Ciao a tutti, avrei bisogno di alcune dritte per quanto riguarda lo studio di brani veloci. Io sto studiando prevalentemente piano jazz, e negli ultimi mesi mi sono dedicato anche allo studio dei noti preludi di bach del clavicembalo ben temperato e anche dei notturni non tanto complicati, ma veloci, di autori contemporani.
Il "problema" è che faccio fatica a gestirli dato che ho in ballo i preludi 2,3,5 a circa 80 bpm abbastanza puliti e gli altri 3/4 notturni che hanno circa velocità uguali.
Io ora come ora ne faccio girare un paio al giorno mezz'ora per ciascuno, prima a metronomo e poi libero ma vedo che faccio comunque fatica ad aumentare le velocitá.
Voi cosa mi consigliereste, sono troppi i brani in ballo? E se nel caso ne leggessi altri li dovrò quindi considerare solo come letture e non studi, fino a quando non avrò terminato con questi?
Grazie per la vostra pazienza
G
gianni22
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Risposta 2 di gianni22
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In attesa che ti risponda qualcuno, magari trovi qualche spunto in questa discussione che avevo aperto tempo addietro
Il "problema" è che faccio fatica a gestirli dato che ho in ballo i preludi 2,3,5 a circa 80 bpm abbastanza puliti e gli altri 3/4 notturni che hanno circa velocità uguali.
Ne fai una quesitone di tempo o di affaticamento?
arcatoto ha scritto:
Io ora come ora ne faccio girare un paio al giorno mezz'ora per ciascuno, prima a metronomo e poi libero ma vedo che faccio comunque fatica ad aumentare le velocitá.
Le varianti ritmiche per tale scopo sono una manna, anche studiare a mani separate (o voci separate per le fughe di Bach) ti toglie tanti problemi e ti permette di raggiungere per le singole mani velocità più alte, si spera di più di quanto possa servire..
arcatoto ha scritto:
Voi cosa mi consigliereste, sono troppi i brani in ballo? E se nel caso ne leggessi altri li dovrò quindi considerare solo come letture e non studi, fino a quando non avrò terminato con questi?
A me hanno insegnato che si impara di più da poco fatto bene che da tanto fatto male, prendi una bella varietà di brani. Che ne so, 1 notturno di Chopin, un Preludio e fuga di Bach e un brano di un altro autore e li porti a livello.
Quando questi funzionano integri i successivi…facendo dopo il lavoro di mantenimento portandoli a maturità.
A livello stress fisico sembra tutto ok a queste velocità,è solo che non riesco a farli perfetti, alcuni punti (non sempre gli stessi) li sporco, però sento che tecnicamente la velocità di studio è giusta,quindi sembra più qualcosa a livello di memoria/concentrazione. Ovviamente in primis devo dimezzare i brani come anche da voi consigliato.
Grazie per le risposte
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ttw
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Risposta 5 di ttw
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Occhio a non studiare gli errori 🙂
A volte serve anche lo studio a rallentatore per fissare meglio cosa fare poi in velocità.
Infatti oggi ho provato a lavorare nel seguente modo sul preludio 3: esecuzione molto lenta (con occhi chiusi per visualizzare meglio mentalmente le note ed aug la concentrazione), poi velocità da studio con metronomo (sui 50 bpm su un tempo composto), ed infine esecuzione del brano libero, seguendo l'orecchio interno, ovviamente mi soffermo ogni qual volta si presenta l'errore. Durata dllo studio 40 min circa. Vediamo tra qualche settimana come evolveranno i 3 brani selezionati
T
ttw
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Risposta 7 di ttw
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Solo una precisazione perchè ritengo che sia importante: rallentata e non lenta. Può sembrare uguale, ma potrebbe esserci una sostanziale differenza..:.
Il mio modesto suggerimento è quello di adottare l'esecuzione con "fermata" sull'unità di tempo. Si può eseguire ad una certa velocità, controllando perfettamente ciò che avviene tra una fermata e l'altra. La "fermata" avviene sull'unità di tempo. Ma può avvenire anche ad ogni inizio battuta. Due sono percorsi: 1) suonare rapidamente ripetendo, ripartendo, la nota o le note del punto di arrivo (fermata con ripetizione) 2) suonare rapidamente non ripetendo la nota o le note del punto di arrivo ( fermata senza ripetizione). Massima concentrazione. La fermata può durare a piacere. L'importante è che, quando si riparte, non ci si fermi per nessuna ragione sino al punto di arrivo. Solo dopo si valuteranno le imprecisioni. L'ascolto diviene più analitico e i gesti tecnici saranno quelli che si devono usare in velocità. In breve tempo, lavorando per frasi con pazienza, si potrà eseguire in velocità frammenti sempre più lunghi. Inoltre evitare di marcare troppo gli accenti, valorizzando, invece, energicamente, ciò che viene suonato tra un accento e il successivo.
