Tecnologia del pianoforte

Due suoni a confronto

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Pianoaccordatore

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Risposta 21 di Fra

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Io volevo che mi parlassi un pó del pink noise 🙂

Amministratore

Risposta 22 di Thesimon

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Aspetta un attimo, se sei ingegnere elettronico e sai già queste cose perché non ne parli tu ? Che stiamo facendo l'interrogazione tra professore ed alunno ?

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Risposta 23 di Fra

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Non è così, scrivi meglio tu!

Ritengo che siano tutte cose interessanti per chi legge e ne parlerei volentieri, ma sono troppo pigro per scrivere ...

Mi interessa invece isolare qualche concetto che ben si applica alla vita del pianoforte, ovvero quello di timbro o composizione armonica, come hai ben spiegato tu e quello di filtro passa-basso, che è in grado di escludere componenti in alta frequenza, paradossalmente quelle che all'orecchio dei più non piacciono.

Timbro perché negli anni si modifica, decade con l'invecchiento dell'acciaio, del rame.... Filtro perché anche la tavola armonica invecchia, diventa sempre meno elastica rendendo il timbro più povero...

Decadenza del pianoforte.

Non mi spiego perché oggi si voglia ammazzare un pianoforte nuovo prima del tempo, con le punture indiscriminate alla testa dei Martelli 🙂

E mi rifaccio ai due verticali ascoltati!

Facciamo un gioco, registrazione scarsa, vicinissima ai Martelli, pianoforte scordato! Qualcuno sa inquadrare la tipologia, l'epoca etc?

Senza poter vedere è bellissimo.

🙂

http://yourlisten.com/channel/content/16961405/prova5

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Risposta 24 di sisifo1987

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castellammare di stabia

Ciao Simone, complimenti per l'intervento.

Un passaggio nel tuo primo intervento non l'ho capito. Mi serve una mano per seguirti.

Tu dici: "Analizziamo la correlazione di fase per vedere come la codifica in Joint Stereo abbia agito sulla spazialità", cosa intend...cosa è la spazialitài??

Leggendo mi è venuta voglia di provare a fare una analisi e cercare di interpretare i risultati. Ti posso chiedere in dettaglio gli strumenti che hai utilizzato o altri che si potrebbero utilizzare?

Grazie mille!! 😃

Amministratore

Risposta 25 di Thesimon

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Il Joint Stereo viene usato quando due canali di un file stereo si assomigliano molto. Le alte frequenze meno differenziabili vengono appaiate in un unico canale mentre le basse frequenze che risentono molto di più dei disallineamenti tra canali vengono divisi in due canali. Il concetto dello spazio nell'audio è la capacità del nostro cervello di interpretare da che parte viene un suono. Tipicamente se abbiamo due casse di fronte a noi, una a destra una a sinistra rivolte verso la nostra testa che occupa la posizione del fuoco (intersezione delle perpendicolari passanti per il centro dei coni), che emettono lo stesso segnale alla stessa intensità il nostro cervello interpreta un suono che proviene virtualmente dal centro. Se alziamo di più una cassa rispetto ad un'altra, ad esempio alziamo il volume della destra, chiudendo gli occhi ci sembrerà che la sorgente sonora dal centro si sta spostando verso destra. Un altro fattore importante nel determinare la spazialità è la fase dei due segnali. In caso di segnali complessi (che contengono tantissime frequenze nell'insieme continuo) la spazialità è data dalla differenziazione in fase del primo canale rispetto al secondo. Ci aiuta a capire questa cosa il correlatore di fase che è uno strumento che calcola il coseno ottenuto dalla somma degli angoli nello stesso istante di due segnali. Capiamo da subito quindi che il correlatore di fase avrà un range di valori da -1 a +1. Se la differenza di fase tra il segnale del canale A rispetto a B è di 0° (non c'è sfasamento) il coseno è 1. Se rimane piantato su 1 per tutto il file audio allora siamo nel caso di un segnale mono sdoppiato su due canali, proprio quello che era successo all'audio del video che abbiamo analizzato, se il valore oscilla tra 0 e 1 stiamo ancora bene perché significa che c'è buona spazialità, in particolare a 90° il coseno è proprio 0. Quando si scende a valori inferiori allo 0 la cosa è preoccupante e dobbiamo provvedere perché si va in quel fenomeno che si chiama cancellazione di fase. Finché l'ascolto resta stereo non c'è più problema ma quando l'ascolto è mono la risultante è la somma dei canali, ma se i canali si muovono verso la controfase, per estremizzare diciamo che il correlatore di fase segna -1, significa che su un ascolto mono noi non sentiremo assolutamente nulla perché il segnale del canale A sommandosi al canale B si è cancellato (due segnali uguali e periodici sfasati di 180° si cancellano). Ecco l'importanza del correlatore di fase.

L'altro plugin che ho utilizzato fa lo studio in frequenza. Praticamente realizza la serie di Fourier a real time, è un FFT (Spettroscopio).

Amministratore

Risposta 26 di Thesimon

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Fra ha scritto:

Ritengo che siano tutte cose interessanti per chi legge e ne parlerei volentieri, ma sono troppo pigro per scrivere ...

Lo so che sono cose interessanti per chi legge. A me non è tanta la voglia di scrivere che mi manca quanto il tempo ! 😉

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Risposta 27 di camy86

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C***o Simò e Fra! Braviiii!

Mi avete rispolverato concetti studiati sulla FFT che mi ero scordato. Purtroppo penso che però non siano argomentazioni capibili da tutti: infatti qualche passaggio mi è sfuggito qua e là. La mia formazione meccanica sulla FFT è sullo studio del segnale delle vibrazioni delle strutture. Cosa consigliereste come libri per approfondimento di questi argomenti? O meglio, voi dove li avete imparati e/o studiati?

