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Bach Variazioni Goldberg

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diapasuono

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Risposta 21 di Carlos

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GoffredoLiguri ha scritto:

... non le trovi eccessive le 4 integrali?

Può darsi, ma erano motivate da due fattori ben precisi: la maturazione dell'interprete e il miglioramento progressivo delle tecniche di registrazione. Confrontanto la prima (della metà degli anni '50, con la Philarmonia Orchestra, per EMI) e l'ultima (degli anni '80, coi Berliner, per DGG) si percepiscono chiaramente entrambe le cose.

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Risposta 22 di Ludovica

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Interessante Carlos il riferimento alle tecniche di registrazione 😉

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Risposta 23 di Carlos

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Ludovica ha scritto:

Interessante Carlos il riferimento alle tecniche di registrazione 😉

Beh, è un interesse che ha accomunato sia Gould sia Karajan. Il CD inizia ad essere commercializzato nel 1982, anche se viene presentato da Sony nel 1980. Tra l'altro, farei notare che la Sony chiese a Karajan non solo di fare da testimonial alla conferenza stampa di presentazione del CD in Giappone, ma addirittura di suggerire la durata del CD 😮 e Karajan disse che il CD doveva durare 74 minuti, perché era la durata della Nona di Beethoven diretta da Furtwängler, che sarebbe in questo modo stata su un solo CD.

Gould registrò solo pochi dischi in digitale (le Goldberg, ovviamente, ma, prima, il disco di Strauss, quello con le ultime sonate di Haydn e quello delle Ballate e Rapsodie di Brahms). Karajan fece invece in tempo a registrare nuovamente in digitale gran parte del suo repertorio.

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Risposta 25 di Carlos

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Ludovica ha scritto:

... un giorno ci racconterai le tue fonti 🙂

A settembre uscirà un mio libro su Glenn Gould. Ti basta? 😛

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Risposta 27 di Carlos

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Ludovica ha scritto:

Se ci darai i riferimenti leggeremo la bibliografia 😉

Verrete informati senz'altro 😉

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Risposta 29 di Carlos

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TheSimon ha scritto:

Voglio una copia assolutamente ! Input, dacci input !

Il libro uscirà a settembre, stiamo ultimando l'editing e siamo oramai ai dettagli finali di correzione. Non è una biografia (ce ne sono già troppe) bensì un libro che si occupa esclusivamente dell'attività musicale di GG, con una netta preferenza (ovvio) riguardo il suo lavoro coi media. Oltre ad essere un lavoro che naturalmente è documentato e "scientifico" diciamo così, quello che lo rende particolare è la forma che ho scelto per scriverlo, ma che non voglio anticipare, perché resti una sorpresa. 😉 Sarà, spero, oltre che interessante, divertente da leggere... 🙂

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Risposta 30 di sisifo1987

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Carlos tienici aggiornati!! Incuriosisce parecchio e poi grazie al forum una volta letto ne potremmo anche parlare. Sarebbe una bella cosa.

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Risposta 32 di Carlos

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TheSimon ha scritto:

Carlos, abbiamo novità con il libro ?

Il libro uscirà a settembre/ottobre (il "periodo gouldiano" per eccellenza).

sarete ovviamente informati in merito, non dubitate! 😉

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Risposta 33 di carletto

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Quante sono le Variazioni Goldberg? Delle Goldberg Variations, le varie edizioni in commercio, che ho potuto trovare su Internet (es.CdUniverse), presentano 32 tracce, comprensive dell'Aria iniziale e di quella finale, ma ho sentito parlare del fatto che, in realtà, le variazioni esistenti siano circa 44.

Com'è la storia? Quante sono?

Se effettivamente ne esistessero più delle solite 32, quali edizioni presentano l'esecuzione completa delle variazioni?

Una questione collegata: ho sentito dire che la versione di Glenn Gould del 1982 (che contiene 32 tracce anch'essa) è differente come

durata ripetto alla precedente registrazione dello stesso pianista; come mai c'è questa differenza fra le due versioni? Quali sono le eventuali altre differenze fra le due registrazioni?

Un'ultima cosa: quali sono le particolarità dell'edizione Sony del 1982 di Glenn Gould, in merito al pianoforte (mi sembra che avessero a che fare con la tecnologia digitale...)?

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Risposta 34 di Marebu

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carletto ha scritto:

Quali sono le eventuali altre differenze fra le due registrazioni?

Nella prima registrazione del 1959 Glenn Gould doveva dimostrare di essere Glenn Gould; quando incise la seconda versione, nel 1982, Glenn Gould era stanco di essere Glenn Gould.

