In una settima maggiore ci sta di tutto, prova a pensare questo.
Quanti accordi scriveresti fra un do e un si bequadro? Questi saranno i colori. Inoltre puoi "scavalcare" le note dello standard durante l'arrangiamento senza tralasciare che il batterista può "inquinare" il basso.
Ma la domanda principe è: "perchè il basso deve essere un vincolo in un arrangiamento?"
Io ho solo preso il basso come linea da dove partire. chiaramente col basso si possono improvvisare 200 walking bass o linee
Quinte diminuite ed eccedenti, settime maggiori sono insufficienti ad ascrivere un brano al genere jazzistico, per dirne una basta che ti senti l' Ave Maria che ho scritto per il LAB della musica corale, praticamente la settima maggiore è omniprensente ma il brano è tutto tranne che jazzistico 🙂
In sintesi, un accordo non è mai classico o jazzistico, il voicing può fare la differenza, serve il carattere improvvisativo e soprattutto lo swing. Se hai questi 3 ingredienti ed usi accordi pure più poveri ...fai "risultato" 😉
Allora mi devo rivedere bene il voicing perchè temo di non sapere bene cosa sia 🙂
Mi sono perso alcuni interventi, però volevo rispondere a raffaeleb su una cosa: non è il numero di tensioni che ti rende più o meno jazzistico un brano, ma tanti elementi musicali, primo tra tutti lo swing, quel modo tipico di stare sul tempo. Tanto per intenderci, Esbjorn Svensson era jazz anche se metteva le triadi e Micheal Bublè è più vicino al pop che non al jazz, pur volendo ammiccare al jazz. Dire di voler mettere tonica, terza e settima ad ogni accordo secondo me è limitante, bisogna avere a disposizioni tutte le possibilità e scegliere quelle che si ritengono migliori; in questo caso il tema ci dà dei suggerimenti e degli "assist" ben precisi, che andrebbero sfruttati.
Cmq ripeto una cosa: ti sei scelto un brano difficile, per tanti aspetti, difficilissimo direi se vuoi applicare i principi dell'armonizzazione a 4 parti reali col raddoppio della lead,
Mi sono perso alcuni interventi, però volevo rispondere a raffaeleb su una cosa: non è il numero di tensioni che ti rende più o meno jazzistico un brano, ma tanti elementi musicali, primo tra tutti lo swing, quel modo tipico di stare sul tempo. Tanto per intenderci, Esbjorn Svensson era jazz anche se metteva le triadi e Micheal Bublè è più vicino al pop che non al jazz, pur volendo ammiccare al jazz. Dire di voler mettere tonica, terza e settima ad ogni accordo secondo me è limitante, bisogna avere a disposizioni tutte le possibilità e scegliere quelle che si ritengono migliori; in questo caso il tema ci dà dei suggerimenti e degli "assist" ben precisi, che andrebbero sfruttati.
Cmq ripeto una cosa: ti sei scelto un brano difficile, per tanti aspetti, difficilissimo direi se vuoi applicare i principi dell'armonizzazione a 4 parti reali col raddoppio della lead,
E tte pareva se capitavo un brano facile. Comunque spero di riuscire. Sto riguardando i voicing di D.Santorsola.
Ho trovato delle soluzioni interessanti. Le posterò.