Didattica

... Il Solfeggio Serve?

30 risposte 8.166 visite

Avviata da

Giove

Membro

Amministratore

Risposta 21 di Thesimon

Messaggi
4.504
Città
Ariccia, RM

A me non dispiacevano, ma non alzo la mano perchè non posso dire che fossero divertenti !

Moderatore

Risposta 22 di Frank

Messaggi
3.838
Città
-

Carlos ha scritto:

D'accordo. Fermo restando il concetto che, comunque, non può essere tutto sempre e comunque divertente e che un po' di «sbattimento» è necessario, nella musica come in qualsiasi disciplina che si voglia affrontare seriamente... sennò passa il messaggio che «o mi diverto o il maestro non capisce una cippa», ma non è detto: imparare a suddividere una settimina non è affatto divertente %5CDOCUME%7E1%5Cw13690%5CLOCALS%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_image002.gifsoprattutto per un bambino, ma lo si deve imparare

Carlos, era un iperbole ...però tendenzialmente sono convinto che fatto cento le materie teoriche, per un buon 70...80% ci si può divertire, se non proprio sbellciarsi dal ridere almeno provare una certa soddisfazione e piacere; diverso da noia e sensazione di inutilità del “mezzo”. Altriementi non saremmo qui a parlarne.

Carlos ha scritto:

... le scale e gli arpeggi li abbiamo fatti tutti, no? Alzi la mano chi pensa che fossero divertenti... %5CDOCUME%7E1%5Cw13690%5CLOCALS%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_image003.gifnessuno? Hmm... che strano! %5CDOCUME%7E1%5Cw13690%5CLOCALS%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_image005.gif

Diciamo che oltre ad averli fatti... li ho dovuti pure portare ad un esame (come te del resto) … e tu sai bene che i pianisti non lo facevano (ma giustamente devono studiarli). Adesso non so.

Ti assicuro che io mi suonavo arpeggiando i vari giri armonici e mi divertivo abbastanza, sarò masochista …. Certo che si prendi l’hanon o il Mannino e ti metti li a leggere nota per nota ripetendoti come un mantra dalla mattina alla sera: “cosa lo faccio a fare” e con il maestro che ti da corda perché non ha voglia …

(Oggi mi sento retorico, l’arpeggio è una metafora, sostituiamo la parola solfeggio)

… capisci che la musica cambia?

Moderatore

Risposta 23 di Frank

Messaggi
3.838
Città
-

Carlos ha scritto:

imparare a suddividere una settimina non è affatto divertente

...mi è affiorato un ricordo a proposito delle parole che spesso venivano utilizzate per cercare di memorizzare la scansione ritmica...al posto del celibidache ( 😃) di turno per la quintina "por-ca-put-xx-na", per la settimina "por-ca-put-xx-xx-vac-ca"...

Non proprio adatto ai bambini ma certi adolescenti ci andavano a nozze 😵

Ok, ho scritto la stupidata della giornata 🙁

Moderatore

Risposta 24 di thallo

Messaggi
1.170
Città
Crema

io la parola migliore che conosco per la quintina è "psicopatico", perchè regge anche se la pensi solo con l'accento sulla prima ...

comunque, io adoravo il solfeggio 🙂 l'ho sempre vissuto come un cruciverba, mi portavo sempre i metodi in bagno...

l'ho iniziato a studiare nella banda musicale del mio paese, quindi con lo scopo preciso di suonare. Ho iniziato a suonare a 13-14 anni e ho fatto l'esame di solfeggio a 17, preparandolo in 3 mesi. Tutto tardi rispetto alla media di un pianista, probabilmente

Membro

Risposta 25 di Natan

Messaggi
239

thallo ha scritto:

mi portavo sempre i metodi in bagno...

Non ti è uscita molto bene, non vorrei che qualcuno pensi che li portavi per stimolare l'atto cacatorio 😃

Scherzi a parte, anche io avevo questo vizio (di andare in bagno con il passatempo eheheh) e incastrare i gruppi irregolari era come risolvere un sudoku...ma che scuola state facendo?

Amministratore

Risposta 26 di Thesimon

Messaggi
4.504
Città
Ariccia, RM

thallo ha scritto:

io la parola migliore che conosco per la quintina è "psicopatico", perchè regge anche se la pensi solo con l'accento sulla prima ...

comunque, io adoravo il solfeggio 🙂 l'ho sempre vissuto come un cruciverba, mi portavo sempre i metodi in bagno...

l'ho iniziato a studiare nella banda musicale del mio paese, quindi con lo scopo preciso di suonare. Ho iniziato a suonare a 13-14 anni e ho fatto l'esame di solfeggio a 17, preparandolo in 3 mesi. Tutto tardi rispetto alla media di un pianista, probabilmente

Natan ha scritto:

Non ti è uscita molto bene, non vorrei che qualcuno pensi che li portavi per stimolare l'atto cacatorio 😃

Scherzi a parte, anche io avevo questo vizio (di andare in bagno con il passatempo eheheh) e incastrare i gruppi irregolari era come risolvere un sudoku...ma che scuola state facendo?

Ahahah non ci crederete ma anche io mi portavo sempre il Ciriaco al bagno... Erano proprio dei solfeggi di... 😃

Membro

Risposta 27 di Carlos

Messaggi
759

thallo ha scritto:

io la parola migliore che conosco per la quintina è "psicopatico", perchè regge anche se la pensi solo con l'accento sulla prima...

