Musica Classica

Il Temperamento C.ha.s

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Trade1

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Non so se conoscete il modello C.ha.s.; io lo scopro solo oggi.

Sembra che la validità di questo temperamento sia confermata dai referees del G.R.I.M. (Gruppo di Ricerca Insegnamento/scriptpprendimento delle Matematiche - Università Degli Studi di Palermo) che hanno pubblicato il modello Chas in due lingue.

Alcuni riferimenti (italiano e inglese):

UN NUOVO MODELLO INTERPRETATIVO

DI ALCUNI FENOMENI ACUSTICI:

IL SISTEMA FORMALE CIRCOLARE ARMONICO

(CIRCULAR HARMONIC SYSTEM – C.HA.S.)

http://math.unipa.it/~grim/Quaderno19_Capurso_09.pdf

A NEW MODEL OF INTERPRETATION OF SOME ACOUSTIC

PHENOMENA

CIRCULAR HARMONIC SYSTEM – C.HA.S.

http://math.unipa.it/~grim/Quaderno19_Capurso_09_engl.pdf

Che ne pensate?

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Risposta 5 di Thesimon

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Ariccia, RM

Ettore ricarica il file se ne sei provvisto oppure aggiorna il link che non è più valido.

Io invece avevo sentito parlare di accordatura aurea A332 Hz. Voglio leggermi un libro che parla di questo argomento, ma mi sa tanto di esoterismo e basta.

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Risposta 8 di Zedef

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Leggo che la differenza tra il La equabile e quella C.Ha.S è:

La4: 880-880.23 (ricordo che il Sib equabile è 932.33, quindi 0.23 Hz su 52.33)

La5: 1760-1760.93 (Sib=1864.66; 0.93 su 104.66)

La6: 3520-3522.80 (Sib=3729.31; 2.80 su 209.31).

Ricordando che ogni pianoforte appena dopo essere stato accordato è già scordato (e quindi ascoltare gli esempi di cui sopra non porta assolutamente alcun dato alla causa visto che ascoltiamo sempre pianoforti diversi), mi pare che la differenza sia risibile anche a livello di armoniche acute.. mi piacerebbe sapere l'opinione di un accordatore riguardo all'aggiustamento di intonazione (fatto ad orecchio) nelle ottave acute (e anche nelle gravi).

Sul La a 432 Hz c'è una ricca letteratura che si scontra, purtroppo, con la storia del diapason che è variato di centinaia di Hz a seconda del luogo e delle epoche.

Se poi leggi

<< Sappiamo che la musica è “informazione”, la quantità di dati sonori, creati a 432HZ, non si perdono tra le molecole dei gas ,presenti nell’aria, che trasportano il suono ( perché compatibile con la loro struttura molecolare) cosa che invece accade suonando a 440Hz.

Ascoltare, suonare e cantare musica, armonizzati alla frequenza del “Diapason Scientifico” a 432 Hz, dona beneficio all’intero pianeta e a chi lo abita.

Ascoltare, suonare, cantare musica con il “diapason disarmonico a440Hz” provoca >>

allora dobbiamo per forza passare al 432, per il bene dell'umanità. ( http://www.inavigatori.it/navigatori/varie/musica_a_432hz_060709.htm )

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Risposta 9 di Thesimon

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Ariccia, RM

Il La 432 l'ho letto su un libro che è un mezzo incrocio tra genere esoterico - pseudoscientifico - musicale. Si parlava di accordatura aurea basata sul La 432. Ma bohh, non so quanto queste cose siano fondate. Solitamente in questo genere di libri non mi sono mai trovato fino in fondo, secondo me alcune cose sono solamente delle combinazioni casuali...

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Risposta 10 di giovannip

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Cosa ci sia di scentifico non lo so comunque sia Giuseppe Verdi nel 1884 scrisse una lettera indirizzata alla Commissione musicale del governo italiano in cui chiese di ufficializzare l'utilizzo del corista (diapason) a 432 Hz e scrivendo al riguardo la frase: "per esigenze matematiche", ottenne un decreto legge che normalizzava il diapason ad un LA di 432 oscillazioni al secondo. Verdi, Mozart e altri musicisti accordavano la loro orchestra a 432 Hz.

