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Messaggio iniziale di AnPeter90
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Beh!! Il ribattuto ha molti approcci. Dipende anche su che passo specifico. Capire cosa c'è dopo quell'accordo per sapere dove dovrà andare la mano.
Posta un passaggio in dettaglio magari.
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fabio73 ha scritto:
Beh!! Il ribattuto ha molti approcci. Dipende anche su che passo specifico. Capire cosa c'è dopo quell'accordo per sapere dove dovrà andare la mano.
Posta un passaggio in dettaglio magari.
quoto in pieno e aggiungo che bisogna vedere anche da dove arriva la mano e quali sono le necessità timbriche del passaggio...
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Si infatti. Attendiamo.
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Per farsi una vaga idea di alcune possiiblità, dai un'occhiata/ascoltata a tutti i pezzi di questa opera
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Personalmente eseguo ottave e accordi ribattuti utilizzando esclusivamente il movimento del polso ma anche spostando leggermente l'avambraccio avanti e indietro in modo da non affaticare il polso stesso.
E' piu' facile da fare che da spiegare:)
Amministratore
Dipende di che accordi parli, qual è l'estensione. Bicordi, Tricordi, o 4 e 5 note? Le ottave le eseguo con tecnica diversa rispetto ai bicordi fino alla quinta. Bisogna contestualizzare altrimenti non si può dare una definizione.
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Per accordi a 4 note con mano destra e 4 per mano sinistra di semicroma con minima =108?
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Aggiungo un altro dettaglio: l'anatomia e la fisiologia del tuo braccio. Non si può decontestualizzare la tecnica, oltre che dal singolo passaggio, anche dal pianista che la deve adottare.
Moderatore
Se ci fosse una indicazione uguale per tutti...i Maestri non servirebbero. Anche l'estensione di tali accordi, di cui si è accennato, dipende dalla conformazione e dall'estensione della mano e di tutto l'apparato muscolare. Vitale si voleva forse riferire a questa relatività. Certo è che una buona flessibilità del polso può annullare o diminuire l'energia del ribattuto, singola nota o accordo che sia. Questo ammortizzatore fa da "carrello di atterraggio" ogni qual volta impattiamo più o meno energicamente sulla tastiera. E può essere più o meno "rigido", "fermo".E' evidente che il rapido rilassamento intervallato di tutto l'apparato muscolare riguarda anche il polso. Visivamente è difficile individuare i movimenti dei grandi pianisti. I movimenti "minimizzati" ( e quindi anche quelli del polso e dell'avambraccio) sono difficilmente percepibili visivamente. Possiamo vedere quasi "una sublimazione" , "una distillazione" del movimento e ciò non può esserci utile a percorrere la strada della comprensione profonda. Appunto il Maestro, se consapevole e attento ad osservare l'allievo, potrà suggerire quello che l'allievo "non deve fare". Vorrei a proposito richiamare questa mia convinzione: io credo che il Maestro debba suggerire ciò che l'allievo NON deve fare e lasciare in lui ciò che è giusto per raggiungere l'obiettivo. L'insegnamento del "fai come faccio io" non mi piace molto e credo che alla lunga spersonalizzi totalmente l'allievo. Non è detto poi, e questo lo sappiamo bene, che movimenti e soluzioni che siano giuste per il Maestro, lo siano per l'allievo, sia per diversità di conformazione muscolare e anatomica sia per il diverso grado di capacità ed esperienza. Quindi....situazione complessa da spiegare a parole.....
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Credo che il maestro Ferrarelli abbia dato un ottima spiegazione, a mio parere esaustiva.
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Grande Paolo!! Anche in Accademia vigeva questa massima...quello che NON si deve fare. Sono in accordo pieno, ed infatti pulendo il campo dalle cose che non vanno resterà solamente quello che l'allievo ha da dire e far vedere e non al contrario.