Nella 'Guida all'ascolto 1' della Terza di Maher disponibile su flaminioonline a proposito dell'ultimo movimento vi si legge:
VI. Lento. Molto tranquillo ma intenso. L'opera si conclude, secondo celebri esempi, con un adagio in cui l'ansia di interiorità si risolve in una devota, avviluppata scrittura contrappuntistica, sul genere del Preludio all'atto III dei Maestri cantori; ma il Wagner che trapela di più è naturalmente quello del Parsifal i cui volitivi salti di quarta ascendente strutturano anche il nostro finale, destinato, secondo le parole di Mahler, a simboleggiare "la sommità, il più alto livello dal quale si può ammirare il mondo". Solo che codesti epiloghi in cielo, o dialoghi con Dio Padre, riescono davvero bene solo a gente come Dante, Bach, Goethe o Beethoven; nobile, teso all'ascesa il Mahler che conclude la Terza; lo ascoltiamo con una mano sul cuore a capo chino; ma ogni tanto vorremmo guardare più in basso, fosse mai rimasto in circolazione qualche vispo angioletto di prima, e poi, ancor più in giù, qualche cucù saputello, qualche corno di postiglione fuori ordinanza.
http://www.flaminioonline.it/Guide/Mahler/Mahler-Sinfonia3.html
[ Epilogo in cielo: musica in cui echeggia un superiore e pacificato distacco dalle passioni, dal mondo, e dalla pesantezza del vivere. E deve essere un movimento finale, o la parte finale, di un'opera; altrimenti non è un 'epilogo' ]
Ora, con tutta la stima e la simpatia per Pestelli . . .
1) Cosa avrebbe - o cosa non avrebbe - questo finale della Terza di Mahler, per non essere riuscito davvero bene come epilogo in cielo?
2) Lasciando stare Dante e Goethe (preferirei parlare, anzitutto, di musica) quali sarebbero fulgidi esempi di epiloghi in cielo nell'opera di Bach e Beethoven?
Se proprio devo provare a rispondermi da solo, riguardo alla domanda 2 devo ammettere che, per quel che riguarda Bach, ho una conoscenza molto lacunosa delle cantate; l'opera di Beethoven invece la conosco molto bene. E dunque gli unici epiloghi in cielo beethoveniani potrebbero essere il Finale della Pastorale e della Sonata op.111. Ma è la prima domanda quella che mi interessa di più.
Sarebbe bello chiederlo a Pestelli, se si potesse.
Ma voi che ne pensate in proposito?