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Risposta 28 di micamahler

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"Se alziamo di più una cassa rispetto ad un'altra, ad esempio alziamo il volume della destra, chiudendo gli occhi ci sembrerà che la sorgente sonora dal centro si sta spostando verso destra. "

la sensazione di spostamento è lineare con l'aumentare del volume?

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Risposta 29 di Thesimon

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L'aumento del volume è già una cosa non lineare rispetto ai dB SPL. Se abbiamo un apparato che produce una pressione sonora di x dB, aggiungendo un apparato audio della stessa potenza non abbiamo 2x dB, abbiamo un incremento di soli 3 dB. Se ne aggiungo ancora uno ottengo meno di 3 dB perché ne dovrei aggiungere 2 (2*2=4) e proseguendo... 8, 16, 32, 64, 128 impianti della stessa potenza per ottenere ogni volta soli 3 dB in più.

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Risposta 30 di micamahler

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Questo lo sapevo... Ma ragionando in db , se raddoppio i db mi domandavo se la sensazione di spostamento fosse pari all'aumento dei db.

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Risposta 32 di Thesimon

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Infatti non lo è... L'ho detto prima. Noi siamo abituati a ritenere lineari le nostre sensazioni. Se andiamo a misurare fisicamente, quando a noi ci "sembra" il doppio della potenza abbiamo aggiunto 3 dB. Pertanto in questo caso se si aggiungessero 3 dB ad un solo lato, il contributo per noi sarebbe doppio su un lato di conseguenza il suono ci sembrerebbe uscire non più al centro (1/2) ma alla 3/4 nel lato in cui abbiamo incrementato il sound pressure level.

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Risposta 33 di micamahler

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Partendo dal presupposto che uno sappia che per raddoppiare il volume bisogni aumentare di 3 db allora la sensazione di spostamento diviene lineare con questo aumento di volume. Chiaro che se uno ragiona solo a sensazioni anche lo shepard tone è infinito...

Mi domandavo se l'orecchio fosse in grado di percepire in percentuale quanto si sposta il suono da una parte piuttosto che dall'altra e da quel che dici tu mi sembra proprio che sia così. Ti ringrazio per la risposta!

Ma immaginando un ipotetico ascoltatore non disposto al centro fra le due casse ma davanti (poniamo) alla cassa B formando quindi un triangolo rettangolo fra casse e ascoltatore... quanto dovrei incrementare il volume della cassa A(l'altra) per dare l'idea di una simmetrica stereofonia?

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Risposta 35 di Thesimon

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micamahler ha scritto:

Partendo dal presupposto che uno sappia che per raddoppiare il volume bisogni aumentare di 3 db allora la sensazione di spostamento diviene lineare con questo aumento di volume. Chiaro che se uno ragiona solo a sensazioni anche lo shepard tone è infinito...

Mi domandavo se l'orecchio fosse in grado di percepire in percentuale quanto si sposta il suono da una parte piuttosto che dall'altra e da quel che dici tu mi sembra proprio che sia così. Ti ringrazio per la risposta!

Ma immaginando un ipotetico ascoltatore non disposto al centro fra le due casse ma davanti (poniamo) alla cassa B formando quindi un triangolo rettangolo fra casse e ascoltatore... quanto dovrei incrementare il volume della cassa A(l'altra) per dare l'idea di una simmetrica stereofonia?

Bé ragionando a sensazioni, lo Shepard tone non è affatto infinito. Dopo 4 o 5 volte ci si rende conto che è composto da due suoni che variano le loro ampiezze in relazione alla frequenza a cui si trovano. E quindi dopo 4 o 5 volte che si ascolta il loop si capisce il trucco e si riesce a percepire i due suoni. Le sensazioni spesso vanno molto bene a braccetto (unità di misure a parte) con la realtà fisica quindi non dobbiamo mai sottovalutare quello che percepiamo, perché nel 90% dei casi ci indirizza verso la soluzione del problema. Nel restante 10% c'è quella banda in cui l'orecchio per motivazioni fisiche (come la risonanza del condotto uditivo per esempio) viene eluso.

Nel caso particolare del posizionamento delle casse, come hai posto te, il discorso è veramente lungo e complesso. Ora non ho il tempo materiale di risponderti come si deve. Appena posso lo faccio. Purtroppo la cosa è lunga perché devo postare qualche figura per spiegarlo dignitosamente.

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Risposta 36 di micamahler

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Era per dire, la sensazione che ti dà è ingannevole, chiaro che poi te ne rendi conto che non è infinito, come il palo del barbiere e tutti gli altri trucchetti...

Grazie in anticipo per la risposta che verrà!

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Risposta 38 di sisifo1987

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castellammare di stabia

L'ho scoperta leggendo un libro e mi stava venendo un colpo!

Hai mai visto quegli esempi di illusione ottica, tipo la scala infinita di Escher? bene la scala di shepard è un illusione paragonabile solo che è di tipo uditiva.

Consiste in una scala ascendente o discendente che non finisce mai, o almeno si ha la percezione che è così.

Il nostro apparato uditivo viene fatto fesso XD

Per bene il modo con cui viene costruita non mi è chiarissimo ma se la scala è ascendente, man mano che si sale con le note, il volume si abbassano e vengono rimpiazzate da note con frequenza dell'ottava precedente.

Ti consiglio di ascoltare di Gyorgy Ligeti "la scala del diavolo" dove il compositore ha sfruttato quest'effetto.

Ciau 😉

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Risposta 39 di lory

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Credo di aver capito bene il senso ma non capisco bene come potrebbe realizzarsi un effetto del genere.

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