Dico Meno male perché il legame tra Pino Daniele e Napoli è forte. Questo è innegabile. E tutto ciò che va a rompere questo legame lo trovo una cosa davvero brutta. Anche se ciò avviene nella tutela e nel rispetto del diritto di famiglia e di quanto concesso dalla legge.
Sul fatto che ognuno dovrebbe avere i funerali che desidera, non sono d’accordo. O meglio: sono d'accordo con molte riserve.
Ad esempio: il mio funerale, è una cosa in cui non devo mettere troppo il becco. E questo lo penso sia a livello di “gentili richieste”, sia di pretese legalmente approvabili.
Esempio 1. Desidero che mi venga fatta una bara d’oro massiccio spessa 20 mm, oppure avere il Monteverdi Choir che canta alle esequie (purtroppo i miei famigliari non se lo possono permettere, e loro sarebbero i “cattivi” che non rispettano le mie volontà)
Esempio 2. Potrei, in vita, avere fatto molto male a una persona già defunta, e desiderare, per qualche mia idea, di venire seppellito vicino a questa (peccato che quei “cattivi” dei famigliari di quella persona non siano d’accordo)
Esempio 3. Potrei desiderare di venire cremato e disperso al vento. A differenza degli altri due esempi sopra questo è abbastanza usuale. Inoltre farei risparmiare ai famigliari tutto ciò che concerne le spese cimiteriali.
Ma anche in questo caso ritengo che siano loro a giudicare ciò che è meglio… per loro.
Se quando morirò le persone che allora avrò più vicine (famigliari-discendenti?... può darsi. Molto probabile. Ma non necessariamente loro), se queste persone vorranno una tomba su cui portare fiori e pensieri (per un loro legittimo culto dei morti), vorrei che si sentissero libere – nel rispetto della legge e nel pieno delle loro facoltà mentali – di fare ciò che più le fa star bene. Anche se io avrei desiderato venire cremato.
Però una persona di chiara fama e meriti, come Pino Daniele, non appartiene (brutta parola) solo alla sua famiglia. Per questo riterrei giusto, nel rispetto dei sentimenti di quella collettività di persone che lo hanno sentito parte di loro e che, in questo caso, sono ragionevolmente e simbolicamente identificate nella Città di Napoli, che questa «corrispondenza d’amorosi sensi» non sia frustrata e spezzata.
Nemmeno se è un principio – ingiusta e obsoleto – a prevederlo.
Cioè il principio (e le leggi derivate) per cui riguardo a un defunto, per quanto concerne funerali e post mortem, siano sempre e comunque prioritarie le volontà dei congiunti di sangue - anche lontani e lontanissimi - rispetto a quelle degli affetti.