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Messaggio iniziale di Gianfranc0
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Certo, non amo l'estetica minimalista 🙁
Moderatore
Einstein on the beach è, secondo la mia opinione, uno dei capolavori meno conosciuti del '900
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Mi spiace, io ci ho provato, ma dopo la terza numerazione ...ho mollato il colpo. Sarà un capolavoro ... ma non mi ha preso proprio.
Moderatore
anche l'Ulixes di Joyce è difficile :-)
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È molto adatto a fare le cose che ha fatto. In concerto non funziona, è noioso. In generale credo che sia musica che funzioni meglio con le immagini...
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Mi è capitato di ascoltare il cd "Philip Glass: "solo piano". E' lui stesso che suona?
Che dire? Conoscevo poco questo compositore, per cui non ho mai voluto pronunciarmi esplicitamente sulla sua musica. Però devo dire, in tutta sincerità, che la sua musica mi sembra robaccia.
E` di una banalità incredibile. E` uno di quei compositori da cui penso che proprio uno non possa imparare nulla.
... nessuno sarà d'accordo, lo so. però ...
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Io vorrei portare l'attenzione su "The Koln Concert" di Keith Jarrett. Al suo interno c'è proprio di tutto, dal jazz alla classica, alla musica minimalista fino a qualche sonorità new-age colorata di blues!
Cosa ne pensate?
Moderatore
penso che non sia il topic adatto, JamSession :-)
Su Glass, i problemi arrivano se si parla dei suoi primi pezzi, quelli scritti tra gli anni '60 e '70, tra cui Music in Similar Motion, Einstein on the Beach e altro. Quella è avanguardia. E, come tutta l'avanguardia, non è musica di facile approccio. Per altro, l'avanguardia minimalista è una musica a cui pochissimi sono abituati, soprattutto in Italia e soprattutto tra gli amanti di musica "classica".
Moderatore
thallo ha scritto:
soprattutto tra gli amanti di musica "classica".
Ci sfido Thallo, l'avanguardia (che sia struttralismo o minimalismo) ha un approccio molto differente rispetto a quello classico (ovviamente non intendo classicismo). Questo non è ne un bene ne un male, è semplicemente" diverso ...
Moderatore
ovvio, ma nello specifico intendevo dire che alcune avanguardie, ormai storiche, sono state più facilmente assorbite dai circuiti concertistici, dagli amatori, e dalla didattica (della composizione, soprattutto). Più di una volta abbiamo parlato di quanto il serialismo e lo strutturalismo abbiano avuto "successo" in certa accademia. La pittura informale tempo pochi anni era già conosciuta e praticata ovunque.
Quella fase poco conosciuta del minimalismo, che in realtà è IL minimalismo cosiddetto, che ormai possiamo rileggere quasi come avanguardia, non è ancora stata assorbita o riassorbita. Le "Phase Compositions" di Reich, la musica per piano solo di Glass, praticamente tutto RIley e praticamente tutto La Monte Young, sono ancora illustri sconosciuti.
... e mi trovo sempre a parlare della mia tesi ... ma il bello è che non sono mai io ad aprire il topic :-) mi sto scocciando... mi sto scocciando di conoscere bene solo sta cosa :-)
Moderatore
thallo ha scritto:
... mi sto scocciando di conoscere bene solo sta cosa :-)
...non stavi lavorando al dottorato? 😃
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Thallo, al conservatorio i corsi di composizione arrivano massimo al post strutturalismo per cui è normale che molti non sappiano neanche cos'è il minimalismo ... non c'è occasione scolastica e, quando si tratta di fare esperienza professionale, forse è meglio evitare le avanguardie che effettivamente come ricorda Frank si staccano un po' dall'approccio che dovrebbe avere un musicista classico.
Per questo alla fine, chi ha avuto modo di fare un approfondimento importante, poi ne viene fuori. Fra l'altro non solo il minimalismo è finito a anche il post minimalismo, per cui si tratta di musica creata in una certa congiuntura storica ... ormai andata 😉