Il discorso sarebbe un po' lungo. Credo sia utile, all'inizio, almeno fino all'appendice al primo corso Ciriaco, opp fino al completamento del primo corso, far capire bene la suddivisione. Addirittura è necessario far capire ed interiorizzare la doppia suddivisione. Naturalmente, in esecuzione di solfeggio e in esecuzione musicale, la suddivisione e la doppia deve non essere evidenziata né dal gesto né dall'accento, ma solo interiorizzata e pensata quando serve. Naturalmente sto solo riepilogando cose che per molti insegnanti e non solo sono ovvie.
Si prenda la prima pagina della Patetica op. 13 di Beethoven e si faccia questo esercizio anche sulla doppia suddivisione ( la biscroma) e otterremo la masima precisione della divisione dei tempi e delle figure che li rappresentano.
E' anche ovvio che la frammentazione degli accenti, cioè l'evidenziazione degli stessi, aumenta con il rallentamento del tempo. In un grave, si attende un maggior numero di piccoli appoggi, e allora alcune suddivisioni divengono forti...anche nell'ambito di un tempo debole. Andando verso gli andamenti Adagio, allegretto, allegro, le accentuazioni diminuiscono fino ad arrivare a prendere in considerazione l'accento dei soli tempi forti o addirittura quello di inizio battuta. Classico è l'esempio di un 3/4 che in un andamento Presto si batte in 1. Opp. , eccezionalmente, non vi scandalizzate, un 6/8 molto lento che conviene dirigere in 6.
Naturalmente, per ciò che riguarda il corso di solfeggio, è motivo di biasimo, all'esame, vedere un allievo che "suddivida", ma viene apprezzata molto la precisione ritmica e la naturalezza nella lettura di cellule ritmiche difficili, magari comprese profondamente( servendosi della visualizzazione delle suddivisioni) e "una volta per tutte e senza incertezze" in sede di studio col proprio Maestro.
P.S. una lezione fondamentale è quella dedicata alle differenze tra tempi semplici e tempi composti. Ancora oggi, e a volte colgo un non assoluta chiarezza tra le due "differenti nature".