Abbiamo parole di 5 sillabe con accento sulla penultima, ovvero piane (quasi tutte, ad es. torrefaziòne), poche, magari qualche nome proprio, con l'accento sulla terzultima, ovvero sdrucciole (come ad es. psicopàtico). La quintina, nella sua forma originaria, è caratterizzata dall'assenza di accentuazione interna al gruppo irregolare (salvo, logicamente, diversa indicazione del compositore in un particolare momento musicale, ma è un altro paio di maniche), ergo non c'è nessuna parola che possa essere utilizzata per imparare la quintina: è un errore, perché perpetua l'insana abitudine di pronunciare la quintina come se fosse, in realtà, terzina più duina (Ce-li-bi/dà-che) o duina più terzina (psi-co/pà-ti-co). La realtà è che per imparare a dire la quintina nel modo corretto si dovrebbero utilizzare, semmai, due parole di tre sillabe ciascuna, ma una tronca e l'altra piana (di modo che la terza sillaba della prima e la prima sillaba della seconda siano ugualmente brevi e la metà delle altre), e collocate, come dev'essere, una nel movimento in battere, l'altra nel movimento in levare: la difficoltà della quintina è proprio quella: suddividerla in modo che il levare "cada" esattamente a metà del terzo suono. Ad es. verità - balèna: pronunciandole nel modo corretto si compone una quintina dove il terzo suono è perfettamente suddiviso (VE - RI - Tà/Ba - LE - NA) e, una volta che si sia imparato a pronunciare così, si può eliminare la prima sillaba della seconda parola e si saprà dire una quintina perfettamente collocata in un movimento suddiviso (VE - RI - Tà/[...] - LE - NA).

Scusa Thallo 😉 non ce l'ho con te (e nemmeno con gli psicopatici), ma vedo troppa gente che non sa pronunciare né a voce né con lo strumento un ritmo pulito che sia uno: per me è una questione talmente importante che non perdo occasione per portare avanti la mia «crociata». 🙂

Moderatore

Risposta 28 di thallo

Messaggi
1.170
Città
Crema

Perchè dici che la quintina non ha accenti? Uno ce lo dovrebbe avere, l'accento sulla prima nota

Membro

Risposta 29 di Carlos

Messaggi
759

thallo ha scritto:

Perchè dici che la quintina non ha accenti? Uno ce lo dovrebbe avere, l'accento sulla prima nota

Ti perdono perché hai la febbre 😉 io ho scritto che la quintina, nella sua forma originaria, è caratterizzata dall'assenza di accentuazione interna al gruppo irregolare, ovvero che nessuno dei suoni (a parte il primo, come in qualsiasi altro gruppo di note, dalla duina in avanti) deve essere accentuato, pertanto nessuna parola (almeno della nostra lingua) si può usare per esemplificarla. 🙂

Moderatore

Risposta 30 di thallo

Messaggi
1.170
Città
Crema

ok :-) l'aggettivo "interno" può essere frainteso... non è che la prima nota sia "esterna" ;-) sulle parole italiane sono d'accordo, infatti parlando di "psicopatico" ho detto che mi sembra una parola che "regge" un'immaginaria accentuazione solo sulla prima sillaba (che poi è il discorso che hai spiegato meglio tu)

Moderatore

Risposta 31 di pianoexpert

Messaggi
3.876
Città
rocca di papa

Che bella discussione! Arrivo in ritardo.

Quoto il concetto che si deve tenere sempre presente il raccordo con la realtà. Un insegnante di teoria e solfeggio deve proporre esempi ed ascolti per stimolare l'allievo a capire l'importanza del ritmo. Meglio fare qualcosa in meno, rispetto ai programmi, piuttosto che annoiare l'allievo, che potrebbe addirittura allontanarsi dalla Musica! A me, da ragazzo, è successo. Un giorno mio padre mi regalò un 45 giri di Rubinstein che suonava due polacche di Chopin. Io già suonavo "ad orecchio" il vecchio pianoforte di famiglia. Riuscii a riprodurre a modo mio la polaccha "militare", quella in la maggiore. Mia madre decise di farmi ascoltare da una pianista concertista che viveva nel nostro quartiere. Io avevo appena "decodificato" ad orecchio il secondo notturno dell'op. 9 e lo suonai. Il fatto è che il nostro pianoforte era mezzo tono sotto e io suonai il notturno tutto mezzo tono sopra. La pianista si stupì di questo mio trasporto di "lettura", ma quando scoprì che di "lettura" non si parlava affatto, cambiò colore. Disse che era impossible.

L'episodio non si fermò là. Decisero di mettermi sotto col SOLFEGGIO. Io passai dalla gioia della Musica alla "prigione" del noioso studio. Smisi di toccare lo strumento per un lungo periodo. Ero annoiato e deluso di scoprire che nella Musica c'era solo arida teoria....ma quello era ciò che l'insegnante mi faceva vedere. Fu un trauma. Solo più tardi capii e incontrai persone che mi fecro riavvicinare al pianoforte.

La musica è una gioia e una immensa esperienza. E' evidente che esiste una visione "in abisso" degli approfondimenti e....non si finisce mai di imparare e di scoprire. L'importante è che questo approfondimento, dal più elementare al più avanzato, avvenga al momento giusto e nel modo giusto. Un buon insegnante può condurre piano piano il proprio allievo a spasso per mano "sull'Imalaya". La gioia e il "naturale impegno" non devono mancare. Quindi invoco l'esempio e l'ascolto parallelamente allo studio della Teoria e Solfeggio e condivido un metodo che si preoccupi di fissare bene "in mente", anche con esempi figurati, gli argomenti fondamentali come tonalità, tempi semplici e composti, accentuazioni ecc. Buon Solfeggio!!!

Accedi per partecipare