Tecnologia del pianoforte

Consistenza Tastiera

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massimino

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Risposta 21 di massimino

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Buongiorno a tutti.  Mi scuso per il ritardo della risposta. Istintivamente per il Kawai KG 2 avevo pensato ad un peso maggiore di 55 gr, anche se il rapporto a cui fate riferimento mi sembra piuttosto buono. Avrei soltanto una curiosità, e cioè a che cosa si riferisce questo valore di 2,174 in senso pratico.

Grazie a tutti

Buona giornata

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Risposta 22 di pianoexpert

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rocca di papa

Come già detto il valore esprime il rapporto tra peso di abbassamento e peso di ritorno del tasto

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Risposta 23 di massimino

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Grazie a tutti per le risposte e scusate il ritardo con il quale ritorno su questo argomento. Il peso di abbassamento (55/57) credo si riferisca alla zona centrale, quindi la zona bassa dovrebbe essere attorno ai 60 gr e la zona acuta 53/55gr? Non credo che convenga uniformare tutta la tastiera con lo stesso peso. Grazie a tutti e buona giornata

Moderatore

Risposta 24 di pianoexpert

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Questi valori mi sembrano comunque alti. Tuttavia alcuni strumenti sono pesati uniformemente e alcuni non. Anche alcuni Steinway ( grancoda) partono da 51 e arrivano a 47. Tutti gli altri modelli sono pesati a circa 47 grammi. Il Bosendorfer parte da 52gr e arriva negli acuti a 47-48. Ora queste pesature sono dettate da ottimali pesi di ritorno che non devono scendere sotto i 20-22 gr. - 1 gr. e + qualsiasi valore.

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Risposta 25 di massimino

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Pianoaccordatore ha scritto:

Ciao,

Per garantire un funzionamento ottimale della meccanica (premesso che questa sia ben regolata), il rapporto di proporzione tra il peso di discesa e quello di risalita del tasto viene espresso dal valore 2,174 ma, per soddisfare le esigenze della scuola moderna, questo rapporto può assumere anche un valore di 1,9.

Per il tuo modello kawai, la distanza di affondo deve essere 10,5 mm.

Il peso di affondo 55/57 grammi e il peso di risalita 20/21 grammi.

Grazie 1000! tuttavia mi sfugge qualche cosa perché, se non erro, per calcolare esattamente questo rapporto di proporzione tra peso di discesa e quello di risalita, si dovrebbe fare una divisione fra il primo peso (di discesa) ed il secondo (di risalita), ma dividendo con i pesi indicati (57/21) il risultato non è quello indicato. Qualcuno saprebbe dirmi dove sta l errore? Io di matematica non sono mai stato un genio....Grazie a tutti

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Risposta 26 di Thesimon

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Il valore indicato è quello ottimale. 2,1 ti viene ad esempio con un peso di abbassamento di 47 gr e di salita di 22.

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Risposta 27 di nancy

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mi aggangio a questo post per chiedervi alcune cose in preparazione delle richieste che farò al tecnico in fase di restauro.

nel mio petrof ho trovato (con il giochino delle monetine) questi rapporti: 60 gr come peso di abbassamento e 23,5 come peso di ritorno....(petrof VI quartino)...lo sento lento nel ritorno...cosa posso far migliorare?? mi sembra di aver capito che il rapporto non va malissimo. Essendo un petrof immagino che siano i pesi originali e che non sia stata appesantita la tastiera, ma da cosa dipende la lentezza che percepisco io? forse sto facendo confusione ma se i pesi vanno bene sono corretti anche gli attriti?

vi prego non ridete della mia grossa ignoranza...sto cercando di rimediare grazie ai bellissimi video tutorial di Paolo ma non sono una brava allieva in queste cose... 😟

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Risposta 28 di nancy

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...ah scusate forse è importante....queste sono misure prese nel V do...nel centrale ho un 65 /23,52...

Amministratore

Risposta 29 di Thesimon

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A me il peso di abbassamento sembra un po' altino ma non conosco le specifiche di fabbrica. Hai mai cambiato i perni di centro ?

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Risposta 30 di nancy

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Io no...non so il precedente proprietario cosa abbia fatto. ...prima di conoscere voi per me la meccanica del pf era un mistero assoluto...non mi azzardavo neanche a guardarci dentro. Questi perni sono quelli che stanno sotto al tasto e danno più o meno gioco allo stesso giusto?

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Risposta 32 di nancy

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....mi sto perdendo...questa notte mi riguardo i video e vedo di saltarci fuori.

come tastiera non la sento pesante...forse ci sono abituata. certo se la paragono con altre tipo yamaha la differenza è enorme. in quelle non mi ci ritrovo perchè mi scappa, non le controllo! però la mia non è pronta come la vorrei io.

comunque mi devo studiare parecchie cose sulla meccanica...

