Terrò presente. Anche se la cosa è del tutto personale. Si possono dare delle indicazioni di massima, ma solo il Maestro che segue l'allievo può suggerire il giusto approccio e/o la proporzione dei tempi dedicati a questo o quello studio.
Diciamo che prendedo un manuale di tecnica pianistica( direi il Rossomandi, così bene diviso in fascicoli) , si può affrontare ogni singolo capitoletto, non ripetendolo e basta, ma cercando di capire a quali gesti pianistici si riferisce. Ad es. Oggi studiamo il trillo. Si cercherà di interiorizzare il movimento che sulla mano è necessario compiere. Studiare il 323232 poi 313131 ...il 535353...ec.c.. interiorizzando e assimilando il movimento e che cosa ci sia di errato, nel nostro, che non ce lo fa eseguire correttamente. Direi che questo studio può occupare una metà del tempo a disposizione all'inizio per poi scendere ad un terzo.
Nelle sedute di studio bisogna studiare anche una scala. All'inizio si alternerà una scala con i diesis a una con i bemolli. Questo deve essere di ausilio per fissare mentalmente le tonalità. Oltre che tecnicamente ( iniziare dal moto contrario e poi moto parallelo) devono prima essere intese mentalmente. Ci si mette davanti alla tastiera e si enuncia ad alta voce il nome dela scala, le alterazioni, la sensibile e le dita con le quali inizia e prosegue. Presenti al passaggio del pollice!( che presto sarà trasformato in "spostamento") La si può anche suonare a mani separate. Quando si è pronti, dopo lo studio mentale, si esegue la scala di un fiato ( o moto contrario o parallelo) senza interruzioni, valutando solo dopo gli incidenti occorsi nel percorso di concentrazione. Naturalmente lo studio si deve iniziare prima per una ottava , poi per due e/o per quattro. Questo deve occupare una parte del tempo dedicato allo studio e alla riflessione tecnica.
Poi Bach e Clementi. Naturalmente, se lezioni a settimana sono due, si può insistere su uno dei due autori a settimane alterne. Questo può occupare un buon terzo del tempo a disposizione.
Il tempo rimanente può essere dedicato ad un Autore a piacere scegliendo nelle raccolte "il mio primo......"
Questo potrebbe essere uno dei tanti schemi di studio iniziale. E' evidente che il Maestro, insostituibile figura, consiglierà le "giuste dosi". Anche perchè molto dipende dai tempi di apprendimento e dai progressi tecnici e musicali. Ognuno ha i suoi tempi, anche se dobbiamo a volte essere stupiti da particolari capacità di "assimilazione". Un mio amico pianista Polacco sostituì un altro pianista improvvisamente indisposto che doveva suonare il primo di Listz. ....."Per fortuna" ebbe la proposta alle due del pomeriggio!!!!. Alle nove della sera...avete capito bene..alle 21,00 ha suonato il concerto in pubblico.!!!!! E' un fatto vero!!! Per essere più vicino a noi, un giorno, Simone, venne a casa mia per farmi ascoltare, come usavamo spesso, alcune parti del suo ottavo anno, preparato arditamente e unitamente al diploma. Si trattava di uno studio di Mocheles, che eseguì veramente ad una ottima velocità e pulizia. " ...Lo credo bene- disse- l'ho studiato tutta la notte!!!" Incredibile!!!!!