La stessa opinione di Verdi la espressero i fisici Sauver, Meerens, Savart e gli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi con un decreto che fu approvato all'unanimità al congresso dei musicisti del 1881 (diapason scientifico).

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Risposta 11 di Zedef

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.

I diapason (intesi come frequenza di riferimento), almeno fino a inizio '800, erano gli organi delle chiese visto che buona parte del repertorio (opera a parte) veniva eseguito lì e riaccordare un organo di volta in volta non è certo operazione semplice, per cui troviamo LA che stanno 1 tono e passa sotto (vedi Napoli), altri che stanno più di mezzo tono sopra (vedi Venezia). Ricordo una diatriba sull'Haendel sacro in cui le parti vocali sono acutissime e oggi con strumenti moderni sono di difficile esecuzione per il coro (sarebbe bastato sapere che il La di Haendel era attorno a 392 ovvero circa 1 tono sotto al La attuale: il coro, specie i soprani, avrebbe\avrebbero ringraziato).

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Risposta 12 di alfcap

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Saluto Tutti.

Avrò piacere di poter far luce sugli aspetti che possano risultare oscuri.

È opportuno precisare che il Temperamento Armonico Chas (leggi Ciàs) non tratta la frequenza del nostro La4 e discutere qui la "convenzione" odierna (440 Hz) ci porterebbe fuori argomento.

Zedef: ..."...Ricordando che ogni pianoforte appena dopo essere stato accordato È già scordato (e quindi ascoltare gli esempi di cui sopra non porta assolutamente alcun dato alla causa visto che ascoltiamo sempre pianoforti diversi), mi pare che la differenza sia risibile anche a livello di armoniche acute.."...

Gli esempi di accordatura Chas sono stati sollecitati da più parti, nell'idea che la prova d'ascolto possa valere più di tante parole.

Così ho messo in rete cinque registrazioni che oggi trovate qui:

http://chas.it/index.php?option=com_content&view=article&id=64&Itemid=44&lang=en

Zedef, forse volevi dire che la differenza È trascurabile... e sul piano "pratico" È forse il caso di fare dei distinguo tra l'ascoltatore casuale e quello educato/esigente da una parte, e dall'altra ciò che può tornare utile a chi fa l'accordatore (come me).

Da "ascoltatore" ho condotto questa ricerca puntando semplicemente ad una "intonazione" bella e giusta; nel tempo ho poi compreso che piccole variazioni di frequenza possono modificare sensibilmente la voce e la risonanza di qualsiasi strumento. Come accordatore ho inteso risolvere non poche approssimazioni che, nella pratica, riguardano l'accordatura della prima ottava (quella centrale), il suo allargamento verso gli acuti e i bassi e rilevanti fattori di stabilità.

Sul piano teorico il modello Chas È frutto di un approccio "diverso" alla definizione delle frequenze di scala, come È possibile leggere nelle sezioni 2.0 e 3.0 della pubblicazione.

Propongo un banale ascolto giusto per prendere qualche misura, sentite anche Voi qualcosa di... strano?

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Risposta 13 di Trade1

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...abbiamo fra noi il buon Capurso? 😃

Mi fiondo ad ascoltare 😉

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Risposta 14 di micamahler

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Val Maira

Sappiamo che la musica è “informazione”, la quantità di dati sonori, creati a 432HZ, non si perdono tra le molecole dei gas ,presenti nell’aria, che trasportano il suono ( perché compatibile con la loro struttura molecolare) cosa che invece accade suonando a 440Hz.

Perchè?

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Risposta 15 di Zedef

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micamahler ha scritto:

Sappiamo che la musica è “informazione”, la quantità di dati sonori, creati a 432HZ, non si perdono tra le molecole dei gas ,presenti nell’aria, che trasportano il suono ( perché compatibile con la loro struttura molecolare) cosa che invece accade suonando a 440Hz.

Perchè?

Appunto.. ero ironico.

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Ci sono pareri sull'arpa e sugli altri ascolti?

Perché se un sistema di accordatura li accomunasse, io non lo colgo. A me l'arpa sembra semplicemente scordata.

