Dino ha scritto:
Intanto vi adoro perchè riuscite a rendere interessante anche qualcosa che parte magari scherzosamente e senza pretese 🙂
Ci mancherebbe! Tra l'altro è l'unica cosa di cui posso parlare con un po' di cognizione di causa, figurati se mi lascio sfuggire l'occasione... 😃
Dino ha scritto:
Io ho ascoltato diverse formazioni senza direttore, ma erano piccole, che trattavano il repertorio barocco e con il continuista o il violinista che dava gli attacchi.
Vorrei vedere un'orchestra che suona la sinfonia dei 1000 di Mahler senza direttore, allora si che si può dire che se ne può fare a meno 😃
Questo, già di per sé, sarebbe un ottimo argomento. Non bisogna dimenticare, infatti, che la figura direttoriale come la conosciamo ha avuto un'evoluzione lunghissima e si è consolidata nel modo "classico" per motivi del tutto pratici. Di "direttori" si sente parlare fin dalla prima metà del '700, ma anche JSB dirigeva (come Gluck e Haydn) dalla sua posizione di primo violino. La direzione al clavicembalo è stata di norma fino a Beethoven (che di fatto è il primo compositore che dirigerà senza suonare), ma ad esempio per la "Creazione" di Haydn, nel 1785, vennero impiegati cinque direttori (cinque!!!) perché c'erano così tanti esecutori e disposti così largamente nella Cattedrale di Westminster che non sarebbe stato possibile diversamente.
A parte tutto questo, però, si dovrebbe anche considerare un aspetto più nascosto, di cui accennavo sopra, che riguarda la direzione musicale di un qualsiasi brano. Non avete idea di quante volte mi sia stata rivolta la domanda classica, ovvero «ma il direttore... cosa fa? In fondo, l'orchestra sa già quello che deve suonare, no?». E lì, vagli a spiegare le sfumature...
Peter Lichtental scriveva, a proposito del "1. violino direttore" (figura che porterà in maniera quasi naturale al direttore sul podio, senza violino ma con la bacchetta), «non ha bisogno di essere sonatore da concerto [...] ma deve possedere maggiori cognizioni musicali e sentimento dell'arte». E, badate bene, Lichtental nacque nel 1780. Pensate che a quell'epoca non era nemmeno uso di chi iniziava a dirigere dal podio e con la bacchetta di utilizzare la partitura intera... Esistevano delle riduzioni (nate ad uso proprio del primo violino direttore che doveva avere una guida per dare gli attacchi principali), ma abbiamo testimonianza di Angelo Mariani che, per dirigere lo Stiffelio, chiese la partitura, «perché "il principale" lo usa il primo violino cosiddetto di spalla», dove per "principale" si intendeva con tutta probabilità il cosiddetto "spartitino" o "violino conduttore", cioè la parte del primo violino con le guide per le voci principali. Vale a dire che la conoscenza della partitura era considerata una facoltà possibile solo al compositore (ed effettivamente le competenze di un direttore sono molto simili anche oggi), mentre chi dirigeva aveva una funzione, fino a quel momento, solo pratica. A questo si deve il rilievo di Lichtental: già a quell'epoca iniziava a sentirsi l'esigenza di qualcosa di più profondo di un semplice battitore del tempo.
Comunque, per terminare, vi dirò quale spiegazione ho elaborato per spiegare a chi non è musicista, cosa fa un direttore. Io uso una metafora pittorica e spiego che un'orchestra senza un direttore sarebbe come se Leonardo avesse fatto uno schizzo a matita della Gioconda, poi avesse messo lì i pennelli e i colori e avesse detto a sette o otto pittori di dipingere uno la mano sinistra, uno la mano destra, uno il viso, uno i capelli, uno lo sfondo, uno il vestito... ma contemporaneamente e senza che nessuno vedesse cosa faceva l'altro. Certo, a tutti era stato detto che colori dovevano essere usati per ciascuna parte del dipinto, ma... cosa sarebbe saltato fuori?