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Risposta 35 di Carlos

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carletto ha scritto:

Quante sono le Variazioni Goldberg? Delle Goldberg Variations, le varie edizioni in commercio, che ho potuto trovare su Internet (es.CdUniverse), presentano 32 tracce, comprensive dell'Aria iniziale e di quella finale, ma ho sentito parlare del fatto che, in realtà, le variazioni esistenti siano circa 44.

Non ho mai sentito dell'esistenza di 44 variazioni, né credo proprio esistano documenti in proposito. Tu dove ne hai «sentito parlare»?

carletto ha scritto:

Una questione collegata: ho sentito dire che la versione di Glenn Gould del 1982 (che contiene 32 tracce anch'essa) è differente come

durata ripetto alla precedente registrazione dello stesso pianista; come mai c'è questa differenza fra le due versioni? Quali sono le eventuali altre differenze fra le due registrazioni?

Un'ultima cosa: quali sono le particolarità dell'edizione Sony del 1982 di Glenn Gould, in merito al pianoforte (mi sembra che avessero a che fare con la tecnologia digitale...)?

Discorso molto complesso, in realtà. Per prima cosa, nell'incisione del 1955 (non 1959 come ha scritto Marebù) Gould non eseguì nessun ritornello, mentre nell'incisione del 1981 (non 1982, nel 1982 è uscita) ne esegue alcuni (non tutti). Questo già di per sé falsa la durata delle due registrazioni. Alcune delle variazioni sono, nell'incisione del 1981, più lente, ma altre no e ce n'è qualcuna addirittura più rapida (la 5. e la 26. sono esattamente uguali e la 25. nell'incisione del 1981 dura addirittura 26" di meno).

Se ci si ferma alla velocità dei singoli brani, però, non si coglie il vero senso della novità della seconda incisione rispetto alla prima, che sta nell'individuazione da parte di Gould di una relazione di tactus che lega tutte le variazioni tra loro in maniera molto stretta, perché le lega all'Aria, cui altrimenti sarebbero legate solo dal basso d'armonia comune, ma non da nessuna comunanza tematica. Ecco perché non ha molto significato osservare solo la durata né del ciclo né delle singole variazioni, perché le differenze di tempo sono conseguenza di un progetto musicale più organico.

Quanto alla tecnologia digitale, certo, l'incisione del 1981 è digitale, mentre non lo poteva certo essere quella del 1955 e il pianoforte che Gould usò nel 1981 fu, per la prima volta da quando aveva iniziato ad incidere dischi, uno Yamaha, lo stesso che userà per l'incisione delle ultime sei sonate di Haydn.

Il commento sarcastico di Marebù mi dà l'occasione per dire un'altra cosa (oltre al fatto che quel commento è privo di fondamento, logicamente). Le Goldberg del 1981 sono da sempre considerate il «testamento musicale» di Gould, ma così non è, né così le considerava lui stesso, che invece in quel periodo, nonostante avesse dichiarato che a cinquant'anni avrebbe smesso di suonare il pianoforte, aveva iniziato a ripensare alcuni brani del suo repertorio ed aveva in progetto di incidere molto altro. Dopo le Goldberg reincise il Concerto Italiano, incise il disco con le Ballate op. 10 e le Rapsodie op. 79 di Brahms, completò il disco con la Sonata op. 5 e i Cinque Pezzi op. 3 di Strauss e aveva in animo di incidere nuovamente il Clavicembalo ben temperato, di ultimare le Sonate di Beethoven e molte altre cose. Non era per nulla stanco di essere Glenn Gould. Ma non è riuscito ad esserlo ancora per molto. Purtroppo.

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Risposta 37 di maquieto

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Henle classica e wiener urtex ( che tra l'altro offre gli abbellimenti segnati sopra le righe ma in sottotono grigio per non appesantire la lettura ) sono grandiose. Attenzione, grandiose soprattutto per la leggerezza della lettura. Io ormai non riesco più a leggere se non su urtex...sulle altre comunque a gran fatica. Posto due esempi foto.

Le due prime ( se sono venute in ordine ) edizione Carisch revisione Mugellini...sembra la seconda guerra mondiale otticamente.

Le altre Henle Verlag

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Risposta 38 di maquieto

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Quoto Simon comunque..

Siamo interpreti per questo, oltre che pianisti.

Il revisore fa comodo ma ....abbiamo anche un cervello.

Consideriamo poi che alla fine....una decisione o l'altra va presa comunque.

E quindi...revisori di noi stessi alla fine.

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Risposta 39 di Dilettante

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Anche la seconda è una seconda guerra mondiale ... a matita, ma lo è 😃. Bisognerebbe immaginarla nuova di pacca 😉

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