori e di composizioni....Da Schoenberg a Stravinsky, a Bartok a Berio...etc.

Risposta 28 di Autore storico

Davehammerklavier ha scritto:

dubito seriamente che da uno strumento armonicamente a quarti di tono o microtonale possa mai nascere una tale varietà e infinità di composizioni di senso compiuto come è nata nella musica occidentale dal 1700 al 1900.

Se poi piacciono le "nenie" indiane, è tutto un altro discorso...

Secondo me il mondo non è solo l'occidente, ti assicuro che altre culture sono ricche di un infinità di composizioni di senso compiuto 🙂

Chiaro che la musica non è universale e ognuno al proprio modo e nella propria cultura cerca di attribuire un senso...se non ci riesce, apparentemente sembra che qualcosa ne sia sprovvisto...ma siamo sicuri?

In effetti chi ha stabilito che si scrive da sinistra verso destra? L'oriente ci ha insegnato che si vive bene anche facendo il contrario....si può scrivere e leggere partendo da destra verso sinistra ...

E fosse solo questo, si può parlare anche delle lingue 🙂 Sapete che fatica gli americani fanno a capire il cinese? (ora sono "costretti") Eppure si sono sempre vantati di essere i padri di tutte le lingue...ora che sono costretti ad esplorare mondi "diversi" ... eheh, i nodi vengono al pettine 😉

Risposta 29 di Autore storico

Davehammerklavier ha scritto:

Alla sua nascita, il temperamento equabile si mostrava come una conquista, un traguardo, non una limitazione o una castrazione delle infinite possibilità della musica (cioè delle frequenze e delle forze fisiche in gioco).

Interessante ma in effetti anche la modalità è stata un traguardo, una conquista non una limitazione o una castrazione delle infinite possibilità della musica ...poi è arrivata la tonalità ...

e in realtà oggi come oggi la tonalità ha quasi esaurito le sue risorse 🙂

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Risposta 30 di Davehammerklavier

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Guardate, da piccolo (avrò avuto si e no dieci anni) ascoltavo con molto interesse tutta la famiglia Shankar, persino quando John McLaughlin ci suonava insieme; non trovo assolutamente disturbante la musica contemporanea e ho ascoltato senza battere ciglio i video qui allegati.

Purtroppo, vedete, non ho mai creduto nella poligamia, non ci credo tutt'ora e sono felicemente sposato con la tonalità, con Beethoven, Tchaikovskij, Bruckner, senza sentire la minima limitazione, chiusura di orizzonti o altre necessità che non siano pienamente soddisfatte con questi cari autori e con questo modo di concepire la musica.

Nel mondo però deve esserci libertà e rispetto: ognuno deve fare ciò in cui crede, amare il diverso e non seguire tutto e tutti per un qualche senso di inadeguatezza, irrisolte confusioni interiori o malaccorti relativismi.

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Risposta 31 di RedScharlach

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Davehammerklavier ha scritto:

Nel mondo però deve esserci libertà e rispetto: ognuno deve fare ciò in cui crede, amare il diverso e non seguire tutto e tutti per un qualche senso di inadeguatezza, irrisolte confusioni interiori o malaccorti relativismi.

Bello! ... cioé, non ho i tuoi stessi gusti in fatto di musica, ma questa frase la sottoscrivo parola per parola!

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Risposta 32 di Frank

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Davehammerklavier ha scritto:

Nel mondo però deve esserci libertà e rispetto: ognuno deve fare ciò in cui crede, amare il diverso e non seguire tutto e tutti per un qualche senso di inadeguatezza, irrisolte confusioni interiori o malaccorti relativismi.

Sono concorde con Red e intravedo un pensiero nobile anche in questo che segue

Davehammerklavier ha scritto:

Purtroppo, vedete, non ho mai creduto nella poligamia, non ci credo tutt'ora e sono felicemente sposato con la tonalità, con Beethoven, Tchaikovskij, Bruckner, senza sentire la minima limitazione, chiusura di orizzonti o altre necessità che non siano pienamente soddisfatte con questi cari autori e con questo modo di concepire la musica.

ecco perchè ho speso un like.

Però citi poligamia e matrimonio...personalissimo pensiero, il fatto che ami mia mamma e mio papà non vuol dire che nel mio cuoricino non ci sia posto per mia moglie...e il fatto di aver avuto dei figli nulla a tolto ai "predecessori".

