Caro Pianoscholar,
Complimenti e Auguri per aver intrapreso lo studio della Musica. Il suo mondo si fonderà col tuo e tutte le volte che sarete insieme, sarete " altrove" nel meraviglioso linguaggio non verbale, passeggianto sulle nuvole.
Ok. Per Elisa è una tappa obbligata per ogni pianista. Anche un pezzo che viene definito facile, non è facile ...e "Per Elisa" non lo è. Innanzitutto il buon equilibrio mano destra- sinistra, la grande cantabilità dell'episodio centrale e il fraseggio!Divisione del ritmo giusta e ...atmosfera!!!
Per ciò che riguarda l'episodio dell'arpeggio in la minore che stai studiando, bisogna tener presente che il tempo è lo stesso!!!! E' vero...molti pianisti lo eseguono più veloce, quasi per identificare il passaggio come un "collegamento" prima della "ripresa", ma non è necessario, e forse non proprio adeguato. Si cercherà di suonarlo a tempo.
Se comunque vogliamo parlare di velocità, allora puoi provare a studiarlo più veloce...ma non di seguito. Come? Con una fermata breve su ogni unità di tempo,( aspettando un colpo avuoto di metronomo) in due modi diversi; è importante!!!
1) fermarsi ogni unità di tempo e ripartire ripetendo le note ( della destra e della sinistra insieme) del e dal punto di arrivo. E così via. Cercare di suonare un po' veloce all'interno delle fermate.
2) fermarsi ogni unità di tempo e ripartire andando avanti sino all'altra unità di tempo, ma senza ripetere le note del punto di arrivo, ma ripartendo DAL punto di arrivo. Cercare di suonare un po' veloce all'interno delle fermate.
Quale è il vantaggio? Si può osservare quali errori di note e di posizione compie la mano all'interno delle due fermate senza sacrificare la velocità. Farò una lezione su questo concetto. Voglio comunque qui chiarire e affermare che non sempre studiare lentamente prepara alla velocità e alla chiarezza nella velocità. Facciamo un esempio. Se camminiamo e percorriamo 20 metri i nostri piedi, le nostre ginocchia, tutto il nostro corpo compiono determinati movimenti. Se ci imponiamo di percorrere quei 20 metri correndo, naturalmente i nostri movimenti saranno, oltre che più veloci, anche diversi. Se dobbiamo correre, non possiamo sempre esercitarci e "formarci" camminando. In realtà i movimenti nella velocità, anche per la mano, per il braccio, per il polso, per l'avambraccio ecc.. sono molto più complessi, ma c'è il vantaggio che sono più piccoli e di minor durata. Un'altro mondo!
Quindi per ora e per l'avvenire: Preparare sì, il pezzo studiando lentamente e assimilare le note con le giuste dita....ma poi osservare la velocità...studiando con fermata.
Lo studio veloce con fermata non "snatura" ciò che avverrà in esecuzione bensì "seziona" la continuità della esecuzione e ci permette di osservare e correggere la complessità dei movimenti.
Inoltre, in seguito scoprirai che non è detto che la diteggiatura scelta per un brano suonandolo lentamente sia opportuna o efficace per lo stesso suonato a velocità richiesta.
Spero, anche se troppo sinteticamente, di esserti stato di aiuto e soprattutto di essere stato chiaro. Fammi sapere
Paolo