Certe cose devono essere necessariamente fatte in studio perché non c'è testo che possa farti capire delle cose senza che tu riesca ad ascoltarle e molte volte le sfumature sono così sottili che anche se in un testo fosse allegato un cd di esempi, non riusciresti a sentirli senza gli ascolti che hanno in uno studio. L'ascolto è una cosa FON DA MEN TA LE. Ecco perché i diffusori monitor da studio arrivano a costare anche 30000 euro la coppia. Il motivo è veramente semplice: ti danno modo di riprodurre tutte le frequenze con una risposta lineare quindi si sente tutto. Questo non può prescindere da un trattamento acustico della sala, perché se la casse suonano bene ma nella sala sono presenti risonanze e/o cancellazioni allora i 30000 euro spesi per i monitor diventano perfettamente inutili (Stiamo parlando di main monitor). Vanno poi aggiunti dei near field. Che io sappia negli studi professionali, e ne ho girati parecchi, tutti hanno le NS-10 Yamaha che sono dei monitor pessimi ma se una volta fatto il Mix sulle main, lo stesso suona bene anche sulle NS-10 allora suona bene da tutte le parti. Se parliamo invece di studio di mastering e/o restauro le cose cambiano perché gli apparati sono qualcosa che sta in mezzo tra il pro e l'hi-fi. Parlando di estetica, tutto dipende da ciò che cerca il musicista. Non si può prescindere da un rapporto molto stretto tra il musicista e l'ingegnere. Il musicista non vuole sentir parlare di frequenze, posizionamenti, tecniche e teorie, il musicista ha un suono di riferimento nella testa, molte volte sbagliato, l'ingegnere è colui che deve ottimizzare il lavoro per dare l'immagine del suono nella testa del musicista e lui sa come fare. Capita spesso, come dicevo, che il suono voluto dal musicista non sia "giusto", e per "giusto" intendo in rapporto ai master degli stessi generi che si trovano già in commercio. A volte può essere una scelta, quindi in alcuni casi "si lega l'asino dove vuole il padrone", in altri casi, quando come dicevo, si instaura uno stretto rapporto tra musicista ed ingegnere, l'ingegnere può proporre dei suoni, ottenuti a partire anche da un giusto posizionamento dei microfoni, e fare una differenziazione. Altre volte i musicisti solisti arrivano in studio già conoscendo uno standard, pur non sapendo nulla sui posizionamenti della serie: "Ho sempre registrato con questo microfono perché mi piace il suo suono". In questo caso il compito dell'ingegnere (se ha quel tipo di microfono s'intende) si ridimensiona molto in quanto il piazzamento consiste "solo" nella ricerca dello snap point dello strumento che varia da musicista a musicista e da strumento a strumento.
Se parliamo di registrazione poi ci sono varie tecniche...
C'è un'azienda famosa di cui adesso non mi viene il nome che effettua registrazioni utilizzando soltanto due microfoni. I risultati sono incredibili perché invece di usare più microfoni opportunamente posizionati, tenendo fermi gli strumenti in una posizione casuale influenzata solo dall'aspetto visivo tra musicisti (Es. il bassista deve poter vedere il batterista, il chitarrista deve vedere il bassista ecc.), si fissano i microfoni e si varia la posizione degli strumenti per fare in modo di definire un punto focale sul quale il sound generale sia bilanciato sulle capsule dei microfoni. Il microfono più in avanti ha una configurazione polare cardioide. Subito dietro viene inserito un altro microfono in configurazione a otto, detto anche bidirezionale. Di conseguenza il primo microfono darà l'immagine di fronte, ed il secondo ci regalerà l'ambiente, c'è poi una tecnica per allargare lo spettro stereo una volta effettuata la registrazione che non sto qui a raccontare. Questa tecnica microfonica è però veramente difficile da attuare perché richiede avanzatissime basi teoriche di acustica e per questo non è dunque finalizzata all'amatore. Ci sarebbe poi da fare tutti i discorsi sulla catena audio dei preamplificatori e del routing del segnale. C'è un mondo di elettronica e di informatica da raccontare e la cosa meno adeguata è un forum.
Ci sono molti che credono, come per la musica in generale, che le competenze da acquisire siano semplici. Non si rendono conto che bisogna avere competenze di elettronica, di informatica, di acustica e tutte sono legate tra loro al fine di ottenere un suono che piaccia all'orecchio.
Mi piacerebbe che qui dentro al forum si aprisse un discorso finalizzato ai tanti argomenti che riguardano non solo la musica ma anche il suono. Se ci sono domande, ben disposto a rispondere, se ne sono capace si intende...