Salve a tutti, qualcuno di voi si è esercitato negli studi di Carl Czerny? Se avete suonato varie sue opere di questo tipo potete scrivermi le raccolte dalle più facili alle più complesse?
I 50 credo dell'op. 740 , a parer mio, sono i più belli e i più efficaci. Alcuni sono dei veri e propri pezzi da eseguire con soddisfazione sia di chi suona che di chi ascolta.
Concordo con Paolo, l'Op 740 da un certo tipo di soddisfazione ...anche se io prediligo comunque Cramer o l'Op 45 di Heller.
Di Czerny non sottovaluterei anche l'opera 335 e la 299 che sono un filo sotto l'opera 740 ... tutte all'incirca intorno al quinto di pianoforte vecchio ordinamento.
Premesso che alcune opere non le conosco, bisognerebbe ordnare quanto segue:
60 Studietti elementari 20 Esercizi di lettura 24 Piccoli Studi della velocità op. 63 Toccata op. 92 100 Studi progressivi op. 139 125 Esercizi in brevi e progressive sonatine op. 261 La Scuola della velocità op. 299 70 Studi progressivi La Scuola del Legato e dello Staccato op. 335 40 Studi giornalieri op. 337 Scuola degli abbellimenti op. 355 Scuola del virtuoso op. 365 Scuola della mano sinistra op. 399 Scuola dell'articolazione e della polifonia op. 400 6 studi di ottave op. 553 Il Primo Maestro di Pianoforte op. 599 24 Studi della piccola velocità op. 636 L'arte di render agili le dita op. 740 25 Studi per le piccole mani op. 748 25 Studi facili op. 749 Le cinque dita op. 777 Primi passi per acquisire destrezza al pianoforte, 35 studi op. 792 160 Esercizi di otto battute op. 821 Il piccolo pianista op. 823 La nuova Scuola della velocità op. 834 30 Nuovi studi di meccanismo op. 849
Per me l'opera in assoluto più difficile è la 400, sono 12 preludi e fughe (specie le fughe) al limite dell'incubo, se suonate ai tempi descritti da Czerny, e non solo a quella velocità.
Subito dopo a seguire la 365 e le grandiose, nonché decisamente gradevoli e che non sfigurerebbero in sede di concerto, opera 692 (24 Grandes Etudes Caracteristiques) e 756 (25 Grandes Etudes de Salon).
Anche l'opera 822 (Nouveau Gradus ad Parnassum) non è da sottovalutare, sia come contenuti che come difficoltà.