Ho sentito questo detto: "Due errori di fila sono già una nuova idea", non so se esiste, se l'ho riportato giusto e chi l'abbia coniato.
Cosa mi dite?
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Ho sentito questo detto: "Due errori di fila sono già una nuova idea", non so se esiste, se l'ho riportato giusto e chi l'abbia coniato.
Cosa mi dite?
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Io penso che nel jazz il termine "errore" debba essere sostituito con "limite Dell'esecutore". Ogni nota può andare bene se suonata con convinzione e con un'idea di base più o meno concreta.
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fjazz ha scritto:
Io penso che nel jazz il termine "errore" debba essere sostituito con "limite Dell'esecutore". Ogni nota può andare bene se suonata con convinzione e con un'idea di base più o meno concreta.
Ok, ma se è un "errore" o un "limite", come può esserci dietro un'idea di base?
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Mi spiego meglio: l'errore è il limite dell'esecutore in quanto non sa "sfruttare" la nota che ha appena suonato e pensa appunto che tale nota sia sbagliata.
Chi ha veramente la padronanza dell'improvvisazone può suonare qualsiasi nota in qualsiasi momento, in quanto da quella nota, nascerà un'idea e una frase da sviluppare
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Relativamente all'idea di base, personalmente mi capita, durante un solo, di suonare note o accordi che non centrano nulla con l'armonia del brano e vedere appunto se nasce qualcosa di interessante; ecco, molte volte rimpiango di averlo fatto!! 😉
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Fjazz, siamo sicuri che il concetto da te espresso vale solo per il jazz?
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AbateFaria ha scritto:
Fjazz, siamo sicuri che il concetto da te espresso vale solo per il jazz?
Bella domanda la tua, così su due piedi posso dire che tale concetto può essere applicato dove c'è improvvisazione. Al contrario, non può essere applicato dove c'è un'esecuzione, ad esempio di un brano classico.
Te che ne pensi?
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Avevo postato qui un PDF relativamente all'improvvisazione:
http://www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/1040-improvvisazione-come-scelta-di-vita/
In realtà non è un esclusiva solo del Jazz.
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Dagli errori si rimediano le cose più inaspettate, un compositore dovrebbe saperlo. Non dico sia l'unica fonte, ma capita che sbagliando qualcosa si ottenga un particolare che ci attrae e condiziona la composizione, perchè lo facciamo diventare elemento costruttivo.
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"sbagliando si crea"
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allora conosco un sacco di creativi 🙂
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"sbagliando si crea"....scusate ma è una deformazione professionale! (faccio il prof di musica alle medie)
e la teoria che ho citato, mi pare faccia direttamente riferimento al grande Gianni Rodari.
Rodari, certo, è stato uno scrittore, un grande scrittore, secondo me nel senso più ampio del termine.
E trovo che la Sua Bibbia, "La Grammatica Della Fantasia" (testo in cui, se non ricordo male, si parla appunto
dell'errore creativo) abbia molta più attinenza con la musica che con la letteratura.
è un testo che suggerisco a tutti gli amici del forum, in particolare ai compositori e, soprattutto agli improvvisatori.
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Grazie per la segnalazione Scala Quaranta...non mancherò di procurarmelo 😃