Vorrei anche suggerire, nell' aspirare ad una esecuzione veloce, di diminuire le accentuazioni. Uno stesso pezzo in 4/4, eseguito in 2, alla stessa velocità metronometica, sembrerà più veloce. Abituarsi, anche ad una "preliminare" moderata velocità, a pensare le accentuazioni come se si eseguisse velocemente. Ecco che, anche moderatamente, un 3/4 che dovrà esere "presto", dovrà essere pensato in 1!!
Per quello che mi riguarda, con questo metodo, proveniente dagli insegnamenti tramandati dalla Scuola di Carlo Zecchi, ho ottenuto ottimi e rapidi risultati
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lory
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Risposta 9 di lory
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Non ho mai provato questa soluzione, ci proverò. Stavo pensando che non ho mai visto qui sul forum nessuna sua esecuzione, eccetto i video sulla tecnica pianistica che però non possiamo ritenere vere e proprie esecuzioni. Mi è venuta in mente questa cosa perché ho letto tantissimi consigli e visto tantissimi consigli sui video ma non ho mai visto poi come lei applica questi principi in una vera esecuzione. Non ci sono suoi video anche su youtube che vorrebbe condividere ?
Non ho video, ma ho qualche incisione amatoriale. Non amo registrare in video i miei concerti( attualmente piuttosto diratati nel tempo). Comunque, tutti i suggerimenti e le opinioni provengono da esperienze vissute. Anche nei miei pochi video, anche se a frasi, i pezzi sono eseguiti( vedi primo e secono tempo della sonata K330 di Mozart)La sonata a 4 mani che ho inciso con Simone Renzi, invece è integrale. Forse sono più intento ad individuare le soluzioni tecniche. Attualmente non ho molto tempo per riportare ad esecuzione diversi pezzi studiati in passato. Inoltre per diversi anni mi sono dedicato al Teatro, esperienza ora terminata. Nel contempo, ricordo di aver accompagnato molto i cantanti. Interessante esperienza. Insomma esperienze non solo da esecutore solista.
E' giusto verificare in esecuzione se ciò che si dice è vero. Tutto può essere vero e tutto può essere falso. Qui mi interessa aprire un fronte di discussione. Mi interessa poco esibirmi. Credo sia utile scambiare, dico scambiare, opinioni sulle proprie esperienze. Tutto è e deve essere opinabile. Comunque penso di aver ben capito dal simpatico tono, che le tue parole vorrebbero dire: "va beh, ma io non t'ho mai visto suonare!!!!" D'accordo. allora metterò delle incisioni su nastro che feci dal vivo( nessuna correzione), in concerto,un po' di anni fa sulla Wanderer di Schubert e sulle Estampes di Debussy, forse anche su una Appassionata di Beethoven. Quelle mi piacciono.Chiedo pazienza perchè mi devo far vergognosamente aiutare a postare gli Audio........
P.S:Ah,ah, forse potrei avere un vergognoso video amatoriale girato da uno spettatore su alcuni pezzi, tra cui la danza del fuoco, del mio ultimo concerto.... Lo recupererò.....
A proposito, mi piacerebbe vedere e/o sentire qualcosa di tuo . Ciao
La tecnica di esecuzione con fermata sta dando i suoi risultati, affiancata anche da uno studio piu attento dei singoli movimenti tecnici del brano, isolandoli e volecizzandoli progressivamente.
Inoltre il mio maestro mi consigliava gli studi del Cramer, dato che ho intenzione di approfondire l'aspetto tecnico (cosa che credo sia d'obbligo x tutti), e data l'etá non giovanissima (24 anni) penso che sia la cosa piu efficace
Anche io amo il Cramer. Anzi preferisco quotidianamente fare 5 studi di Cramer, 5 del Berens 5 di Bach e 5 di Chopin piuttosto che gli studi di Czerny.
Gli esercizi di Czerny mi fanno venire mal di testa. 🙁