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Risposta 16 di Lestofante

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Io chiedo, visto che mi sembra di capire che fra gli iscritti al forum, c'è pure chi ha messo a punto questo nuovo sistema di accordatura: a quale esigenza risponde?

Qualcosa sul tempteramento equabile me lo sono studiato, temo di essermi perso qualcosa in generale...

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Risposta 17 di alfcap

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Zedef: "Ci sono pareri sull'arpa e sugli altri ascolti? Perché se un sistema di accordatura li accomunasse, io non lo colgo. A me l'arpa sembra semplicemente scordata."

Si, anche a me quell'arpa sembra semplicemente scordata. Il fatto di poter dire - in più d'uno - che "qualcosa sembra stonato" rappresenta forse il presupposto della mia ricerca.

Vuoi iniziare tu a dare un parere su gli altri ascolti?

Lestofante: …"visto che mi sembra di capire che fra gli iscritti al forum, c'è pure chi ha messo a punto questo nuovo sistema di accordatura: a quale esigenza risponde?"

Beh, in parte l'ho anticipato nel post precedente. Il temperamento armonico Chas in generale tratta proprio l'intonazione della scala semitonale; poi succede pure che alcuni dogma vengano abbattuti, ad esempio quello teorico dell'ottava "pura", o della quinta calante, o che nella pratica ci si debba accontentare di un "compromesso". E per chi ne sa un po', vi era anche una millenaria questione di fondo, l'apparente impossibilità di combinare nella stessa scala i numeri primi 2, 3, 5 riferibili alla serie armonica.

Da dove vogliamo iniziare?

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Risposta 18 di Lestofante

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alfcap ha scritto:

Da dove vogliamo iniziare?

Facciamo un bel ripasso? Io non sono esperto come voi. Raccontiamo il punto di partenza e i risultati del CHAS in realzione ai problemi che ha dovuto (o voluto) risolvere.

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Risposta 19 di alfcap

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Lestofante ha scritto:

Facciamo un bel ripasso? Io non sono esperto come voi. Raccontiamo il punto di partenza e i risultati del CHAS in realzione ai problemi che ha dovuto (o voluto) risolvere.

Il "punto di partenza" è stato dovere/volere accordare un pianoforte e poterlo sentire perfettamente intonato.

All'inizio mi fu detto: quarte crescenti, quinte calanti, ottave pure. Di li a qualche tempo mi accorsi che non vi era modo di dividere i 12 semitoni in modo soddisfacente e così misi in discussione il modello teorico di riferimento, il cosiddetto Temperamento Equabile.

La questione di fondo nasce da un semplice fatto: non è possibile ordinare in scala delle frequenze (leggi numeri) che siano contemporaneamente multipli o sottomultipli di numeri primi, come il 3 e il 5. Questi numeri, insieme al 2 e ai suoi multipli, si traggono direttamente dalle lunghezze di una corda vibrante, infatti a metà corda (1/2) troviamo l'armonico di ottava, a 1/3 quello di 12ma, a 1/4 la doppia ottava, a 1/5 quello di 17ma, ecc.

La questione divenne un problema quando si fissarono due presupposti teorici che, nel tempo, hanno segnato lo studio e l'evoluzione dei temperamenti: il primo, che il modulo da "temperare" potesse comprendere solo 12 semitoni; il secondo, che si dovesse preservare la consonanza di intervalli "puri", quelli derivanti da rapporti tra numeri interi piccoli, come 2:1 per l'ottava, 3:2 per la quinta, 5:4 per la terza e così via. Da qui, tagliando e ritagliando i rapporti tra le singole frequenze di scala, si è cercata nei secoli la forma di temperamento che potesse meglio (o forse meno peggio) rispondere ai diversi stili musicali.

Per farla breve (e darvi modo di entrare in dialettica) vi inviterei a leggere le sezioni 2.0 e 3.0 della pubblicazione (link in alto), due paginette che descrivono il nuovo approccio e giustificano la necessità di allontanarsi da presupposti arbitrari.

Non so se mi piace un monologo… vado avanti ?… 🙄

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Risposta 20 di micamahler

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Val Maira

Per me sì, io sono interessato all'argomento e anche se ho già letto i link da te proposti sono lieto di sentirne parlare (leggi: scrivere) in prima persona dal suo ideatore.

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