Malattia che non gli ha impedito di mandare in scena un musical, "Lazarus", e di far uscire un ultimo, stupendo album, "Blackstar".
Le cose possibili da dire su Bowie sono così tante che non ha senso pretendere di essere esaustivi. Penso che arrogarsi il diritto di essere personali sia la cosa migliore. E in quest'ottica, io non posso non citare la sua collaborazione con Brian Eno, uno dei geni musicali del '900, nei tre epocali album berlinesi ("Low", "Heroes" e "Lodger"). Da questa collaborazione sono uscite fuori cose come questa
Proprio questa settimana leggevo la recensione Stefano Pistolini del suo ultimo album "Blackstar" sul Venerdì di Repubblica e non sapendo della sua malattia per me è stata una doccia freccia la sua morte quando questa mattina l'ho saputo.
In questo suo 25esimo album David Bowie si è voluto tenere lontano dal rock'n'roll <ovvero dalla ripetizione, dalla celebrazione, dagli schemi consunti ... perché la parola d'ordine per Bowie è ARTE ... e il risultato stavolta è stupefacente ... 7 entusiasmanti momenti di creatività nati dalla confluenza di citazioni che Bowie sente necessarie e le sperimentazioni nelle quali vuole inoltrarsi. ...Gli esperimenti riguardano le ritmiche elettroniche, l'assemblaggio di una notevole band ... e soprattutto la rigenerazione della voce di Bowie> che filtrata e raddoppiata da la sensazione di avere un <timbro di un fantasma>.
<...Blackstar è un disco difficile, a tratti ostico> e, alla luce della sua morte di, diventa inevitabilmente il suo testamento musicale e, dunque, da non perdere assolutamente.
L'ho comprato e lo sto ascoltando, Daniele, ed è veramente VERAMENTE bello. Di certo oggi ci sono cose più innovative, ma il gusto espressivo di Bowie non si discute, basta una parola pronunciata in modo giusto e cambia tutto. Dark, complesso, strutturalmente e armonicamente, ed è ricco come timbri, come ricerche ritmiche. Ma è soprattutto espressivo, commovente, a prescindere dagli eventi alla base del mio ascolto... consigliato a tutti