All'aumento della velocità si generano errori per diversi motivi. Solo per citarne alcuni:
1) Si contrae il tempo a disposizione per ciascun pensiero/movimento e, se esso non è ben coordinato, le informazioni relative a pensieri/movimenti precedenti/successivi si accavallano.
2) Si riduce il tempo disponibile per mostrare a sé stessi, prima di farli effettivamente, gli esiti delle mosse che si stanno per fare, con conseguente diminuzione del controllo.
3) Aumenta l'ansia di non farcela e l'ansia e la paura sono classiche (!) generatrici di errori.
4) ....................
5) ....................
La lista è enorme e sarebbe impossibile compilarla tutta, anche perché cose che rappresentano per uno difficoltà, per l'altro sono una passeggiata e, addirittura, cose che in un certo momento sono difficili, poi, con esercizio o atti di coscienza, diventano facili (può addirittura capitare il contrario!).
Ad esempio, qualche tempo fa, senza rendermene conto, basavo parte della memoria sulla diteggiatura e, insieme, sulle sequenze. Le due confliggevano, perché la prima si perde non appena manchi il sincronismo di un dito, mentre la seconda tende a farti cambiare diteggiatura a secondo di come raggruppi le sequenze. La soluzione ? Non ne esiste mica una sola, si può anche adottare la tattica di considerare secondaria la diteggiatura, basta non farsi distrarre dal fatto di scoprire un dito su una nota, mentre ci piacerebbe che ce ne fosse un altro.
Io, essendo poco bravo, ho optato inizialmente per privilegiare la diteggiatura che, però, tende a scomparire dalla mente se non esegui un brano per lungo tempo. Adesso, un poco più preparato, sto affrontando le cose in maniera diversa, attraverso le frasi.
Quindi, che dirti: vedi di capire quale è l'aspetto che ti disturba.
Nel Tuo caso, non riesco a capire se è il ritmo di scansione o il numero di note al secondo (o di cambi posizione) che ti danno fastidio. Sono due cose diverse e richiedono cure diverse.
In genere, poi, io ho trovato che molti problemi si risolvono facendo altro!
Ad esempio, un problema di errori nelle sequenza delle note si può risolvere tornando a solfeggiare e rilleggere lo spartito, piuttosto che ripetendo la battuta incriminata (perché, mettiamo, non era un problema di errata memorizzazione della sequenza, ma di posizionamento degli accenti, etc..).
In generale, è utile avere un livello adeguato di autocoscienza e, per questo, l'esercizio aiuta, ma aiuta tantissimo anche l'osservazione dei sintomi, quali l'affaticamento o l'ansia; a suonare ci si deve divertire, non tormentare.
Ciao