Sollevo questa questione che è un classico per tutti coloro che suonano uno strumento. Come di consueto capita che mentre si suoni un brano quasi in automatico scatti una molla che ci fa cantare, mugnare o comunque emettere suoni che risultano fastidiosi per chi ascolta e castranti per l'espressività quando per la vergogna li andiamo ad eliminare. Il mio maestro diceva che è sbagliato reprimere certe espressioni così naturali che in qualche modo seguono la musica e manifestano il nostro modo di intenderla affermando inoltre che chi le aveva represse in giovane età se ne sarebbe pentito in vecchiaia. Come la pensate? Io il mio incessante mugnio riesco a reprimerlo a fatica e mi ha portato anche parecchi problemi alla gola...dolori etc. Cosa fare? Parlarne non sarebbe male. Grazie a tutti.
La respirazione è importante per il pianista. A volte l'accentuazione del ritmo, l'intensità di espressione ecc. provocano in noi delle contrazioni di "partecipazione" alla "tensione" musicale ed è giusto non reprimerle. L'importante è che non provengano da preoccupazioni circa le difficoltà. Ossia non si traducano in sforzi, contrazioni, irrigidimenti muscolari o di organi interni .
Anche molti Grandi hanno e hanno avuto questo comportamento di "partecipazione". Ricordo Rubinstein respirare affannosamente, ma, da vicino, il suo "respiro" sembrava far parte della musica. Brendel a volte grugniva. Gould cantava realmente ( possiamo sentirlo sulle incisioni). Credo sia inevitabile e non "reprimibile".
In realtà ciò si sente da vicino......Ma se il nostro suono diventa veramente "pubblico" ( a volte anche il "piano"...non è piano...), allora il "mugnio" resta costretto nella breve distanza e si allontana dal suono, che si espande lontano.