Tutti sappiamo che il punto di valore aumenta la nota di metà del suo valore,
Ogni punto di valore aggiuntivo aggiunge la metà del valore del precedente.
Adesso, fatta salva questa nozione teorica, a parte nel libro dei compiti di Pozzoli, ci sono brani che fanno uso della grafia a più punti? A me sembra di non averne mai incontrati, perchè esiste una nozione teorica senza un riscontro pratico nel repertorio?
ennesima conferma che i valori non sono "assoluti", e che la nostra teoria musicale fa acqua... la scrittura musicale deriva sempre da stili esecutivi e andrebbe interpretata alla luce della prassi
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Marta23
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Risposta 12 di Marta23
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Vale ha scritto:
Lo spiega bene Carl Philip Emanuel, figlio di Bach. Tutti i punti semplici erano doppi nel barocco. Vanno eseguiti doppi! 🙂
Leggendo, però mi sono posto qualche dubbio. Nella musica barocca, i gruppetti come il basso continuo erano a discrezione dell'esecutore (che diventava improvvisatore). Non è che questa cosa sia applicabile anche ai punti di valore?
Il punto di norma va fatto doppio. Poi cmq il barocco è il barocco quindi l'interprete ha le sue libertà, nei limiti dello stile. Come ho già scritto sopra: esistono i trattati di clavicembalo che lo spiegano. Primo tra tutti quello di Carl Philip Emanuel (Saggio di metodo sulla tastiera), così come ci sono molti altri trattati che lo spiegano. C'è una ricerca FILOLOGICA, non è mica una fantasia
Interessante! Ho capito il senso. Ho visto in una breve ricerca su internet che il libro nominato da Vale in cui Carl prevedeva anche di saper variare (quindi improvvisare) i pezzi scelti da eseguire oltre alla lettura interpretativa tecnico-musicale. Mi sa che sarà uno dei miei prossimi acquisti.
Vale, secondo lei, perché varrebbe la pena possederlo?
Per i trattati, a parte quello di CPE Bach (citato fra le righe da "Vale") composto da 2 volumi dei quali il secondo molto interessante perchè tratta il Basso Continuo , si può approfondire molto della prassi esecutiva barocca (compresi gli abbellimenti, altro argomento spinoso) anche i trattati di Türk, Telemann e Mattheson.
Chi è particolarmente masochista (manca lo smile con il sorriso sadico, eh eh) c'è anche quello del musicologo klotz Hans.
ennesima conferma che i valori non sono "assoluti", e che la nostra teoria musicale fa acqua... la scrittura musicale deriva sempre da stili esecutivi e andrebbe interpretata alla luce della prassi
Sono l'unico che non ha capito? Veramente non ho capito 😟