Ciao Saverio, non so quanti anni abbia tuo figlio, in ogni caso anche io da privatista capisco la questione e per l'appunto quest'anno avrò il diploma se Dio vuole e quindi mi trovo pressappoco nella stessa situazione di tuo figlio. L'emozione dipende molto anche dal carattere di una persona e da come questo si è formato nel corso dell'infanzia. Ti posso raccontare la mia storia ma ovviamente va un po' vista in modo personale piuttosto che come un MUST da seguire. Io sono stato educato nel vincere la vergogna e spesso l'emozione è un corollario della vergogna. Ricordo infatti quando da bambino ero a spasso con mio padre ed avevo sete. Mio padre non si recava al bar per prendermi da bere ma mi accompagnava fuori al bar e mi diceva di entrare e chiedere un bicchiere d'acqua al barrista. Ovviamente questa è una sciocchezza ma ogni età ha il suo problema e le sue paure da vincere, non che questa vicenda risolva il problema ma è tanto per lasciarti capire in che modo, nel mio caso è stata vinta la vergogna fin da subito. Per il discorso emozione dunque è anche questa una cosa da vincere e secondo me la vittoria si può ottenere essenzialmente in 2 modi. Il primo metodo, quello più difficile a parer mio è quello di autoconvincimento psicologico; mi spiego meglio. Se tuo figlio si sente preparato ed i pezzi per il 5° vengono come dovrebbero, deve convincersi che non ha nulla da temere e che al massimo, in quanto privatista potrà essere messo sotto torchio per qualche stupidaggine ma che questo non comporterà in nessun modo la sua bocciatura, casomai un abbassamento di voto, oltretutto bisogna essere consci del fatto che l'emozione non può che far peggiorare le cose e quindi farti suonare "peggio" di come suoni a casa proprio perchè perdi concentrazione ed invece di focalizzare la tua attenzione sul brano cominci a pensare con il cervello a cose del tipo: "Oddio che succederà se sbaglio ?", questo ti fa entrare in un vortice per il quale a forza di pensarci subentra la paura, la paura fa tremare le mani e quindi alla fine si commette l'errore nella migliore delle ipotesi e ci si ferma nella peggiore. Quindi il procedimento mentale è il seguente: Ho studiato -> Non ho nulla da temere -> Farò del mio meglio -> Mi godo il mio esame. Mi soffermo un momento su questo ultimo passaggio: "mi godo l'esame".
Agli esami ci si va per suonare, poco importa se davanti a te ci sia una commissione di 3, 4, 5, 10, 1000 maestri, tu sei lì con il pianoforte, nel momento in cui cominci siete solo tu e lui ! Mi rivolgo a tuo figlio: "Pensa alla musica, vivila per il piacere di vivere e suonala per il piacere di suonare, non pensare all'esame ! L'esame è secondario di primario c'è la musica e basta".
Il secondo metodo invece è quello che io chiamo di "Rompi faccia" ehehe.
Fai suonare tuo figlio il più possibile davanti a persone, più sono meglio è, più l'atmosfera è tesa e meglio romperà la faccia.
Io ricordo ancora quando feci il primo saggio di pianoforte, il cuore mi andava a 1000 ! Ma a forza di fare saggi, concorsi, esami e concerti, ormai non ci si pensa più. Certo un briciolo di emozione prima dell'inizio c'è sempre ma deve sparire quando ti metti seduto davanti al pianoforte.
Mi rendo conto che il tempo stringe quindi se posso permettermi ti consiglio di mettere in pratica questi 2 "metodi" se così vogliamo chiamarli, con me hanno funzionato, parla con tuo figlio e mettilo in una condizione di serenità, digli che nel caso non lo passasse non succederebbe nulla (il che è perfettamente vero) e che nel momento in cui poserà le sue mani sul pianoforte all'esame ci saranno solo lui ed il pianoforte. Il pianoforte deve essere vissuto e devi trattarlo e sentirlo come se fosse l'unico tuo vero amico che ti capisce, che ti entra dentro e riesce a tirar fuori tutte le cose più nascoste dentro di te, nel cervello e nel cuore, che la parola non potrebbe mai far uscire perchè non è abbastanza forte quanto la musica.
Aggiungo un'ultima postilla a quest'ultimo concetto. Gli stessi filosofi si sono battuti per far riconoscere la musica come "arte suprema", in effetti, religioni, ateismo o credenze a parte, la musica secondo me, avvicina veramente a qualcosa di superiore, chiamiamolo Dio, chiamiamolo Universo, chiamiamolo Allah.
Spero di esserti stato utile, per qualsiasi domanda siamo qui, non esitare a domandarci.
Un saluto,