Credevo di saper suonare qualcosa finché non mi è capitato fra le mani lo spartito della trascrizione di Die Forelle di Schubert-Liszt e ho ascoltato mille volte la registrazione di Jorge Bolet.
Ma quante mani e quante dita aveva questo pianista?
Come si fa a cantare in quel modo e ad eseguire simultaneamente i guizzanti arabeschi distribuiti in tutti i registri del pianoforte?
Prima di gettare la spugna e cadere in depressione chiedo umilmente qualche consiglio.
E' un pezzo alquanto difficile anche nell'originale quartetto o nelle trascrizioni, compresa quella per l'accompagnamento del canto...figuriamoci nella trascrizione di Listz!!! Quindi non ti scoraggiare! Avere presente bene la parte armonica, aiuta. Lo studio delle note separatamente per voci, aiuta. Un metodi che usava Listz era quello di far studiare le note...senza tener conto del ritmo. Qui credo convenga iniziare a studiare ciò che le due mani si dividono nel tema cantato e forse averlo presente come punto di riferimento. Le trascrizioni dei Leader di Schubert composte da Listz sono tutte difficili e direi anche un po' "ingrate" rispetto all'ascolto. Certamente le rapsodie ungheresi offrono al pianista ben altro virtuosismo da concerto, che diverte e stupisce di più il pubblico. Anche molti degli " Anneè de Pelegrinage" sono difficili anche per i grandi pianisti. Bolet è senza dubbio uno di questi ed esegue Listz, e non solo, con grande disinvoltura, frutto di grande preparazione e dedizione.Buono studio
Grazie per l'incoraggiamento, ho apprezzato la parola "ingrato", in effetti all'ascolto della registrazione del grandissimo Jorge Bolet non si percepisce la spaventosa difficoltà di tutto l'insieme, ma solo lo stupefacente canto con relativo "accompagnamento".