come fate quando vi tocca suonare un organo in cui tutto il corpo sonoro è lontano dalla consolle?
Voglio dire: come fate a sopravvivere al ritardo acustico tra ciò che le vostre dita fanno e ciò che le vostre orecchie sentono?... Nel mio caso, mi pare (forse esagero), siamo sui 0.5" di ritardo.
nei brani lenti o andante riesco a sopportarlo. Nei passaggi rapidi - se sono scalette di crome semicrome o abbellimenti - ce la posso ancora fare... Ma se devo suonare un intero brano, che ne so: allegro vivace, bello spedito, tutto in figurazioni di crome.... è durissima 😢
non oso immaginare poi se dovessi suonare insieme ad altri !...
C'è rimedio a questa cosa?
Lasciando stare interventi sull'organo, ci sono "interventi" che l'organista può fare su se stesso????
O
Organista94
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Risposta 2 di Organista94
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Tanta pratica, in casi eccessivi si usano le cuffie.
Come è conformato l'organo? Quante tastiere ha? Come sono posizionate nella chiesa le canne?
Te lo chiedo perchè se ad ogni tastiera ci fosse dedicata una diversa spazializzazione delle canne, potresti usare ad esempio la tastiera che ha il minor tempo di latenza. Come suggerito, quando la latenza non è gestibile a livello umano ci si avvale di "strumentazione"...
Fra l'altro trovo interessante scrivere brani per organo sfruttando la possibilità di spazializzare i suoni....in questo caso la scelta della tastiera sarebbe obbligata dalle prescrizioni del compositore 🙂