Tutto per dire che se è una questione di gusti...ok. Ma se fosse un problema di "cuore", di solito è più grande di quanto crediamo. Senza presunzione di convincerti 🙂

Sempre personalissimo pensiero, io non riuscirei a pensare di non ascoltare nulla che musicalmente è avvenuto prima del 1700 o dopo del 1900...eppure non mi sento bigamo, al massimo posso dire di amare la musica (come in altri amibiti la mia famiglia). Se andiamo avanti nel cuore ci sarà anche altro...ma ho tediato abbastanza 🙂

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Risposta 33 di Davehammerklavier

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Simpatica obiezione quella di Frank che nasce da una mia formulazione un pò apodittica... 🙂

Vedete, il fatto è che, credo, ci siano nobilissime persone in grado d'amare sinceramente molte cose, altre molto intensamente un numero più ristretto. Io sono tra queste. Nella mia vita ho passato forse più tempo ad ascoltare Musica senza pregiudizi di qualsiasi altra attività, ma più la mia mente e la mia emotività maturano, meno numerosi sono i soggetti che amo e più chiaramente amo questi pochi soggetti, i quali si rivelano nella mia anima come un "tutto", come elementi in grado di rimanere indelebilmente parte della mia memoria e del mio cuore.

Ci possono essere poi dei divertimenti inattesi, delle distrazioni, che tuttavia hanno sempre meno peso e lasciano sempre meno ricordi.

Moderatore

Risposta 34 di Frank

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Davehammerklavier ha scritto:

Ci possono essere poi dei divertimenti inattesi, delle distrazioni, che tuttavia hanno sempre meno peso e lasciano sempre meno ricordi.

Per gli appassionati del topic sulla narratività, come ho scritto in altri tantissimi post...la capacità della musica di essere ricordata è il legame con la narratività. Non piacerà, ma di fatto ... quando una cosa tende a non farsi ricordare...vuol dire che non "narra".

E chiaramente molti hanno il sacrosanto bisogno e diritto di ricavare da un brano "elementi in grado di rimanere indelebilmente parte della mia memoria e del mio cuore."

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Risposta 35 di Davehammerklavier

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L'arte è sempre l'interprete del tempo e quello di oggi, come del recente "ieri", ha una spontanea e fragile chiusura verso il ricordo, la riflessione, la profondità, il dramma, la Verità, l'eternità e qualunque cosa abbia un peso, un valore, un reale coinvolgimento.

Ogni esperienza ed evento deve essere momentaneo, piacevole, ma in fondo minimo, deve passare, sparire e nulla più, per lasciare spazio ad altro che sarà, a sua volta, dimenticato e sostituito.

Occorre pensare, ma non troppo, essere intelligenti, ma non troppo, parlare, sentire, ma non troppo, senza mai esagerare.

La mancanza d'eccessi positivi, di slanci vitali, di convinzioni, forse è il segno più profondo del nostro tempo e la ragione di tanta arte senz'anima e senza senso.

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Risposta 37 di RedScharlach

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Caro Dave "Sokolov"... devo dire che ti capisco. Pensa che ormai l'unica musica che riesco ad ascoltare con piacere è il gregoriano. Ciò che viene dopo mi sembra quasi sempre abbastanza gratuito, e tendenzialmente "impuro" (intendiamoci, non parlo dello "spirituale", ma della musica, e soprattutto del rapporto testo/musica... però farei un'eccezione per Monteverdi, ovviamente!). Purtroppo è assai raro sentire interpretazioni corrette!

In ogni caso, penso sia importante non perdere mai la curiosità, e la disponibilità a tentare di capire altro. Per questo non condivido affatto le ricorrenti voci sulla decadenza delle arti dei nostri giorni (di buono e di meno buono, di sensato e insensato ce n'è come ce n'è sempre stato, oggi come ai tempi di Guido, o di Beethoven!).

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Risposta 38 di Davehammerklavier

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Vi ringrazio sinceramente per la vostra gentilezza e la squisita considerazione nei miei riguardi.

Credo che sia tempo di non interessarsi più all'altrui approvazione o plauso e vivere seguendo la propria integrità personale, chi ne è dotato. Se una cosa ci piace non sta agli altri determinarne la giustizia, il valore o la dignità. Abbiamo vissuto un ventennio (e lo dico come giovane) in cui essere seri o colti non era cosa da persone "virili" (sicuramente comprendete cosa intendo). La cultura, il pensiero, l'arte, la vera creatività, come i sentimenti o il senso della famiglia sono stati impietosamente e volgarmente dilapidati e uccisi per lasciare spazio a una cultura e a un'etica civile basata sulla leziosità, il capriccio, sul il minimo profitto personale, per non dire sulla volontaria dissociazione mentale.

L'arte è stata inoltre proposta in modo imbarazzante e disorganizzato e, cercando di riaccattivarne l'attenzione, sono stati messi in gioco interpreti della più bassa lega, integrità e spessore artistico.

Detto questo, il mio interesse e il mio affetto per la musica d'arte iniziò proprio con il notturno di Chopin che mi avete gentilmente dedicato, e, da allora, per dirla come il poeta, mai fu la mia anima partita.

E in merito alla questione più bassa, della supposta poca virilità e concretezza di certi interessi, sinceramente a me certe cose non sono mai mancate, ma ad una sciocca capricciosa in minigonna che mi gira per casa, mi sono acccorto che preferisco di gran lunga un concerto di pianoforte in sala Verdi.

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