Siete divertenti!!!!!!Hahahaha!!!! Naturalmente il video di Cortot è un po' Liberty......Il suo fantastico approccio alla musica romantica, oggetto di riflessione anche su alcuni suoi bellissimi libri, è modernamente , con rispetto parlando,un po' decadente. Belle le osservazioni di Nancy sulla comunicazione non verbale, alla quale la nostra Musica appartiene. Che l'interpretazione debba muovere dalla "chiarezza comunicativa" non c'è dubbio e su ciò, credo, siamo tutti d'accordo. E' comunque difficile e, come sostiene sempre la nostra amica, ci vuole tempo di assimilazione, di studio...o semplicemente tempo. Io credo, provare per credere, che la maturazione del pezzo avvenga anche in parte col passare del tempo, anche in assenza di studio. Cambia anche la nostra maturazione e ogni esperienza musicale ci apre nuove prospettive. Aver suonato ad esempio in pubblico un programma nuovo ci rende una grande esperienza, esperienza che, messa a dormire per qualche tempo, ci restituirà, alla ripresa di studio di quei pezzi, nuovi modi di intendere. Il pezzo insomma , per dirla alla francese, ci entra "par coeur".....Chissà se sono riuscito ad essere chiaro nella comunicazione? 😉
M° sei sempre chiarissimo...
suonare non è solo tecnica e fisicità, ma dal momento in cui coinvolge tutta l'emotività della persona risente tantissimo della maturità raggiunta ed inoltre dello stato d'animo che si ha in quel periodo addirittura in quel momento.... e secondo me è una delle forme di comunicazione più complesse e complete!!!!
"complesse e complete"....Mi piace!Io aggiungerei...piu' semplici e più complesse al tempo stesso. "meno fai e più fai" potrebbe essere un punto di arrivo ( non certo fisso e definitivo). Cioè, ci accorgiamo che la naturalezza e la perdita delle tensioni governano il nostro apparato muscolare-pianistico. Non mi stanco di consigliare la lettura di Monique Dechausses :"l'homme e le piano". Piccolo libro che tratta proprio di questo. Purtroppo è in francese....ma....cara Nancy, ricordando i consigli dell'Etnomusicologo Sorce Keller, che ho già raccontato, conviene avventurarsi nella nuova lingua, anche senza conoscerla. La conoscenza degli argomenti trattati aiuterà a comprendere....senza tradurre alla lettera (comunque un piccolo dizionario accanto, magari tecnico, ci può aiutare)
N
nancy
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Risposta 23 di nancy
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pianoexpert ha scritto:
"complesse e complete"....Mi piace!Io aggiungerei...piu' semplici e più complesse al tempo stesso. "meno fai e più fai" potrebbe essere un punto di arrivo ( non certo fisso e definitivo). Cioè, ci accorgiamo che la naturalezza e la perdita delle tensioni governano il nostro apparato muscolare-pianistico
Sacrosante parole!! Mi succede spesso di iniziare l'esecuzione di un pezzo (quando non è ancora pronto) con un carico di tensione tale che il suono risulta stridente e schiacciato e il fraseggio dispnoico! Solo concentrandomi e ridimensionando la percezione delle difficoltà reali senza enfatizzarle torna la naturalezza necessaria.....pensarla semplice per farla semplice!!
Grazie per l'indicazione, proverò a leggerlo sicuramente....dizionario incollato alle dita!!!
In accordo completo Paolo. Lo stesso brano suonato benissimo da un bambino di 8 anni diviene diversissimo suonato a 20 anni e poi a 40 è così via. L'intendere la musica è strettamente legato all'intendere la vita..
Ogni brano non è mai lo stesso. Proprio come il nostro umore ed il nostro cuore.
Per il preludio di Chopin e per schuman dirò poi ....ora sono di fretta...
Ciao.
S
stefano
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Risposta 26 di stefano
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Bravissimo Giovanni, molto bello il preludio. Per Schumann forse è come dice il M° Ferrarelli, ha bisogno di tempo e di maturazione, in ogni caso complimenti.
G
giovannip
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Risposta 27 di giovannip
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Scusami Stefano arrivo tremendamente in ritardo sulla risposta .Ti ringrazio per i complimemti ,sono contento che ti sia piaciuto il preludio,un tuo commento come anche quello degli amici del forum mi aiuta a crescere e a migliorarmi.
Solo che trovo sempre un ostacolo ogni volta che ho maturato un pezzo; ad un certo punto acquisisco una tale facilità nell'eseguirlo che inizio a disimpararlo...come dire ..mi permetto cose che prima non facevo.
Mi hanno sempre detto di rimetterlo a lento e metronomo ma non è facile.
Mi piacerebbe rimetter su i preludi di Chopin che studiai anni fa.
Si Chopin mi è piaciuto ...il pezzo c'è. Però mi manca tantissimo il soprano nella destra.
Alla quinta battuta tutto cambia ed il suono è più mite e di ricordo ( quasi un raccoglimento ,,speculare con le prime quattro battute che invece si dimostrano affermative ed incisive....quasi l'imposizione della morte sulla fragile nostra esistenza) ed in questo momento il mignolo gioca un ruolo importantissimo...il mi b per intendersi e poi re do etc...devono fare capolino dalle altre dita della destra ( magari cercando di mettere più peso sul mignolo) e questo anche nelle altre quattro battute dove indica pianissimo per la riesposizione del tema ( dalla 9a battuta alla 13a). Qui sarebbe bello avere da Paolo o da Simone una dritta se utilizzare ( una corda nel pianoforte dalla 5a batt alla fine oppure modulando sulle ultime battute incrementando il volume , o ancora suonare piano la prima parte del piano per poi mettere una corda solo nella parte del pianissimo....che bel brano questo!!, incredibile la 12a battuta dove in modo così naturale la melodia prende una piega di ribellione alla morte...una sorta di piccolo crescendo ...quasi una rivincita che in qualche modo ci ricorda l'immortalità del nostro spirito..
Molto difficile anche legarlo il soprano.
Grande pezzo. Veramente bella scelta...non so se rimangano o meno nel tuo spirito ma è magnifico anche il n4 è il 6.