L'affaire Scelsi mi turba sempre moltissimo. La lettura dei commenti al sito di Mauro Graziani è stata un calvario, soprattutto perché nessuno, da nessuna delle due "parti", ha parlato davvero delle composizioni oggetto del contendere, del risultato sonoro, delle ragioni del loro successo e apprezzamento.
La filologia musicale sfocia spesso in alte questioni filosofiche su cosa sia un'opera musicale, cosa sia un autore, di chi siano le responsabilità autoriali di una partitura etc. Di rado queste questioni vengono risolte con gli interventi a gamba tesa, più spesso si cerca di allargare le definizioni, renderle inclusive, in modo tale da capire tutti i possibili mondi musicali, senza istituire moralismi, regole non scritte, ostracismi.
Alcune domande senza risposta, che possono dare spunti di riflessione a chi vuole riflettere:
John Cage ha scritto 4' 33''?
Duchamp ha scolpito "Fontana"?
Ascoltando un'esecuzione di "Composition 1960 #10" di LaMonte Young si riesce a dare la responsabilità autoriale di quel pezzo a LaMonte Young? (Vi risparmio la ricerca: la partitura di "Composition 1960 #10" è costituita dalla frase "Draw a straight line and follow it").
In una mano ho il White Album dei Beatles e nell'altra mano ho lo spartito con le trascrizioni di quell'album, che mi permetterebbero di suonarlo e cantarlo con la mia cover band: qual è il testo originale del White Album, l'album o lo spartito che riporta le note suonate?
... Chi ha scritto l'Iliade e l'Odissea?
In merito alle composizioni attribuite a Scelsi, quali sono stati i ruoli creativi di Scelsi e dei trascrittori? Ci sono implicazioni etiche così forti? Le composizioni attribuite a Scelsi sono apprezzate per l'idea di fondo o per la realizzazione pratica? E' possibile, appunto, stabilire questa distinzione, tra idea di fondo e realizzazione pratica, e dare ai diversi elementi importanza estetica diversa?
Ripeto, non ci sono risposte univoche.