Ciao, di che strumenti si tratta con precisione?, Saranno stati in ambiente secco, per anni senza essere toccati immagino...comunque tira su l'accordatura...anche di una decina di hz la volta...se le corde sono ancora in buono stato, non si dovrebbero rompere... E controlla periodicamente l'accordatura i primi giorni che tenderà a calare...
Se le corde non sono in buono stato...fai prima a cambiarle tutte.
AS
Autore storico
Risposta 3 di Autore storico
Ciao,
Come primo intervento, consiglio di verificare la tenuta dell'accordatura perchè altrimenti. . .è tutto inutile.
Se il somiere e le caviglie sono in buono stato, osservare se le corde presentano tratti di ossido o ruggine.
Se tutto è positivo, tirare su l'accordatura un poco per volta e 'ripassarla' alcune volte di seguito al fine di stabilizzare la nuova livellatura delle corde.
Quando il pianoforte non è troppo vecchio si può sempre alzare diapason. Il rischio di rompere le corde c'è sempre e si può avvisare il cliente prima del fatto così non sarà una sorpresa. Sopratutto le corde vecchie dei bassi si rompono facilmente.
Comunque avete ragione del abitudine in Italia di non fare accordare il pianoforte regolarmente.
Certamente lo stato dell'acciaio è importante, se è in fase di deformazione plastica (perché vecchio, già snervato etc) è sufficiente toccare la caviglia che salterà via.
Se le corde invece sono ancora elastiche (ossidate o no non importa) il rischio di rottura è minore purché, e nessuno ne ha parlato, la tensione sulle corde non superi i 70/75 kg e questo dipende dal progetto del pianoforte stesso. Tirare a corista uno Steinway di 100 anni è altra cosa rispetto a tirare a corista un IBach o alti pianoforti forzati.... in questi casi è auspicabile cambiare le corde e ottimizzarle, oltre ad adoperare la chiave con cautela soprattutto sull'incrociatira nei bassi e sugli acuti.
Senza bisogno di misurare la lunghezza delle corde basta premere col dito le corde lunghe per capire se si tratta di codiera molto tesa o no..