Molto interessante. Credo, mi permetto di dire la mia impressione, che la grande interprete si riferisca alla gravitazione, ma non alla modalità esclusiva con la quale eseguire gli impressionisti. Quello che lei cita è l'indispensabile fiducia che il pianista deve ottenere da se stesso corda il "contatto" con la tastiera. Ciò è uno dei principi essenziali per lo sviluppo di una buona tecnica in generale, ma, credo, negli impressionisti fondamentale. L'abbandono del braccio e della spalla conducono alla consapevolezza del fondo del tasto e del contatto con esso. Ricordo di aver ottenuto in un concerto un buon risultato nella parte finale della prima delle "Estampes". Con una estrema aderenza e gravitazione, controllata dalla spalla, sono riuscito ad ottenere delle buone "nuances" fino al pianissimo. Posterò queste mie incisioni sulla sez. Audio. Naturalmente il pianoforte fu preparato con il primo scatto molto vicino alle corde, diminuendo sia la caduta dei martelli e soprattutto diminuendo la forza della molla della leva di ripetizione. Ciò fu da me richiesto perché lo strumento, seppur abbastanza nuovo, era di non grandi dimensioni e la tastiera non era quindi poi così docile a causa della "corta leva" del tasto. Naturalmente in questo tipo di tecnica il controllo della spalla è fondamentale, come pure assume molta importanza il gesto di rotazione.