appoggio ed ammiro l'atteggiamento che hai avuto nei confronti di questo studio e la tua registrazione mi è piaciuta!
Concordo, vorrei solo aggiungere che dopo i miei commenti ho riascoltato i due brani (anche il n.9) ancora alcune volte e devo riconoscere che comunque tutti gli elementi sono presentati con grande coerenza, nel senso che fatte le scelte iniziali gli stessi non potrebbero essere suonati diversamente.
Quando Simone avrà fatto strada e non si ricorderà più di me 😟 ... le sue registrazioni di un paio di miei brani gli faranno da montio 😎
Accidenti!!!!Sono proprio l'ultimo ad aver ascoltato!!!!! Chiedo scusa a Simone, ma non mi ero accorto cosa aveva postato. Bhe, c'è poco da dire....è stato già molto detto da altri. Benissimo.Bellissimi. Ineccepibili nel ritmo, nei tempi e nell'equilibrio. Mi fa piacere che Simone precisi che il n. 8 è uno studio per la mano sinistra. E' così. Io, per i miei gusti marcherei di più questa sinsitra e per dirla tutta immagino questo studio, che pur è eseguito benissimo, con una conduzione più "sfacciata" di "questa sinistra"...anche un poco rubata. Credo che Chopin intenda la destra protagonista solo all'inizio di ciascuna nuova posizione, nel registro alto. Quando entra "sfacciatamente" la sinistra, la destra non deve far altro che "ripetersi" "chiaccherando" nel medio e nel "basso". Ma va bene, prendetela non come una critica a questa meravigliosa esecuzione, ma solo un sottolineare il proprio gusto personale. Bravo Simone.
Il n. 9 mi ricorda i miei tempi di studio. La mia insegnante me lo fece suonare in un saggio, insieme ad altri dell'op. 10 e 25, nonstante la mia mano sia di modesta estensione. Sono d'accordo nel dire che una mano di estensione modesta fatichi. Qualche posizione nell'ultimo crescendo si può dividere con la destra. Mi piace. Poi, anche qui, "cadendo" nelle osservazioni di gusto, lo sentirei un poco agitato e con un tempo leggermente, dico leggermente, flessibile. Lo vedo e lo sento più drammatico e rassegnato. Pur non essendo tra i più difficili, esprime molto"l'inesorabile ferita romantica". Anche qui, mi piacerebbe un po' di rubato a favore dell'"agitato" e dei crescendi. Attendiamo altri studi così ben suonati ed Editati. La mano del nostro Simone è nata per poterli affrontare tutti! Quindi.....ha un obbligo morale. Complimentoni amico Simone.
P.S. ....quando sarai famoso...ricordati anche di me ...non solo di Frank!!!!! 😃
Bravo Simone.....mi è piaciuto...concordo con te sul ritmo che deve sempre rispettare il senso del brano.I grandi pianisti , come anche all'ultimo concorso Chopin a Varsavia lo eseguono quasi tutti al tuo metronomo. Complimenti ancora.
... diciamo che oltre alla bravura, come in un sacco di altri ambiti, serve anche fortuna e agganci giusti 🙂
agganci soprattutto....
Z
zenigata
Membro
Risposta 28 di zenigata
Messaggi
70
Caspita ! Incredibile pulizia. Io credo che farai strada veramente, te lo auguro di cuore. Hai una tecnica invidiabile ed un grandissimo gusto musicale. Tanti complimenti.
E' una registrazione midi oppure acustica ? Hai effettuato delle correzioni ? Mi stupisce troppo la pulizia.
È una registrazione MIDI perché non è facile trovare uno studio con un D che non ti massacri economicamente parlando per una giornata di registrazione, ma non ho effettuato delle correzioni. Correggere il MIDI produce degli artifici irreali e macchinosi che snaturano il brano. Uso registrare sul MIDI come si registra sull'acustico. Vengono effettuati dei take e si sceglie quello migliore da montare insieme agli altri. Si suona e se si sbaglia si riprende da alcuni punti strategici, così come viene fatto durante le registrazioni acustiche dove dalla regia, il musicista che segue l'esecuzione in partitura suona la sirena se c'è stato un errore e bisogna effettuare nuovamente il take. Del resto la pulizia è presente su tutti i dischi proprio per queste possibilità che ci sono oggi. Ho alcune registrazioni degli studi di Chopin di Cortot, voglio dire, non pizza e fichi... Sono piene di errori perché all'epoca non si poteva correggere come accade oggi. Ma non dobbiamo soffermarci troppo su questa storia degli errori. Gli errori si fanno, li fanno tutti, quel che conta è il senso musicale ed il respiro che viene dato al brano dall'interprete. Cortot era un grande maestro anche in questo. Purtroppo oggi gli standard di mercato sono la ricerca delle perfezione esecutiva che può essere raggiunta solo con questi artifici.
In effetti ormai bisognerebbe sentire un interprete (a tutti i livelli) nelle due vesti live e studio di registrazione. A volte si possono avere pure sorprese (non sempre belle).
È per questo infatti che quando faccio dei concerti sono solito inserire anche qualche spezzone di video. Come dice Ettore i pianisti si valutano nel live, con i dischi sono capaci "quasi" tutti...
S
stefano
Membro
Risposta 32 di stefano
Messaggi
205
Sono d'accordo con Ettore ed effettivamente mi sembra che tu e Paolo abbiate dimostrato anche nel live di che pasta siete fatti e quali livelli di pulizia avete raggiunto. Se non avessi ascoltato alcuni spezzoni del vostro concerto stenterei a credere ad uno studio eseguito a questo livello e con questa pulizia.
Venendo dall'altro topic ti posso dire che aver portato lo studio "a questo livello e con questa pulizia" non è sicuramente per merito del metodo Suzuki 😆
"Linoleum linoleum, mortis tua et tu patri et tu nonni in cariolam mea.. omnibus, linoleum linoleum... ora pro nobis, ora pro nobis, autobus, autobus, S.O.S."
Ma il pezzo più bello è quando dopo aver detto tutte queste cose in "latino" dice: "Giovanotto, giovanotto, non vede ? Sto dicendo le orazioni ! Questa è l'ora dell'Uffizio..."