Visto che ci siamo, stavolta parliamo di topi di biblioteca, anziche' di scrittori.
L'occasione me la da questa chiacchierata sul nostro
Domenicuccio : (eh gia', anch'io vengo da quelle parti e non a caso tutti diminutivi: Domenicuccio, Giacomino, Gennarino, etc.).
Si e' fatto riferimento a due numerazioni : la Lxxx e la Kxxx. (esiste anche una numerazione P, dovuta a Giorgio Pestelli, che ha pubblicato nel 1967 "Le sonate di Domenico Scarlatti" )
Vabbe', non ho tutto con me, ma almeno qualcosa l'ho ritrovata; e allora, eccovi la storia della L e della K.
Il napoletano Alessandro Longo (1864-1945), figlio di Achille, insegnante di pianoforte, organista e compositore, fu autore della prima opera integrale sulle opere clavicembalistiche di Domenico Scarlatti, pubblicata nel 1906 per i tipi di Ricordi.
Per anni le sonate di Scarlatti sono state identificate, seguendo tale edizione, dalla sigla "L" seguita dal numero d'ordine.
L'opera ha certamente avuto il merito di fare conoscere ben 545 sonate, mentre al tempo della pubblicazione se ne conoscevano a stento poche decine.
Purtroppo, i criteri adottati da Longo non hanno tenuto in alcun conto le intenzioni dell'autore e la successione temporale, trascurando i concetti di accoppiamento e raggruppamento suggeriti dai manoscritti.
Anche per tale motivo, oggi l'edizione critica di riferimento è quella di Kirkpatrick del 1953 e le opere scarlattiane vengono designate con i "Kirkpatrick Numbers" (KN).
Lo statunitense Ralph Kirkpatrick (1911–1984) e' noto come clavicembalista, ma sopratutto come musicista e musicologo che ha dedicato piu' di dieci anni della sua vita alla conoscenza del nostro Domenico Scarlatti.
Famosi i suoi concerti e le sue incisioni, fra cui anche l'integrale dell'opera per clavicembalo di J.S. Bach.
Scarlatti fu al centro dei suoi interessi e per ritrovare le tracce e i documenti necessari alla sua opera Kirkpatrick attraverso' l'Italia, il Portogallo, la Spagna e gli altri paesi europei ove erano conservati i suoi manoscritti.
A distanza di tanti anni, il suo lavoro rimane insuperato e rappresenta, oltre che un documento storico di grande valore, anche un'opera piena di elementi preziosi per l'interprete, dettati da un esperto della materia trattata.
Che dirvi, a questo punto ?
Non mi rimane che mostrarvi la L33-K87, dove appaiono in grande risalto le quattro linee polifoniche di scrittura e l'interessante schema ritmico che si ritrovera' anche in molte delle sonate successive.
Scarlatti Sonata L33-K87.pdf
Anche se non di alta qualita', ascoltate, oltre a Pogorelich, anche l'esecuzione all'arpsicordo della sonata da parte di Scott Ross, nella sua opera omnia sulle sonate di Scarlatti.
Ciao