I quattro piani digitali che hai segnalato sono tutti nella fascia media del settore, e suonano tutti assai bene.
La differenza tra CN-27 e CN-37 sta soprattutto nel fatto che il primo ha una ventina di suoni diversi (alcuni pianoforti e poi organi, piani elettrici ecc.), il secondo quasi quattrocento! (comprese batterie, bassi ecc.) -> per una ragazzina che deve studiare pianoforte è più che sufficiente il CN-27.
Personalmente preferisco il suono dei piani digitali YAMAHA, che trovo leggermente più "caldo" ed anche la tastiera mi risulta più invitante al tatto, ma sono gusti personali.
Anch'io però ti esorto a considerare la possibilità di trovare, per quelle stesse cifre sopra i mille euro e sotto i duemila, un pianoforte verticale acustico, di seconda mano ma ancora "fresco" di anagrafe e di uso: al di là della corretta e decisiva azione meccanica sotto le dita, è ben altra cosa avere in casa un oggetto, uno strumento, un mobile fatto di corde, arpa, martelletti, tavola armonica, smorzatori, rispetto a un computer/simulatore, comodo e sempre intonato si, ma molto meno "emozionante".
Il pianoforte acustico è anche un bel mobile da vedere in soggiorno, quello digitale molto meno.
In sostanza il più grande vantaggio dello strumento digitale sarebbe quello di poterci ad ogni momento infilare una cuffia, consentendo alla musicista pieno godimento uditivo senza che il resto della famiglia ed i vicini vengano minimamente coinvolti. Un pianoforte "vero" con rispetto parlando fa un bel po' di casino, le sue frequenza basse si spargono facilmente per tutto il condominio ed infine ascoltare una pianista durante lo studio (il quale prevede sovente la ripetizione per decine di volte dello stesso gruppo di note) certe volte è snervante.