Accordatura

Il Mio Pianoforte è Scordato ?

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Risposta 21 di Gianfranc0

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ॐ

Pianoaccordatore ha scritto:

Se il tuo pianoforte è "moderno" e quindi ha tasti con copertura in resina, confrontandomi anche con altri tecnici, consiglio il Vetril con ammoniaca passato ovviamente non direttamente sui tasti ma sul panno.

. . . l'accordatura perfetta esiste caro Gianfranco, il problema è che suonando 4 ore al giorno, l'accordatura "perfetta" durerà solo pochi giorni, non perchè il tuo tecnico è incompetente ma bensi la ripetuta percussione dei martelli sulle corde provoca su quest'ultime un rilassamento non uniforme. Quindi in casi come il tuo, o si accorda davvero spesso per tenere sempre l'accordatura perfetta oppure si deve essere tolleranti e accettare un pianoforte che inesorabilmente tende a scordarsi.

Grazie mille, sei molto gentile.

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Risposta 22 di pianoexpert

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rocca di papa

Tardo a rispondere e mi scuso. Comunque concordo con Pianoaccordatore. Diciamo che un pianoforte ben accordato e che non presenti problemi di tenuta di accordatura si scorda gradualmente e uniformemente. E' molto importante come l'accordatore muove e stabilizza le caviglie. Concordo sui tempi. Anche tempi lunghi dovrebbero soddisfare il Musicista se lo strumento si "muove" uniformemente. Il mio "non solo" stava a significare che è necessario controllare anche l'intonazione dei martelli, possibilmente senza intervenire troppo "a fondo", modificando troppo la timbrica generale. Altra attenzione si deve porre ovviamente alle brusche variazioni di temperatura e soprattutto di umidità relativa. Queste contribuiscono a "scordare" e a modificare, se considerevoli, l'intonazione dei martelli. Ad esempio, martelli che abbiano assorbito molta umidità nell'ambiente possono modificare molto il suono. Una leggera stiratura con ferro caldo può rimuovere questa umidità eccessiva e ridonare ai martelli stessi quella fisiologica elasticità di un tempo. E' comunque un intervento che deve essere eseguito con cautela e solo se necessario. Insomma, poi ci siamo noi....oggi il nostro pianoforte è sordo...oggi il mio pianoforte è aspro....Una giornata molto piovosa può farci innervosire ....due ore nel traffico possono aver messo a dura prova il nostro orecchio...ecc. Quindi il suono pianistico e musicale in genere fa i conti con la messa a punto del nostro strumento, ma anche con le condizioni di ambiente e con le nostre condizioni psicoacustiche. Suggerisco di riposare e chiudere gli occhi in silenzio per 15 minuti prima di avvicinarsi allo strumento e studiare. Il giorno dopo ripetere l'esperimento senza questo piccolo periodo di "meditazione". Credo ci sarà differenza nella percezione del suono.Che ne pensate?

Risposta 23 di Pianoaccordatore

Sono d'accordo Paolo.

Credo che la Musica nasca dal silenzio e nel silenzio faccia ritorno, quindi anche nell'ascolto del nostro caro amico pianoforte spesso trascuriamo sfumature timbriche e sonore.

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