Come molti sapranno quest anno è il centenario dalla nascita di Benjamin Britten, predispongo questo spazio per ricordarlo e comunque per segnalare eventuali iniziative sull'argomento.
A me è sempre sembrato un compositore un po' bistrattato ma con un grande valore.
T
Tiger
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Risposta 2 di Tiger
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Valchiria ha scritto:
A me è sempre sembrato un compositore un po' bistrattato ma con un grande valore.
Un'altra vittima di Darmstadt 😉
C
Carlos
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Risposta 3 di Carlos
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Sono d'accordo. Britten è un autore che andrebbe senza dubbio conosciuto di più. A tal proposito vi propongo un pezzo che io personalmente adoro. Si tratta di «Les Illuminations» op. 18, per voce acuta e orchestra d'archi, su testi di Arthur Rimbaud. Qui in una versione live del 1966, cantata da Peter Pears e diretta da Colin Davis.
Come racconta Alex Ross in "il Resto è Rumore", Nono si rifiutò addirittura di dargli la mano...l'avanguardia era molto talebana verso la tradizione ...
per fortuna ha sempre avuto successo di pubblico (almeno quello). E ha praticamente creato il sistema produttivo operistico inglese, e non è cosa da poco.
E qui uno dei miei pezzi preferiti, il soliloquio e la preghiera della Regina Elisabetta I da "Gloriana", un'opera poco conosciuta di Britten. Semplice e immediata.
nulla di famoso. Non ho mai ascoltato niente di suo per pianoforte, per l'occasione ho cercato questo notturno "Night-Piece" che dovrebbe essere la sua composizione per pianoforte più famosa
Mi sembra evidente che Britten è un musicista che non è stato insensibile all’avanguardia, come tutti nel ‘900 si è dedicato a interrompere il decorso narrativo. Processo partito in modo evidente con Webern e che è stato radicalizzato dai compositori a seguire.
Britten lo fa, nonostante un linguaggio fortemente legato alla tonalità, attraverso la sospensione … arriva ad usare in questo brano anche un totale cromatico per mezzo di una serie dodecafonica. La cosa interessante è che poi neanche la sviluppa.
Dal mio punto di vista il suo è comunque un linguaggio moderno e può/deve essere un riferimento per chi volesse comunque esprimersi in un contesto più tradizionale.
Si è cimentato pure in qualche mondo al Jazz, anche se trovo questo pezzo un po' noioso (non verrei dire inutile) ... spesso capita con quei compositori classici che si rifanno vagamente al jazz... salvo solo poche eccezioni (vedi Gershwin e il valzer di Shosta/Kubrick)
G
GoffredoLIguri
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Risposta 12 di GoffredoLIguri
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Non la conoscevo Jazz Mania, a me non è dispiaciuta 🙄