Moderatore

Risposta 33 di pianoexpert

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Cara nancy, i valori, se ben misurati sono eccessivi. Quando gli attrito della meccanica sono eccessivi, aumenta il peso di abbassamento e diminuisce quello di ritorno. Non tutti i pianoforti hanno gli stessi valori. Dipende dalla lunghezza della leva del tasto. E' evidente che una lega lunga (grancoda) è più facile da suonare. il peso di abbassamento è basso e alto il peso di ritorno. A parte i valori, è importante con quale vivacità il tasto si muove, cioè quale "inerzia" abbia la meccanica. Per fare un esempio credo comprensibile a tutti, se abbiamo una bilancia a piatti contrapposti, proviamo a mettere un ettogrammo su tutti e due i piatti. La bilancia in equilibrio oscillerà con una certa agevolezza. Se mettiamo 5 kg. per parte ...la bilancia otterrà lo stesso equilibrio, ma... l'oscillazione sarà meno agevole. Si dice che le due pesature hanno diversa inerzia. E' quindi evidente che si cerca di "piombare " non molto la tastiera proprio per non modificare troppo l'inerzia. Nei quarti di coda i tasti sono più corti che in un grancoda e la loro oscillazione è meno agevole. Mi scusi per la spiegazione non certo scientificamente esauriente, ma spero intuitiva. Ora, a volte , la Casa costruttrice sceglie un peso di abbassamento maggiore per avere un buon peso di ritorno e per non piombare troppo i tasti. L'importante è che ci sia proporzione tra i due valori, come già abbiamo affermato. Se il peso di abbassamento risulta alto e il ritorno basso...allora gli attriti dei perni sono eccessivi e la tastiera ci sembra "impastata". (v. miei tutorial sugli attriti della meccanica e sulla regolazione)

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Risposta 34 di nancy

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Ok ci sono....ho capito tutto. Infinitamente grazie ad entrambi per la pazienza...la tastiera non la sento impastata ma poco precisa e un pochino pigrotta nel ritorno specie durante passaggi veloci. Ma al momento, forse tutte queste sensazioni non sono chiare perché è troppo forte il disturbo dato dal timbro esageratamente rovinato...comunque farò controllare anche i pesi e i perni.... e mi sa che se il tecnico confermerà queste anomalie oltre alla martelliera dovrò rivedere anche questi perni e i feltri...non vedo l'ora di sistemarlo

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Risposta 35 di nancy

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Oggi finalmente ho trovato un tecnico che mi ispira fiducia.... (dopo averne visti tre!!!)...ha controllato proprio tutto e avevate ragione è un problema di perni e di attriti eccessivi...la meccanica va regolata e sistemati anche i piloti. Per i martelli, a differenza di quello che avevano detto gli altri due, ha detto che sono nuovissimi ed è sufficiente una preintonazione e una intonazione in modo da non doverli sostituire evitando così il rischio di non riuscire a riprodurre gli originali sfasando tutti gli equilibri....

Grazie a voi ho capito tutto quello che ha detto e ho potuto scegliere il tecnico con maggiore consapevolezza...spero che non mi deluda!

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Risposta 37 di Peppe82

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Rofrano(SA)

Salve,

a proposito di consistenza della tastiera, vorrei porre a voi questo quesito, anche se sembrerebbe parzialmente inerente a questa discussione.

Dunque, posseggo un vecchio roland digitale (hp1300 un pò datato) ancora funzionante (riproduce abbastanza bene le note), del quale ho conservato le parti fondamentali per il generare il suono, ovvero tutta l'elettronica, alcune schede necessarie per le funzionalità essenziali, gli altoparlanti e i tasti.

Essendo ingegnere e, avendo delle basi di fisica e costruzioni, ho avuto la brillante idea di cimentarmi nell'emulazione della meccanica di un acustico, nel senso di voler implementare il meccanismo dello scappamento, rispettando i pesi e le forze in gioco simili a quelle riscontrabili in un acustico.

Il sistema secondo la idea mia opinione, dovrebbe prevedere essenzialmente una serie di semplici leve che emulano il meccanismo, opportunamente dimensionate. La riduzione è dovuta alla mancanza della corda, dello smorzatore e dello spingitore. Secondo voi è possiile riuscire in questa impresa, oppure mi converrebbe mettere da parte un budget e comprare un digitale già bell'e fatto?

Sono pienamente consapevole la seconda alternativa, sarebbe la soluzione più ovvia e pratica, nonché rapida.

Il fatto è che mi hanno regalato questo piano e, volevo sfruttare qualcosa che già posseggo. Quindi, lo scopo è una grande sfida, ma anche una piccola soddisfazione.

Sembra un piccolo investimento di soldi, anche se grande in termini di tempo.

Curioso di conoscere le vostre opinioni, vi saluto 😉 

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Risposta 38 di giovannig

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Monza

Ci sono i digitali con la meccanica del coda, non una simulazione delle leve e dei pesi, ma propriamente la meccanica di legno perni e feltro....ovviamente mancano le corde e manca l'urto del martello sul corda, aspetto fondamentale nella risposta della meccanica e nella sensaIone che il pianista avverte nel suonare... Un rapporto meccanica suono che va oltre i semplici pesi e le leve, che dipende dall'acustica dell'ambiente, dal tempo di permanenza del martello sulla coda, da come ricade Etc Etc... Tutte cose che un sistema numerico non riesce a simulare perché il modello (matematico) è veramente veramente complesso....

Certo puoi provare ma non inventi nulla di nuovo

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Risposta 39 di Peppe82

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Rofrano(SA)

Grazie,

beh, non pretendo di reinventare nulla, infatti, mi sono visto un pò la meccanica del coda, cercando di capire come è fatta e come lavora. è già piuttosto complessa.  Quello che voglio fare è riprodurre quel meccanismo, facendo a meno delle parti che non servono. Non sarà facile, non so cosa ne verrà fuori. Staremo a vedere. Può darsi che ci ripenso e mi faccio un pò di conti, e mi compro un digitale direttamente 😉

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