Il discorso è lunghissimo e prevederebbe più risposte.
Vorrei permettermi di cominciare a parlare di Chopin.
Sono stati scritti fiumi di inchiostro e incise migliaia di ore di musica su questo autore.
Possiamo anche fregarcene di Cortot e di Rubinstein....ma, per esempio Cortot ci fornisce elementi certi di come Chopin volesse la sua Musica. Cortot è stato allievo di Matthias, un diretto allievo di Chopin, l'unico, forse, veramente dotato e professionale. Già, perché si deve sapere che Chopin non ha avuto allievi "importanti". Nella sua breve vita di 39 anni, specialmente a Parigi, ha dovuto fare i conti con la sua tasca e sforzarsi, comunque, di mantenere il "bon ton" dei salotti parigini. I suoi allievi erano per lo più "Signorine di buona famiglia" " che posavano la busta con l'onorario, mentre il Maestro, di spalle, guardava fuori della finestra". Abbiamo però molte indicazioni certe da parte di Cortot, appunto nel suo libro ( che consiglio vivamente di leggere) "Alcuni aspetti di Chopin". Due elementi fondamentali appartengono a questo grande Autore: Il "rubato" e "la vena classicheggiante".
Iniziamo da quest'ultima. Chopin era un classicista. Ripeto: un classicista. Conosceva benissimo il "clavicembalo ben temperato" di Bach e sapeva a memoria diversi preludi e fughe. Nel tempo era rigorosissimo. Sembra che durante una lezione sul suo secondo scherzo in si b min. , l'allievo non riuscì ad andare oltre le due terzine iniziali! A volte, nonostante la sua figure gracile, andava su tutte le furie e pretendeva il rigore del tempo.( una volta ha rotto una sedia)
In contrasto con ciò, Chopin è il Maestro del "rubato". Che cosa è il rubato. Il rubato è una oscillazione delle figure ritmiche NEL tempo, una sorta di" va e vieni" NEL tempo. Una sorta di "libertà controllata" della frase musicale che si Ritrova nel tempo. Una volta un allievo chiese a Paderewsky cosa fosse il rubato. Lui lo portò in giardino e gli disse di osservare le cime degli alberi che, ondeggiando, al vento, ritornavano nella loro posizione. "Ecco-disse- quello è il rubato" (bellissima visione poetica di un Grande,...che comunque non volle spegare volutamente all'allievo ciò avrebbe dovuto cercare e trovare!)
Chopin diceva:"pensate che la vostra mano sinistra sia il Direttore d'orchestra e suonate la destra con grande libertà. ...Ma come è possibile!!!????? Il rubato offre questa possibilità. E' molto difficile da "comprendere" e forse ci vogliono anni, ma è fondamentale per suonare Chopin.
Fermiamoci per ora qui.
Vedete qui non si tratta tanto di "come sentiamo ", ma neanche di segiure rigorosamente le preziose indicazioni o i nostri predecessori. Direi che una visione filologica ci aiuta ad assolvere il nostro "dovere" di Musicisti, che non è quello certo di soddisfare gli altri bensì di poter "presentare" con "coerenza" l'Idea che l'Autore ci ha lasciato in codice, interpretarla al di là dei "limitati" segni" .....anche scoprendo qualche "pensiero segreto" (parole di Chopin). Ma tutto nel "rispetto stilistico". Si tratta di decidere se presentare la Musica o presentare se stessi.
Il "relativo", che oggi viene molto inflazionato, incontra molti ristringimenti di confine, pur lasciando al nostro estro un buon margine decisionale.
La mia idea quindi non vuole non premiare le magnifiche esecuzioni di Simone e/o le profonde considerazioni di Gennaro. Non mi trovo invece d'accordo quando sento definire la Musica e l'Arte in genere un luogo dove tutto è possibile, dove tutto più essere giusto o sbagliato, dove tutti possono fare tutto. Potrei qui portare altri esempi di mie convinzioni sul Teatro, sulla Pittura. Invito invece a trovare quei "Valori", quei "punti di riferimento" che tanto cerchiamo e a fatica troviamo. Ho molta paura che "lo smarrimanto individuale" aumenti, generi confusione. Colgo sempre più maggior difficoltà a segnare "tappe" che aumentino il bagaglio, il pozzo delle conoscenze e ci conducano un po' più per mano verso un maggior discernimento oggettivo.
Non me ne vogliate. Sono un'ammiratore della personalità e un sostenitore dell'individualismo. Non voglio con queste mie parole assolutamente sminuire od offendere il vostro prezioso e interessante punto di vista.
Continueremo a sviluppare il discorso, spero........
Sempre con la Musica....nella mente e nel cuore
Grazie per la pazienza
Paolo