Se il tuo pianoforte è "moderno" e quindi ha tasti con copertura in resina, confrontandomi anche con altri tecnici, consiglio il Vetril con ammoniaca passato ovviamente non direttamente sui tasti ma sul panno.
. . . l'accordatura perfetta esiste caro Gianfranco, il problema è che suonando 4 ore al giorno, l'accordatura "perfetta" durerà solo pochi giorni, non perchè il tuo tecnico è incompetente ma bensi la ripetuta percussione dei martelli sulle corde provoca su quest'ultime un rilassamento non uniforme. Quindi in casi come il tuo, o si accorda davvero spesso per tenere sempre l'accordatura perfetta oppure si deve essere tolleranti e accettare un pianoforte che inesorabilmente tende a scordarsi.
Tardo a rispondere e mi scuso. Comunque concordo con Pianoaccordatore. Diciamo che un pianoforte ben accordato e che non presenti problemi di tenuta di accordatura si scorda gradualmente e uniformemente. E' molto importante come l'accordatore muove e stabilizza le caviglie. Concordo sui tempi. Anche tempi lunghi dovrebbero soddisfare il Musicista se lo strumento si "muove" uniformemente. Il mio "non solo" stava a significare che è necessario controllare anche l'intonazione dei martelli, possibilmente senza intervenire troppo "a fondo", modificando troppo la timbrica generale. Altra attenzione si deve porre ovviamente alle brusche variazioni di temperatura e soprattutto di umidità relativa. Queste contribuiscono a "scordare" e a modificare, se considerevoli, l'intonazione dei martelli. Ad esempio, martelli che abbiano assorbito molta umidità nell'ambiente possono modificare molto il suono. Una leggera stiratura con ferro caldo può rimuovere questa umidità eccessiva e ridonare ai martelli stessi quella fisiologica elasticità di un tempo. E' comunque un intervento che deve essere eseguito con cautela e solo se necessario. Insomma, poi ci siamo noi....oggi il nostro pianoforte è sordo...oggi il mio pianoforte è aspro....Una giornata molto piovosa può farci innervosire ....due ore nel traffico possono aver messo a dura prova il nostro orecchio...ecc. Quindi il suono pianistico e musicale in genere fa i conti con la messa a punto del nostro strumento, ma anche con le condizioni di ambiente e con le nostre condizioni psicoacustiche. Suggerisco di riposare e chiudere gli occhi in silenzio per 15 minuti prima di avvicinarsi allo strumento e studiare. Il giorno dopo ripetere l'esperimento senza questo piccolo periodo di "meditazione". Credo ci sarà differenza nella percezione del suono.Che ne pensate?
P
Pianoaccordatore
Risposta 23 di Pianoaccordatore
Sono d'accordo Paolo.
Credo che la Musica nasca dal silenzio e nel silenzio faccia ritorno, quindi anche nell'ascolto del nostro caro amico pianoforte spesso trascuriamo sfumature timbriche e sonore.