Se non erro Busoni diceva che l'interprete non deve emozionarsi, altrimenti il controllo tecnico risulta imperfetto ... e quando manca quello probabilmente è la rovina. Immagino che molti non saranno stati e non sono d'accordo.
Voi cosa ne pensate?
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Membro
Membro
Se non erro Busoni diceva che l'interprete non deve emozionarsi, altrimenti il controllo tecnico risulta imperfetto ... e quando manca quello probabilmente è la rovina. Immagino che molti non saranno stati e non sono d'accordo.
Voi cosa ne pensate?
Membro
Posso comprendere quello che penso abbia voluto intendere: il non emozionarsi comporta sicuramente un maggior controllo, una maggiore concentrazione, un minor dispendio di energie; però dipende dal lavoro che l'interprete deve eseguire, c'è musica e musica, e molta di questa se eseguita con trasporto rende di più, e viene percepita in tal modo.
Amministratore
Emozionarsi e far emozionare mantenendo il controllo... In medium stat virtus !
Membro
Dal mio punto di vista l'ultimo che può permettersi di emozionarsi veramente è l'interprete...l'emozione "piena" è un privilegio del pubblico 🙂
Membro
Suonare una nota sbagliata è insignificante, suonare senza passione è imperdonabile!
Membro
Bianca ha scritto:
Suonare una nota sbagliata è insignificante, suonare senza passione è imperdonabile!
E' vero, però io trovo fastidiosi anche gli errori di "battitura"... 🙁
Amministratore
Ho ascoltato alcuni live di Horowitz dove ce ne erano parecchi di questi "errori di battitura" ma il risultato finale era magistrale... gli errori si fanno, c'è poco da dire...