la tua luce mi trafigge da lontano, tu erri per il vasto mondo, tu vedi le cose degli umani. Piccola luna, fermati un istante, dimmi dov'è il mio amore!
E digli, piccola luna d'argento, che per me tu l'avvolgi fra le tue braccia, digli che, almeno per un istante, egli si ricordi di me in sogno. Rischiaralo, laggiù, molto lontano, e digli quanto l'aspetto!
E se io apparissi in sogno, a quest'anima umana, forse si sveglierebbe con il ricordo!
Ah, piccola luna, non, non nasconderti, non nasconderti!
E' tutto una meraviglia! Meravigliosa la musica, meraviglioso il compositore, meravigliosa la cantante e, direi, sotto ogni punto di vista.
Rientro ora dal Concerto di Santa Cecilia e confermo che si è trattato di un concerto di alto livello.
La Netrebko, un po' debole nell'esecuzione di "Nel dì della vittoria" dal Macbeth è cresciuta nella Gran Scena del sonnambulismo "Vegliammo invan due notti" ed è esplosa nella Canzone alla luna da Rusalka e nel bis Cecilia di Richard Strauss.
Una gran bella voce e padronanza della scena.
Pappano in vece si è dimostrato un po' affrettato nel Till Eulenspiegels lustige Streiche di Strauss.
Si è avuta l'impressione che avesse costruito un programma troppo lungo nel quale si è profuso in mazzi di fiori alla cantante ed applausi, e che alla fine guardasse l'orologio per non sforare l'orario. Non avevo realizzato che c'era la diretta radiofonica, anche se segnalata sul programma di sala, e forse i limiti di orario stavano proprio lì.