condivido questa mia opera per pianoforte dedicata a San Francesco composta nel 2026 per la celebrazione dell'ottavo centenario (800 anni) dalla morte di San Francesco d'Assisi (3 ottobre 1226).
Interessante composizione. Mi chiedo se l'autore abbia previsto una diteggiatura specifica per certi passaggi o se sia lasciata all'interprete.
Il fraseggio sembra richiamare atmosfere meditative, ma non conosco l'opera. Grazie per la condivisione.
No Maurizio, solitamente non indico diteggiatura se non in passaggi particolarmente intricati che richiederebbero troppo tempo all'interprete per cercare una diteggiatura funzionale. Invece solitamente sono molto preciso sulle indicazioni relative alla dinamica, all'agogica e ai fraseggi, che suggeriscono il tipo sonorità desiderata.
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AJPiano
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Risposta 4 di AJPiano
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Buongiorno,
grazie per la precisazione... Mi chiedo però se l'assenza di diteggiature possa generare ansia nell'interprete, dato che il repertorio moderno è spesso poco standardizzato; cosa suggerisce l'insegnante in questi casi? :)
La diteggiatura è personale e può dipendere da tanti fattori, non di meno la fisiologia della mano. Se la scrittura musicale è dettagliata, può risultare controproducente indicarla. Se per "standardizzato" intendi la prassi esecutiva, oggi parzialmente vero ma come inserisci la diteggiatura in questo discorso? Intendo, se la scrittura musicale è chiara, l'esecutore troverà la diteggiatura più adatta a lui e a rendere "giustizia" a quel determinato passaggio musicale nella sua idea interpretativa (filologica o altro)
A
albertoSonata
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Risposta 6 di albertoSonata
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Capisco la logica, ma per chi riprende dopo una pausa come me, l'assenza di suggerimenti crea subito un po' di ansia iniziale. Di solito mi affido alle indicazioni dinamiche per orientare il movimento, sperando che basti a trovare la giusta direzione senza troppe incertezze.