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Chopin Op. 25 No. 12

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pianothor

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Messaggio iniziale di pianothor

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Buonasera a tutti!

Una settimana fa ho finito di studiare questo caro studio, il 12 opera 25...

Stasera ho provato a registrarlo e nonostante ci siano alcuni errori mi ricordai di questa citazione del caro vecchio Beethoven: "Suonare una nota sbagliata è insignificante. Suonare senza passione è imperdonabile."

Quindi me ne sono sbattuto degli errori e l'ho caricato comunque 🙂 Ovviamente più il tempo passerà più sarà fluido

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Risposta 2 di pianothor

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Questa è la prima versione registrata ed è stata fatta più per ascoltare se il pezzo effettivamente viene come lo avevo immaginato, poi la seconda versione sarà senza errori, spero 😃

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Risposta 3 di pianoexpert

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rocca di papa

Caro Giacomo, possiedo un raro disco del compianto Grande Dino Ciani, inciso grazie ad una registrazione di un amico che si recò a casa sua per ascoltarlo.Suonò gli studi di Chopin tutti di seguito, non privi di errori, ma con grande "passione" e personalità. Anche la chiarezza non è delle migliori, ma secondo me quel disco è un prezioso esempio di grande Musica. Quindi quello che dici, secondo me, è giusto. Questa è la strada da percorrere. Non dare spettacolo delle giuste note, ma presentare innanzi tutto la Musica. Poi, certo, perfezionare il più possibile la "dizione".Tu lo hai fatto e lo stai facendo. Mi è piaciuto molto come hai fraseggiato e come hai sottolineato la linea melodica dello studio che rischia di scomparire e/o passare in secondo piano rispetto agli arpeggi di note ribattute in ottava che durano per tutto il pezzo. Inoltre hai gestito bene la "fatica" che questo tipo di passaggio ripetitivo può generare. Si sente che sai ben usare le muscolature compartecipanti e ben misurare lo spostamento lungo tutta la tastiera. Hai ben trovato i giusti "punti di riposo" per poi "ripartire". Bene. Qualche nota "sporca"non mi ha dato fastidio. Ho invece molto apprezzato le tue parole e l'umile percorso che stai facendo per perfezionare questo studio e credo non solo. Complimenti

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Risposta 5 di Thesimon

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Ariccia, RM

Bravo Pianothor. Mi associo a quello che ha già detto Paolo. Certamente bisogna pulire perché sono comunque degli studi, ma va benissimo, ed ammiro la tua umiltà nel confrontarti con queste pietre miliari. Il consiglio che posso darti, e che a me ha giovato moltissimo, con gli studi di Chopin, è studiare bene le posizioni e i salti a mani separate imparando a memoria benissimo la mano sinistra perché soprattutto negli studi per moti paralleli ci vuole grandissimo controllo dell'uniformità tra le due mani e, a meno di non essere ambidestri, una delle due mani non è mai all'altezza dell'altra (devi essere in grado di fare con una mano esattamente quello che sei in grado di fare con l'altra). Nei salti rallenta esageratamente e fai anche delle fermate se necessario ma l'importante è che tu memorizzi il gesto, subito dopo qualche ripetizione con questo sistema, riporta solo un frammento di questi passaggi in velocità. In questo modo poi ti verrà tutto automatico. Questa tecnica di studio è importantissima anche per fissare nella testa il fraseggio e le soluzioni tecniche. 

Complimenti e buona musica !

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Risposta 6 di pianothor

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Riascoltando è incredibile come dopo 3 sole settimane io reputi indegna questa mia esecuzione, mi ricordo che fui felice di questa registrazione ma.. già dopo poche settimane di lavoro finito il risultato è migliorato di molto... è proprio strana la musica 🙂

Presto provvederò a registrare la versione definitiva 🙂

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Risposta 7 di pianothor

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Eccomi qui con la versione "definitiva" dello studio 🙂

Purtroppo ancora non riuscirò a registrare su un pianoforte acustico e ma sono (e saranno) registrazioni dal mio piano digitale (non è uno scherzo far risultare questo pezzo tutto pulito da un digitale, ve lo assicuro).

Prossimamente un preludio di Rachmaninov e il primo tempo della Patetica di Beethoven e con una spolverata di preludi chopiniani per arrivare fino a qualche altro pezzo "accademico" (caro vecchio Giovanni Sebastiano Baco...) 🙂

PS: Nonostante tanti preferiscano Pollini, Sokolov, Richter... o anche Dino Ciani, ma, forse per la mia giovinezza, io adoro la visione di Cziffra degli studi di Chopin che vi consiglio di ascoltare! eccovela:

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