Secondo me il discorso è più complesso. Cercherò di argomentare sinceramente e apertamente ( spero anche chiaramente) la mia opinione. Io credo innanzi tutto che ognuno di noi può essere al tempo stesso maestro e allievo. Risparmio l'approfondimento di tale concetto.
Il Diploma e gli "esami" di Conservatorio non devono essere intesi come punto di arrivo, ma come punto di partenza. Tuttavia sono prove, obiettivi ecc. che ci obbligano ad intravedere un traguardo e superare uno step. Può essere vero che non sempre sostenere esami faccia crescere, come può essere vero che invece siano un toccasana. Il prima, il durante e il dopo il Diploma è governato dalla nostra disponibilità ad ascoltare e far proprie le esperienze e le conoscenze di altri musicisti. Nella mia modesta vita musicale e di "discontinuo insegnante" ho incontrato diverse tipologie di allievi o di altri musicisti che mi hanno chiesto una opinione tecnico-musicale( Questo quando mi sono trovato in posizione di maestro e non di allievo).
Alcuni si abbandonano per un periodo all'insegnamento e prendono per unica strada quello che il docente suggerisce, o meglio, quello che il docente suggerisce di non fare. Alcuni con "tempi propri" fanno più o meno "proprie" certe nozioni e le interiorizzano. Alcuni altri fanno magari un po' di fatica nel comunicare e quindi nell'apprendere in profondità i suggerimenti del maestro. Alcuni altri, di indubbia intelligenza e capacità, ascoltano, filtrano, selezionano le "informazioni" e o coscientemente o inconsciamente concludono che, in fondo, quello che loro pensano è più giusto. Insomma tra una netta divisione di chi può avere Maestri e chi non ha e non ha mai avuto Maestri, c'è anche una tipologia di Musicisti che , con umiltà, si guarda intorno.
Da allievo, ho incontrato, in età giovanile, diversi Maestri che dicevano cose che non erano "nelle mie corde", ma poi, dovetti constatare che ...le "mie corde" erano ancora troppo poche e..corte per poter vibrare in risonanza con quei concetti.
Quindi, al di là del fatto che il discorso andrebbe approfondito, sviluppato,dibattuto, quoto la frase di Fabio: " Sarebbe bello trovare nuovamente un buon maestro....". Invito anche a rileggere il pensiero di Horowitz , postato da Frank. Mi piace molto
P.S.Per la pittura e per il disegno ( magari per quest'ultimo di meno) il discorso è diverso. Io posso trovarmi di fronte ad un paesaggio e "interpretarlo" , in sintesi, con due o tre macchie di colore.E ciò può essere giudicato estroso, personale ed eccellente nella "libera interpretazione".Nell'esecuzione di una ballata di Chopin e di un capriccio di Paganini bisogna, invece, rispettare certe regole, anche se flessibili, e certe abilità che permettono la buona rappresentazione dell'opera.